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Il segreto di Fatima

madonna-di-fatima-624x300Prima e seconda parte del “segreto” nella redazione fattane da suor Lucia nella “terza memoria” del 31 agosto 1941, destinata al vescovo di Leira-Fatima.

Il segreto consta di tre cose distinte, due delle quali sto per rivelare.

La prima dunque, fu la visione dell’inferno. La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore.

In seguito alzammo gli occhi alla Madonna che ci disse con bontà e tristezza: Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace.

In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede (Quest’ultima frase si trova nella “quarta memoria” dell’8 dicembre 1941).

Terza parte del “segreto” (3 gennaio 1944)

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.

Il Timone

La profezia di Fatima

fatima1Il significato della profezia secondo la Bibbia e la visione profetica di Fatima

La profezia biblica ha soprattutto due significati:
1) predice ciò che Dio stesso ha deciso di fare
2 ) vuole essere avvertimento e/o consolazione per gli uomini per esortarli al cambiamento.

Il primo significato della profezia biblica è più chiaro a tutti: attraverso i Profeti dell’antico testamento, per esempio, Dio predice ciò che ha deciso di fare: la predizione della nascita del Salvatore, la predizione del suo sacrificio, la predizione della sua resurrezione.

Il secondo significato della profezia biblica, invece, è meno chiaro per i cristiani e viene spesso confuso con le profezie di tipo magico, come quelle, per esempio, di Nostradamus che costituiscono una sorta di iniziazione demoniaca al fatalismo e alla disperazione: nella profezia di tipo magico il futuro, infatti, è già stabilito e le nostre opere diventano inutili.

Al contrario, quando la profezia biblica ci manda un messaggio sugli avvenimenti futuri lo fa per consegnarci un messaggio di speranza: con le nostre opere possiamo cambiare in senso positivo il nostro futuro e il futuro di tutti gli uomini ( è il caso, per esempio, dell’APOCALISSE il cui compito è quello di aiutare a vivere il vangelo nei “corsi e ricorsi storici”, consegnando un messaggio fondamentale di speranza: il bene vincerà sul male. )

Questo tipo di profezia biblica non significa predire il futuro per venire incontro alla curiosità della ragione, non significa consegnare agli uomini una foto anticipata del futuro del quale nulla può essere più cambiato.
Questa profezia avverte su di un futuro possibile in base all’
interpretazione del presente fatta alla luce della fede: il futuro nasce sempre dal presente ed è fondamentale interpretare i segni del tempo per intervenire sul presente e, intervenendo sul momento presente, volgere la storia del futuro in una direzione positiva.

Quando viene data agli uomini questa proiezione sul futuro, essa viene data per richiamare, sullo scenario che viene presentato, la libertà dell’uomo e per mobilitare le forze del cambiamento in bene.

Questo tipo di profezia- che vuole essere avvertimento e/o consolazione per gli uomini per esortarli al cambiamento – vuole sottolineare l’importanza della libertà dell’uomo, vuole ricordare che il futuro non è affatto determinato in modo immutabile e che noi possiamo cambiarlo.

Il terzo segreto di Fatima, per esempio, rientra in questo tipo di profezia -rivelazione PRIVATA: vuole essere avvertimento e/o consolazione per gli uomini per esortarli al cambiamento

CHE COS’ E’ LA RIVELAZIONE PRIVATA?
” Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate – private-, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa…Il loro ruolo non è quello… di completare la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica””
(Catechismo della Chiesa Cattolica n.67 )

La visione profetica della Vergine sintetizza in modo simbolico gli avvenimenti futuri su un medesimo sfondo: un Vescovo vestito di bianco che sale una montagna ripida e prima di salire, afflitto di dolore e di pena, prega per le anime dei cadaveri che incontra in una città in rovina. Giunto alla cima del monte, in ginocchio ai piedi di una grande croce viene ucciso da un gruppo di soldati e insieme a lui muoiono tanti religiosi.

La visione profetica descrive in modo simbolico la sofferenza dei testimoni della fede dell’ultimo secolo del secondo millennio: è un’interminabile via crucis guidata dai Papi del ventesimo secolo.

I martiri cristiani, in duemila anni, sono stati calcolati in 70 milioni.
La gran parte di questi cristiani non sono stati martirizzati nel Colosseo, ma nell’ultimo secolo da parte soprattutto dei comunisti e dei mussulmani:
esattamente 45 milioni e 500 mila, circa il 65 per cento del totale.

