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La vita di Madre Teresa

teresa_de_calcuta“ Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo. Ma per quanto riguarda il mio cuore, appartengo interamente al Cuore di Gesù”.Di conformazione minuta, ma di fede salda quanto la roccia, a Madre Teresa di Calcutta fu affidata la missione di proclamare l’amore assetato di Gesù per l’umanità, specialmente per i più poveri tra i poveri. “Dio ama ancora il mondo e manda me e te affinché siamo il suo amore e la sua compassione verso i poveri”. Era un’anima piena della luce di Cristo, infiammata di amore per Lui e con un solo, ardente desiderio: “saziare la Sua sete di amore e per le anime”. 

Questa luminosa messaggera dell’amore di Dio nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, città situata al punto d’incrocio della storia dei Balcani. La più piccola dei cinque figli di Nikola e Drane Bojaxhiu, fu battezzata Gonxha Agnes, ricevette la Prima Comunione all’età di cinque anni e mezzo e fu cresimata nel novembre 1916. Dal giorno della Prima Comunione l’amore per le anime entrò nel suo cuore. L’improvvisa morte del padre, avvenuta quando Agnes aveva circa otto anni, lasciò la famiglia in difficoltà finanziarie. Drane allevò i figli con fermezza e amore, influenzando notevolmente il carattere e la vocazione della figlia. La formazione religiosa di Gonxha fu rafforzata ulteriormente dalla vivace parrocchia gesuita del Sacro Cuore, in cui era attivamente impegnata.

All’età di diciotto anni, mossa dal desiderio di diventare missionaria, Gonxha lasciò la sua casa nel settembre 1928, per entrare nell’Istituto della Beata Vergine Maria, conosciuto come “le Suore di Loreto”, in Irlanda. Lì ricevette il nome di suor Mary Teresa, come Santa Teresa di Lisieux. In dicembre partì per l’India, arrivando a Calcutta il 6 gennaio 1929. Dopo la Professione dei voti temporanei nel maggio 1931, Suor Teresa venne mandata presso la comunità di Loreto a Entally e insegnò nella scuola  per ragazze, St. Mary. Il 24 maggio 1937 suor Teresa fece la Professione dei voti perpetui, divenendo, come lei stessa disse: “la sposa di Gesù” per “tutta l’eternità”. Da quel giorno fu sempre chiamata Madre Teresa. Continuò a insegnare a St. Mary e nel 1944 divenne la direttrice della scuola. Persona di profonda preghiera e amore intenso per le consorelle e per le sue allieve, Madre Teresa trascorse i venti anni della sua vita a “Loreto” con grande felicità. Conosciuta per la sua carità, per la generosità e il coraggio, per la propensione al duro lavoro e per l’attitudine naturale all’organizzazione, visse la sua consacrazione a Gesù, tra le consorelle, con fedeltà e gioia.

Il 10 settembre 1946, durante il viaggio in treno da Calcutta a Darjeeling per il ritiro annuale, Madre Teresa ricevette l’“ispirazione”, la sua “chiamata nella chiamata”. Quel giorno, in che modo non lo raccontò mai, la sete di Gesù per amore e per le anime si impossessò del suo cuore, e il desiderio ardente di saziare la Sua sete divenne il cardine della sua esistenza. Nel corso delle settimane e dei mesi successivi, per mezzo di locuzioni e visioni interiori, Gesù le rivelò il desiderio del suo Cuore per “vittime d’amore” che avrebbero “irradiato il suo amore sulle anime. ”Vieni, sii la mia luce”, la pregò. “Non posso andare da solo” Le rivelò la sua sofferenza nel vedere l’incuria verso i poveri, il suo dolore per non essere conosciuto da loro e il suo ardente desiderio per il loro amore. Gesù chiese a Madre Teresa di fondare una comunità religiosa, le Missionarie della Carità, dedite al servizio dei più poveri tra i poveri. Circa due anni di discernimento e verifiche trascorsero prima che Madre Teresa ottenesse il permesso di cominciare la sua nuova missione. Il 17 agosto 1948, indossò per la prima volta il sari bianco bordato d’azzurro e oltrepassò il cancello del suo amato convento di “Loreto” per entrare nel mondo dei poveri.

Dopo un breve corso con le Suore Mediche Missionarie a Patna, Madre Teresa rientrò a Calcutta e trovò un alloggio temporaneo presso le Piccole Sorelle dei Poveri. Il 21 dicembre andò per la prima volta nei sobborghi: visitò famiglie, lavò le ferite di alcuni bambini, si prese cura di un uomo anziano che giaceva ammalato sulla strada e di una donna che stava morendo di fame e di tubercolosi. Iniziava ogni giornata con Gesù nell’Eucaristia e usciva con la corona del Rosario tra le mani, per cercare e servire Lui in coloro che sono “non voluti, non amati, non curati”. Alcuni mesi più tardi si unirono a lei, l’una dopo l’altra, alcune sue ex allieve.

Il 7 ottobre 1950 la nuova Congregazione delle Missionarie della Carità veniva riconosciuta ufficialmente nell’Arcidiocesi di Calcutta. Agli inizi del 1960 Madre Teresa iniziò a inviare le sue sorelle in altre parti dell’India. Il Diritto Pontificio concesso alla Congregazione dal Papa Paolo VI nel febbraio 1965 la incoraggiò ad aprire una casa di missione in Venezuela. Ad essa seguirono subito altre fondazioni a Roma e in Tanzania e, successivamente, in tutti i continenti. A cominciare dal 1980 fino al 1990, Madre Teresa aprì case di missione in quasi tutti i paesi comunisti, inclusa l’ex Unione Sovietica, l’Albania e Cuba.

Per rispondere meglio alle necessità dei poveri, sia fisiche, sia spirituali, Madre Teresa fondò nel 1963 i Fratelli Missionari della Carità; nel 1976 il ramo contemplativo delle sorelle, nel 1979 i Fratelli contemplativi, e nel 1984 i Padri Missionari della Carità. Tuttavia la sua ispirazione non si limitò soltanto alle vocazioni religiose. Formò i Collaboratori di Madre Teresa e i Collaboratori Ammalati e Sofferenti, persone di diverse confessioni di fede e nazionalità con cui condivise il suo spirito di preghiera, semplicità, sacrificio e il suo apostolato di umili opere d’amore. Questo spirito successivamente portò alla fondazione dei Missionari della Carità Laici. In risposta alla richiesta di molti sacerdoti, nel 1991 Madre Teresa dette vita anche al Movimento Corpus Christi per Sacerdoti come una “piccola via per la santità” per coloro che desideravano condividere il suo carisma e spirito.

In questi anni di rapida espansione della sua missione, il mondo cominciò a rivolgere l’attenzione verso Madre Teresa e l’opera che aveva avviato. Numerose onorificenze, a cominciare dal Premio indiano Padmashri nel 1962 e dal rilevante Premio Nobel per la Pace nel 1979, dettero onore alla sua opera, mentre i media cominciarono a seguire le sue attività con interesse sempre più crescente. Tutto ricevette, sia i riconoscimenti sia le attenzioni, “per la gloria di Dio e in nome dei poveri”.

L’intera vita e l’opera di Madre Teresa offrirono testimonianza della gioia di amare, della grandezza e della dignità di ogni essere umano, del valore delle piccole cose fatte fedelmente e con amore, e dell’incomparabile valore dell’amicizia con Dio. Ma vi fu un altro aspetto eroico di questa grande donna di cui si venne a conoscenza solo dopo la sua morte. Nascosta agli occhi di tutti, nascosta persino a coloro che le stettero più vicino, la sua vita interiore fu contrassegnata dall’esperienza di una profonda, dolorosa e permanente sensazione di essere separata da Dio, addirittura rifiutata da Lui, assieme a un crescente desiderio di Lui. Chiamò la sua prova interiore: “l’oscurità”. La “dolorosa notte” della sua anima, che ebbe inizio intorno al periodo in cui aveva cominciato il suo apostolato con i poveri e perdurò tutta la vita, condusse Madre Teresa a un’unione ancora più profonda con Dio. Attraverso l’oscurità partecipò misticamente alla sete di Gesù, al suo desiderio, doloroso e ardente, di amore, e condivise la desolazione interiore dei poveri.