Attualmente, nei paesi mussulmani, vengono uccisi circa 160 mila cristiani ogni anno ( cfr Antonio Socci, I nuovi perseguitati, indagine sulla intolleranza anticristiana nel nuovo secolo del martirio, Piemme 2002 ).

Secondo l’interpretazione della Chiesa, confermata da suor Lucia, il Vescovo vestito di bianco è Giovanni Paolo II: si tratta dell’attentato del 13 maggio 1981, anniversario delle stesse apparizioni della Vergine a Fatima. Maria avverte i tre pastorelli e avverte la Chiesa: grazie ai sacrifici liberamente accettati da Giacinta e Francesco, vengono mobilitate le forze del cambiamento in bene e – una mano materna interviene guidando la traiettoria della pallottola-, permettendo al Papa di fermarsi sulla soglia della morte. Le preghiere e i sacrifici dei pastorelli hanno iniziato a mobilitare le forze del cambiamento in bene: qualcosa è stato fatto e qualcosa è cominciato a cambiare.

Giovanni Paolo II non morì e un periodo di grazia è stato concesso alla Chiesa.

Il regime comunista della – Russia che ha diffuso i suoi errori nel mondo- è misteriosamente crollato appena il Papa, come richiesto dalla Vergine, ha consacrato tutto il mondo e la Russia in particolare alla Madonna.

La Vergine, a Fatima, indica anche un futuro, possibile avvenimento: – infine il mio cuore Immacolato trionferà -, cioè potrà nascere una nuova società cristiana, un nuovo periodo di pace se gli uomini faranno penitenza.
Maria per tre volte ripete la parola – penitenza-.

Giovanni Paolo II spiega che la penitenza – lungi dall’essere un sentimento superficiale, è un vero capovolgimento dell’anima (.). Fare penitenza vuol dire (.) ristabilire l’equilibrio e l’armonia rotti dal peccato, cambiare direzione anche a costo di sacrificio (.). L’uomo contemporaneo sembra far più fatica che mai a riconoscere i propri sbagli e a decidere di tornare sui suoi passi per riprendere il cammino dopo aver rettificato la marcia; egli sembra molto riluttante a dire – me ne pento – o – mi dispiace -; sembra rifiutare istintivamente, e spesso irresistibilmente, tutto ciò che è penitenza nel senso del sacrificio accolto e praticato per la correzione del peccato ( Gionni Paolo II, Reconciliatio et paenitentia n.26 ).

– Infine il mio cuore Immacolato trionferà: con la parola – infine – si intende, probabilmente, un periodo storico, un tempo più o meno lungo e ogni tempo è caratterizzato da uno scontro fra il bene e il male. Dice il Concilio Vaticano II: – tutta la vita umana, sia individuale che collettiva, presenta i caratteri di una lotta drammatica tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre- ( Gaudium et spes n.13 ).

Durante questo tempo saranno possibili nuovi pericoli: su questi pericoli getta una luce il cardinale Joseph Ratzinger che, in un suo saggio del 1992,
scrive: – (.) si è sviluppata un’interpretazione rivoluzionaria dell’Islam, che ha molti punti di contatto con le teologie della liberazione in ambito cristiano e ha reso facile la fusione di terrorismo occidentale, d’ispirazione marxista, e terrorismo islamico. (.)

L’islam viene (.) presentato come il vero soggetto della lotta di liberazione dei popoli oppressi. Su questa falsariga, per esempio, una personalità come R. Garaudy ha trovato la sua via dal marxismo all’Islam. Egli vede in quest’ultimo il rappresentante delle energie rivoluzionarie contro il capitalismo dominante (Joseph Ratzinger, Svolta per L’Europa?, Paoline, Cinisella Balsamo- MI- 1992, pp.138-139 ).

Dopo la fusione del terrorismo marxista con il terrorismo islamico, quali altri pericoli possono esserci per l’occidente cristiano ? Nel messaggio della Vergine a Fatima c’è una frase misteriosa: – in Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede -.

Qualunque sia la portata che si dà a questa espressione, è evidente che si riferisce a una crisi della fede. Il dogma della fede si perderà in una estensione così grande che è degno di speciale menzione il fatto che si conservi in Portogallo: nei fedeli, nei pastori, in entrambi?
Ricordo che, quando i Vescovi del Portogallo consacrarono la nazione alla Vergine di Fatima, questo paese fu preservato miracolosamente dalla terribile guerra civile scatenata dal comunismo che colpì la Spagna.