Durante gli ultimi anni della sua vita, nonostante i crescenti seri problemi di salute, Madre Teresa continuò a guidare la sua Congregazione e a rispondere alle necessità dei poveri e della Chiesa. Nel 1997 le suore di Madre Teresa erano circa 4.000, presenti nelle 610 case di missione sparse in 123 paesi del mondo. Nel marzo 1997 benedisse la neo-eletta nuova Superiora Generale delle Missionarie della Carità e fece ancora un viaggio all’estero. Dopo avere incontrato il Papa Giovanni Paolo II per l’ultima volta, rientrò a Calcutta e trascorse le ultime settimane di vita ricevendo visitatori e istruendo le consorelle. Il 5 settembre 1997 la vita terrena di Madre Teresa giunse al termine. Le fu dato l’onore dei funerali di Stato da parte del Governo indiano e il suo corpo fu seppellito nella Casa Madre delle Missionarie della Carità. La sua tomba divenne ben presto luogo di pellegrinaggi e di preghiera per gente di ogni credo, poveri e ricchi, senza distinzione alcuna. Madre Teresa ci lascia un testamento di fede incrollabile, speranza invincibile e straordinaria carità. La sua risposta alla richiesta di Gesù: “Vieni, sii la mia luce”, la rese Missionaria della Carità, “Madre per i poveri”, simbolo di compassione per il mondo e testimone vivente dell’amore assetato di Dio.

Meno di due anni dopo la sua morte, a causa della diffusa fama di santità e delle grazie ottenute per sua intercessione, il Papa Giovanni Paolo II permise l’apertura della Causa di Canonizzazione. La beatificazione si e’ svolta il 19 ottobre 2003.
La memoria liturgica e’ il 5 settembre.

Donami un cuore dolce e umile

trevisani_francesco_005_madonna_con_bambinoSanta Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come sorgente.
Ottienimi un cuore semplice,
che non si ripieghi sulle proprie tristezze;
un cuore generoso nel donarsi,
pieno di tenera compassione;
un cuore fedele e aperto,
che non dimentichi alcun bene,
e non serbi rancore di alcun male.
Creami un cuore dolce e umile,
che ami senza esigere d’essere riamato,
felice di sparire in altri cuori
sacrificandosi davanti al tuo Figlio divino.
Un cuore grande e indomabile,
che nessuna ingratitudine possa chiuderlo
e nessuna indifferenza stancare.
Un cuore tormentato
dalla gloria di Gesù Cristo,
con piaga che non rimargini se non in cielo.
(Leonce de Grandmaison sj)

Padre Gasparino, maestro di preghiera

gasparino2E’ stato un uomo di grande preghiera, tanta e di qualità.
Ore ed ore in ginocchio. Poi tante ore di vita di servizio.
Si e’ fidato della Provvidenza e della Madonna, a cui affidava tutte le sue iniziative.
Aveva il cruccio di insegnare a pregare, perché riteneva che chi prega bene, impara anche ad amare e servire.
Conosciutissima è la scuola di preghiera annuale a cui hanno partecipato migliaia di giovani che hanno riscoperto l’adorazione, la confessione, la meditazione del Vangelo e la preghiera del cuore.
Ispirandosi a Charles De Foucauld ha vissuto e fatto vivere a tante persone, l’esperienza del Deserto. Ogni anno si ritirava con i suoi consacrati per 40 giorni di preghiera e riflessione durante i quali preparava tutte le omelie e le preghiere dell’anno tra cui la meravigliosa catechesi del Figliol Prodigo del Venerdì Santo, con cui portava alla confessione centinaia di giovani nel triduo di Pasqua. Lui e gli altri sacerdoti della fraternità confessavano in quelle occasioni per 10-12 ore al giorno.
Alla sua Città dei ragazzi dove accoglieva orfani e dove ancora oggi vengono accolti poveri, famiglie e malati, dal 1959 ininterrottamente c’è l’adorazione continua. E’ la sorgente delle grazie di cui e’ stato testimone.
Le sue catechesi sono ancora oggi richiestissime sul web e nei suoi libri. La sua campagna contro la preghiera parolaia, aiutò tanti a rimettere l’amore nel pregare, ovvero smettere di dire parole, e pensare quel che si prega, mettere il cuore e le situazioni concrete al centro della preghiera.
Possiamo dire che ancora oggi insegna a tanti a pregare e aiuta a crescere nel vivere la preghiera non come una formalità ma come un incontro con Dio che ci cura, ci guarisce, ci ascolta, ci parla. La “preghiera del cuore”, la “preghiera di semplicità” di cui era maestro sono delle colonne per tutti coloro che l’hanno conosciuto.
“Date a Dio la gioia di ascoltarlo” diceva, ancora oggi ascoltare Gasparino è una gioia che conduce a Dio.

Paolo Botti

 

BIOGRAFIA di PADRE ANDRE GASPARINO
“La preghiera e l’amore ottengono l’ impossibile” . Questa frase è scritta sulla tomba di padre Andrea Gasparino, sacerdote missionario e maestro dello Spirito, (1923, 26 settembre 2010). Nel dopoguerra prese a cuore la miseria sociale ed economica di tanti orfani che vivevano in strada. Dopo l’ordinazione presbiterale nel Seminario di Cuneo, nel 1947, aveva prestato servizio pastorale presso la parrocchia di Roccavione, iniziando a raccogliere ragazzi in situazioni precarie. Il 7 ottobre 1951 raccolse questi ragazzi nella “Città dei Ragazzi” in Cuneo. All’opera della comunità si unirono nel 1955, le sorelle consacrate, Negli anni ’60 il sogno di padre Gasparino si avvera con l’estensione dell’attività missionaria nei Paesi più poveri del mondo. La prima missione in Brasile, poi in Asia, in Africa nell’Est europeo come la Russia e l’Albania. Aprì altre missioni in  Corea, Madagascar, e poi in Kenya, Etiopia, Bangladesh, Hong Kong.

Padre Gasparino ha retto per più di 50 anni la scuola di preghiera per giovani nella “Città dei Ragazzi” dove generazioni di giovani hanno imparato da lui uno stile di vita, essenziale, coerente, rigoroso, impregnato di preghiera e di testimonianza. E’ fondatore del Movimento Contemplativo Missionario “P. De Foucauld”.

Le fraternità del Movimento sono piccole comunità monastiche di fratelli e di sorelle che vivono in mezzo ai poveri negli slums, fra i baraccati, nei lebbrosari, condividendo la vita dei poveri e testimoniando il primato della preghiera.

Attualmente il Movimento è diffuso in Europa (Italia, Inghilterra, Russia, Albania); In Africa (Madagascar, Kenya, Etiopia); in Asia (Bangladesh, Hong Kong) e in America Latina (Brasile).

La sede di formazione del Movimento è a Cuneo, in corso Francia 129.