POSSIBILE QUESTA CRISI DELLA FEDE?
Ma non è forse quello che sta succedendo? Riflettiamo, per esempio, sull’oscuramento, nei fedeli, ma anche in molti pastori, di un dogma centrale della fede cattolica: l’indissolubilità matrimoniale.
Se l’amore-sentimento è finito, se il coniuge è stato abbandonato dall’altro, quanti credono ancora nell’indissolubilità senza se e senza ma?

RIPETO:
questa profezia ( la fede che rischia di scomparire, di non conservarsi in molti popoli cristiani.) avverte su di un futuro possibile in base all’interpretazione del presente fatta alla luce del Vangelo: il futuro nasce sempre dal presente ed è fondamentale interpretare i segni del tempo per intervenire sul presente e, intervenendo sul momento presente, volgere la storia del futuro in una direzione positiva.

Quando viene data agli uomini questa proiezione sul futuro, essa viene data per richiamare, sullo scenario che viene presentato, la libertà dell’uomo, in modo che con le nostre opere buone (PREGHIERA, AZIONE, SACRIFICIO, PENITENZA ) possiamo cambiare in senso positivo il nostro futuro e il futuro di tutti gli uomini:

Il giorno 11 ottobre 1992 Giovanni Paolo II, dopo aver consultato i Vescovi del mondo intero, ha approvato e promulgato Il Catechismo della Chiesa Cattolica – espressamente scritto per i Vescovi perché serva loro come testo di riferimento sicuro e autentico per l’insegnamento della dottrina cattolica ( SI TRATTA DI UNA VERA E PROPRIA GRAMMATICA DELLA FEDE ): è questo un fatto unico nella storia della Chiesa.
Il Catechismo Tridentino, infatti, era stato scritto per i parroci e il catechismo di San Pio X era un riassunto del catechismo di Trento per la diocesi di Roma.

Non si giunge a comprendere il disinteresse per un testo come il Catechismo della Chiesa Cattolica, senza sospettare notevoli lacune di conoscenza in fatto di religione cattolica.

Una Chiesa che rifiuta o neglige la responsabilità della riflessione è destinata a un rapporto religioso informe e a una unità che può essere politica o di volontariato, ma non è quella prioritariamente voluta da Cristo circa la fede “”( Alessandro Maggiolini, Il Catechismo dimenticato, Il Giornale, 7 ottobre 2002, pp. 1-8 ).

Questo disinteresse verso il testo di riferimento sicuro e autentico per l ‘insegnamento della dottrina cattolica è sicuramente un – segno preoccupante del tempo – che stiamo vivendo.

La Parola di Dio e il Magistero del Papa sono indissolubilmente legati:
senza l’insegnamento del Papa non può esistere una fede autentica e solo chi segue l’insegnamento del Papa segue Nostro Signore Gesù Cristo.

CERCHIAMO DI INTERPRETARE I SEGNI DEL TEMPO ALLA LUCE DEL VANGELO:

Nella Chiesa assistiamo a questo – disinteresse – per il magistero del Papa e nel mondo occidentale e cristiano assistiamo ad un vero e proprio – letargo – della coscienza.

IL CROLLO DELL’IMPERO SOVIETICO NON HA PORTATO AD UNA VERA RICONCILIAZIONE CON DIO.

Si sono creati spazi di libertà per l’evangelizzazione ma al relativismo aggressivo del comunismo ha fatto seguito un relativismo seduttivo e democratico.

Il materialismo ideologico ha lasciato il posto ad un diffuso materialismo pratico dove la vita interiore degli uomini è atrofizzata: l’uomo non si chiede più il significato della vita e della morte, non cerca più il vero e il bene, ma è ridotto alle sue sensazioni e sono le sensazioni del momento che determinano le sue azioni.

Maria, a Fatima, insegna che le guerre, la fame e le persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre sono conseguenza dei nostri peccati.

Il primo attacco terroristico, che ha colpito l’occidente cristiano l’11 settembre 2001, è stato un vero terremoto in grado di scuotere le coscienze dei popoli che hanno conosciuto il Vangelo ma non sembra che il crollo delle torri gemelle sia stato fonte di timore di Dio e quindi inizio di saggezza, DI PENITENZA E DI RICONCILIAZIONE CON DIO.