Dalla sua esperienza spirituale e missionaria sono nati numerosi libri (ultimo in ordine di uscita “La preghiera di semplicità”, edito da Elledici) ormai largamente conosciuti e apprezzati in tutta Italia, che offrono un metodo per imparare a pregare e ad esercitare la cosiddetta “preghiera del cuore”, cioè la preghiera profonda nella quale l’uomo e Dio si incontrano e nel silenzio si amano. Nel 1990 il riconoscimento ufficiale da parte della Santa Sede come “Movimento contemplativo Missionario P. de Foucauld”. Oggi la Comunità è composta da una decina di sacerdoti e da 120 tra fratelli e sorelle consacrati, in 35 fraternità sparse nel mondo. Ne è responsabile da alcuni anni don Pino Isoardi

La “Missione inutile” di Charles de Foucauld

deserto1“Dialogare con i musulmani? Sì, ma a condizione di ottenere risultati concreti. Se noi apriamo all’islam in Europa e poi loro continuano a impedirci di costruire chiese in Medio Oriente, cosa ci guadagniamo?”. Il giornalista che, qualche mese fa, prese parte con chi scrive a una trasmissione tivù sul nuovo Papa, non me ne vorrà se prendo spunto dalle sue parole per introdurre un paio di riflessioni su Charles de Foucauld.

Immagino che se de Foucauld si fosse posto domande del tipo di quella citata non avrebbe mai preso la via di Tamanrasset. Analogamente, se avesse ragionato in termini di costi-benefici, la Chiesa d’Algeria non avrebbe pagato il prezzo altissimo di sangue come invece ha fatto nel decennio della guerra civile. La vicenda spirituale di De Foucauld e la paziente testimonianza di suore e religiosi in Algeria sono la prova della preziosa «inutilità», dell’assoluta gratuità della scelta missionaria. La missione ha sì una sua fecondità, che però si misura con parametri altri rispetto a quelli del «mondo». Nel caso di fratel Charles, sia pure con i tempi della Provvidenza, la sua paternità spirituale si è dispiegata in modo sorprendente, generando una famiglia di apostoli che prolunga la sua testimonianza nei cinque continenti.

In molti Paesi e culture de Foucauld continua ad essere «fratello universale»: non il testimonial di un generico amore filantropico ammantato di buonismo, ma l’appassionato amico di un popolo. Appassionato e competente, al punto da avere trascritto poesie e canzoni popolari dei tuareg, curato un dizionario e via dicendo.

In questo, de Foucauld si può ben additare come uno dei modelli di inculturazione più riusciti, nel segno di quel «come loro» che per diverse generazioni di missionari è stato ed è una bussola, uno stile di vita. Un’intuizione, la sua, di forza sconvolgente, oggi più che mai.In tempi in cui taluni in Occidente amano riempirsi la bocca di «radici cristiane», c’è bisogno di testimonianze genuine e radicali come la sua. Il messaggio più sorprendente che de Foucauld lascia al nostro tempo è questo: tanto più la testimonianza cristiana è audace nel suo presentarsi disarmata, gratuita, in ultima analisi folle, ma autentica, tanto più essa è efficace, lascia il segno.

Se diamo ascolto alla vulgata, l’identità cristiana vissuta in modo radicale e con fierezza sarebbe di ostacolo al dialogo. Non è così e l’esempio di de Foucauld lo dimostra: non è annacquando le identità che si costruisce un confronto vero con l’altro.

Mi ha colpito una frase dello storico Timothy Garton Ash, in un articolo dal titolo «Sei domande sull’islam» su Repubblica: «Il sistema più seduttivo che l’umanità conosca, con le sue immagini consumistiche variopinte di salute, ricchezza, eccitazione, sesso e potere – scrive – esercita una enorme attrazione sui giovani provenienti da ambienti musulmani (.). Ma, disgustati dai suoi eccessi edonistici o forse delusi nelle loro ispirazioni segrete, alienati dalla realtà della loro vita di emarginazione in Occidente o sentendosi essi stessi rifiutati dal sistema, in pochi, una piccolissima minoranza, abbracciano una nuova versione, feroce, bellicosa, della fede dei loro padri».