Sono sempre attuali e ancora più attuali di allora le parole della beata Giacinta:- le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo (.) i peccati del mondo sono molto grandi – (1)

( Bruto Maria Bruti )

Bibliografia

sul significato della Profezia biblica e sul messaggio di Fatima:
Congregazione per la dottrina della fede, Il Messaggio di Fatima, supplemento a L’Osservatore Romano n.147 del 26-27 giugno 2000; Avvenire, supplemento n.147 del 27 giugno 2000, La storia con gli occhi di Fatima; Cardinale Angelo Sodano, parole pronunciate al termine della Santa Messa celebrata dal Papa a Fatima il 13 maggio 2000

1) cfr Antonio Borelli Machado, Le apparizioni e il messaggio di Fatima, cristianità, Piacenza 1977 p. 49 e 51

I pastorelli di Fatima

beatofrancisco3Lucia, la più giovane di cinque bambini un bambino, cugina di Francesco e Giacinta, nasce il 22 marzo del 1907 da Antonio Dos Santos e da Maria Rosa de Jesus in una frazione di Fatima chiamata Aljustrel. Di carattere allegro, si divertiva molto con le sorelle a partecipare alle feste. Era dotata di una c straordinaria memoria.
Dopo le apparizioni ebbe altri personali incontri con la Madonna.

A 18 anni si decise a entrare tra le suore Dorotee a Tuy (Spagna), da dove passò nel 1948 co1 permesso di Pio XII alle Carmelitane. Tutta la sua vita è dedicata alla diffusione della devozione al Cuore Immacolato di Maria: “Figlia mia – le disse la Madonna – guarda il mio Cuore sormontato da spine, con cui uomini ingrati lo trafiggono ad ogni momento con le loro bestemmie e la loro ingratitudine”.
Sollecitata dal Vescovo, scrisse quattro quadernetti di “Memorie” circa il messaggio di riparazione e circa la vita dei suoi cuginetti successiva alle apparizioni, delle quali sono la fonte interpretativa più autentica. Vive a Coimbra (Portogallo) tra le Carmelitane.
Francesco Marto nasce l’11 giugno 1908 da Manuel Pedro Marto e da Olimpia Dos Santos, la quale, già vedova e madre di due figli, oltre a Giacinta ebbe altri sei figli. Di carattere pacifico e riflessivo si ritirava spesso a pregare da solo. Quando era sui monti amava cantare o suonare il suo piffero. Era sempre pronto a accettare le mansioni più umili o l’ultimo posto: perdeva sempre ai giochi e durante le apparizioni poteva solo vedere l’Angelo e la Madonna, senza poterne ascoltare le parole, che gli venivano riferite da Lucia e da Giacinta. Ciò che più l’impressionava o assorbiva era Dio, la SS. Trinità, in quella luce immensa che penetrava nell’intimo dell’anima. “lo voglio consolare nostro Signore – disse – ma mi piacerebbe convertire anche i peccatori perché non lo offendano più”. Morì di febbre “spagnola” il 4aprile del 1919, dicendo: “Mamma, guarda che bella luce là, vicino alla porta…”.
Giacinta Marto nasce il 10 giugno 1910. Di costituzione debole e dal temperamento prima permaloso, poi riflessivo e dolce, con il suo portamento sembrava trasmettere la presenza di Dio in tutti i suoi atti. Era lei a scegliere i giochi anche per Francesco al quale era molto legata. Imparò a pregare il Rosario in un modo che incantava. Ciò che l’aveva più colpita era stata la visione dell’inferno e la tragica sorte dei peccatori, per la cui conversione si diede a far sacrifici come i digiuni, non ballare, mangiare frutti amari, portare la corda legata ai fianchi. Ebbe una volta anche la visione del Papa sofferente e perseguitato1 e anche questa intenzione offrì nelle sue preghiere e sacrifici.
Si ammalò di febbre “spagnola” che degenerò in pleurite. Fu portata all’ospedale nel 1919 a Villa Nuova de Ourèm. Qui la visitò ancora la Madonna dicendole che sarebbe morta, dopo atroci sofferenze, senza aver potuto ricevere Gesù e lontana dai suoi cari, a Usbona in ospedale il 20 febbraio 1920.
Il 13 maggio 2000, a Fatima, Francesco e Giacinta Marto sono stati proclamati beati da Papa Giovanni Paolo II.
Il Timone – Roberto Lanzilli

Fatima: i fatti, i luoghi, i tempi

apparizioni-di-fatima-stampaIl resoconto del fatto più importante del secolo scorso: le apparizioni di Fatima. Suggellate dal miracolo del sole, osservato da decine di migliaia di persone, distanti anche 40 chilometri.

 

La primavera del 1916. In una zona centrale del Portogallo, angolo d’Europa dove il terribile conflitto in corso non arriva e non arriverà, tre fanciulli, Lucia de Jesus dos Santos e i fratelli Francesco e Giacinta Marto, cugini di Lucia, rispettivamente di nove, otto e sei anni, stanno pascolando le greggi in una località vicina a Fatima, frazione del comune di Vila Nova de Ourém, detta “Loca do Cabeco”. All’improvviso, nonostante la giornata serena, si leva un forte vento. Poco dopo, verso oriente, inizia a prendere forma, in “una luce più bianca della neve”, una figura “con l’aspetto di un giovane trasparente, più splendente di un cristallo attraversato dai raggi del sole, […] dai quattordici ai quindici anni, di una grande bellezza”. Il giovinetto si rivolge ai bambini, dicendo; “Non abbiate paura. Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me. E, inginocchiato a terra, curvò la fronte fino al suolo”, ripetendo per tre volte: “Dio mio! Credo, adoro, spero e vi amo, Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano non sperano e non vi amano”. I pastorelli non fanno parola con alcuno dell’accaduto.

L’estate seguente, i tre giocano nei pressi di casa dos Santos quando l’angelo appare nuovamente per ricordare loro la necessità non solo di pregare, ma di offrire sacrifici per la conversione dei peccatori e per la pace della patria. Egli – che si rivela come l’angelo custode del Portogallo – si manifesta una terza volta, l’ultima, in ottobre, di nuovo al Cabeco. Mostra ai pastorelli un calice e, sospesa sul calice, un’ostia, e con entrambi li comunica. Insegna loro anche una nuova preghiera: “Trinità Santissima, Padre, Figliolo e Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi dei sacrilegi e della indifferenza con cui è offeso. E per i meriti infiniti del suo santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi chiedo la conversione dei peccatori”.

 

Pochi mesi dopo, il 13 maggio 1917, i fanciulli – che le apparizioni angeliche hanno profondamente trasformato – giocano in mezzo alle pecore in un piccolo avvallamento a circa due chilometri da Fatima, Cova da Iria.

All’improvviso due lampi e, subito dopo, la figura di “una Signora tutta vestita di bianco, più splendente del sole” si staglia sulla cima di un querciolo vicino ai fanciulli. Il suo volto è incredibilmente bello, “né triste né allegro, ma serio”. Dalle sue mani, giunte sul petto, pende un rosario. Le vesti paiono intessute di luce: bianca la tunica e pure bianco, con una orlatura dorata, il manto che la copre dal capo ai piedi. Alle ingenue domande di Lucia, la Signora risponde: “Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi il giorno 13, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio”. Quindi: “Volete offrirvi a Dio, per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?”. E soggiunge: “Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra”. Poi, elevandosi lentamente verso oriente, scompare.

Lucia, Giacinta e Francesco, in tutta la loro innocenza infantile, si porgono volentieri alla “scuola” della Signora celeste e, nonostante una nutrita serie di avversità, ne mettono in pratica le richieste, facendosi trovare sempre puntuali agli appuntamenti. Nell’apparizione successiva, in giugno, la Signora rivela loro che Gesù desidera stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di sua madre, e ne mostra loro l’immagine: un cuore umano, in cui sono conficcate in profondità delle spine. Gesù dice per bocca di Maria: “A chi l’abbraccia, prometto la salvezza”.

La terza volta, il 13 luglio, la Signora insiste sulla particolare efficacia del rosario per ottenere le grazie, ma specialmente sul fatto che i peccati fanno soffrire il Cuore di Maria e, quindi, che occorre riparare. Poi, come per rafforzare la gravità del suo appello, non esita a mostrare loro, a dei bimbi, anche se solo per un attimo, un luogo sotterraneo, in cui brucia un grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime come se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate di forma umana che ondeggiavano nell’incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse”. È la prima parte del cosiddetto messaggio di Fatima: l’inferno.

Finita la drammatica visione, la Signora profetizza la fine della Grande Guerra, ma anche, se gli uomini “non smetteranno di offendere Dio”, l’inizio di un nuovo conflitto, destinato a scoppiare “nel regno di Pio XI”, con cui “Dio si appresta a punire il mondo per i suoi delitti”. Viceversa, se la Russia verrà consacrata al suo Cuore e si diffonderà la pratica della comunione riparatrice nel primo sabato di cinque mesi consecutivi, “la Russia si convertirà e si avrà pace”.

 

Diversamente, sarà l”‘inferno” sulla terra: la Russia “diffonderà i suoi errori nel mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate” Ma “infine – promette Maria -, il mio Cuore Immacolato trionferà. lì Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace. in Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede”. Questa è la seconda, drammatica parte del cosiddetto “segreto” di Fatima.

L’apparizione di agosto avviene nel pomeriggio del 15 invece che il 13, poiché il sindaco di Ourèm ha impedito ai bambini di recarsi all’appuntamento. La Signora torna a mostrarsi nella località di Valinhos, invece che alla Cova, e si limita a riaffermare la necessità di pregare e di fare riparazione per i peccati.

Il mese dopo, l’apparizione ha luogo alla presenza di una folla di 15-2Omila persone, richiamate dal diffondersi della notizia.

Anche se la Signora non rivela nulla di nuovo, avvengono alcuni prodigi: la temperatura si abbassa, si vede un globo di luce che si muove lentamente in cielo, calano le tenebre e compaiono le stelle, mentre cade una specie di lieve pioggia iridescente.

Il 13 ottobre 1917 segna il culmine delle apparizioni di Fatima: la Signora rivela di essere “la Regina del Rosario”, chiede l’erezione di una cappella e rinnova pressantemente le ormai consuete richieste di conversione. A un certo punto, davanti agli occhi di circa 50-7Omila uomini e donne convenuti da tutto il Portogallo, le nuvole si aprono e mostrano il globo solare, il quale assume la forma di un enorme disco d’argento, brillante ma non accecante. Poi inizia a ruotare su se stesso vorticosamente e a danzare nel cielo in un turbinio di fiamme, per tre volte minacciando di precipitare sulla folla atterrita.

Infine, si acquieta e torna a splendere come di consueto. lì prodigio del sole viene osservato fino a quaranta chilometri di distanza da Fatima.

Contemporaneamente, ai veggenti si offre uno spettacolo grandioso.

Accanto al sole, si stagliano tre enormi composizioni o quadri, ciascuno corrispondente a uno dei misteri del rosario. Nel primo compare la Sacra Famiglia, con san Giuseppe e Gesù bambino benedicenti, mentre Maria assume il sembiante di Madonna del Rosario. Poi, appaiono l’Addolorata e Gesù sulla via del Calvario. Infine, la Madonna del Carmelo, incoronata Regina, con in braccio il piccolo Gesù. Le apparizioni “pubbliche” della Madonna di Fatima, preparate da quelle dell’Angelo del Portogallo, hanno così fine.

La Madonna a Fatima

“Volete offrirvi a Dio, per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?”

“Sì, lo vogliamo”

“Andate, dunque, avrete molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto”

(13 maggio 1917)

 

 

Bibliografia

Suor Lucia, Gli appelli del messaggio di Fatima, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2001. Antonio Augusto Borelli Machado, Fatima: Messaggio di Tragedia o di Speranza? Con la terza parte del segreto, trad. it., Luci sull’Est, Roma 2000. Elementi di documentazione in Memorie dì Suor Lucia, a cura dì Luigi Kondor S.V.D., trad. it., Segretariado dos Pastorìnhos, Fatima 1998; e in Lucia racconta Fatima. Memorie, lettere e documenti di Suor Lucia, 4a ed. aggiornata, trad. it., Queriniana, Brescia 1999. Congregazione per la Dottrina della Fede, Il Messaggio di Fatima, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2000. L. Gonzaga Da Fonseca S.j. – Gìoacchino Alonso, CMF, Le meraviglie di Fatima, Edizioni Paoline, Roma 1983. Andrea Tornielli, Fatima: il segreto svelato, Gribaudi, Milano 2000.

Il Timone