La vicenda di Charles de Foucauld dice che una fede vissuta con autenticità produce antidoti alla cultura dominante, agli eccessi di un consumismo vorace. Il cristiano integrale – non integralista! – è la miglior risposta al pericolo del conflitto di civiltà in agguato.
Gerolamo Fazzini

 

Non lasciare mai (Santa Teresa di Calcutta)

motherteresaNon lasciare mai
che le tue preoccupazioni
crescano fino al punto di farti dimenticare
la gioia del Cristo risorto.
Tutti noi aneliamo al paradiso,
ma possiamo essere sin da ora con Gesu’
e comunicare la sua gioia.
Questo significa:
amare come Lui ama;
aiutare come Lui aiuta;
dare come Lui da’;
servire come Lui serve;
salvare come Lui salva.
Significa essere con lui ventiquattro
ore al giorno e toccarlo
nel suo aspetto più malandato.

Madre Teresa di Calcutta

Preghiera di semplicita’ (Padre Andrea Gasparino)

sempliceUno dei libri piu’ conosciuti di p. Andrea Gasparino , ben noto maestro e guida delle scuole di preghiera e di ritiri di “deserto”, ha come obbiettivo facilitare le persone alla comprensione del vero significato della preghiera e di come praticarla in “semplicità”. E’questo anche il titolo dato al suo libro, che racchiude l’esperienza di un’intera vita spesa insegnando alle persone a pregare, e imparare a conoscere meglio il Signore.

Ecco come lo introduce lui stesso…
La preghiera di semplicità è alla portata di tutti. E’ la strada facile per gustare le gioie profonde della preghiera. E’ imparare a versare il cuore in Dio con fiducia e semplicità, come sa fare un figlio affettuoso con il papà o con la mamma, condividendo problemi, debolezze, gioie e pene per vivere nella luce di Dio tutte le cose della giornata…
P. Gasparino suddivide in tre parti la sua proposta di preghiera. In questa prima puntata parleremo della preghiera di semplicità come approccio per un comunicare semplice e cordiale con Dio per ringraziare, per riparare, per chiedere, per dividere con Lui ogni affanno e problema e avere luce su quel che Dio desidera da noi. Nessuno può dire “non sono capace” perché tutti siamo capaci di aprire il cuore ad una persona che si ama, di condividere gioie e pene con le persone care.
La preghiera di semplicità non è soltanto un discorrere con Dio delle proprie cose, ma deve giungere ad essere anche un ascolto affettuoso di Dio e sfociare in questa richiesta:
“Padre qual è la tua volontà per me oggi? Che cosa desideri da me oggi, in questa situazione? Che gioia attendi da me oggi?”.
L’istante in cui la preghiera di semplicità diventa preghiera di ascolto, diventa preghiera profonda, perché diventa preghiera di amore.
“La preghiera più è amore, più è preghiera” (P. De Foucauld).
La preghiera di semplicità ha radici profonde nella Bibbia. Il primo comando che Dio dà ad Abramo potrebbe proprio venire considerato come il primo consiglio di Dio sulla preghiera di semplicità. Dio dice: “Cammina alla mia presenza e sii perfetto” (Gn).
La preghiera di semplicità sta proprio nell’attuare questo principio semplicissimo di vita, di rapporto con Dio. Da questo principio è sgorgata tutta la potenza della spiritualità ebraica lungo i secoli. I Salmi sono percorsi incessantemente da questi slanci di preghiera. Si potrebbe concludere che ogni Salmo è una preghiera di semplicità. Per questo è possibile affermare che il Salterio – la liturgia delle ore – è il trattato più perfetto sulla “preghiera di semplicità”! Non è faticosa perché è varia, spontanea, che sgorga quasi da sola a motivo della nostra amicizia con Dio. Non è un “metodo” ma è la preghiera allo stato naturale, di tutti i tempi; possibile in ogni momento della giornata, in qualunque occupazione, in qualunque situazione. E’ la preghiera del buio e della luce, dell’aridità e del fervore, di tutte le stagioni del cuore: nel sereno e nella lotta, nello sconforto e nella gratitudine, nella prova e nell’entusiasmo.
La preghiera di semplicità ha appassionato tutti i Santi, ed è stato anche il metodo usato da S. Paolo per avviare i primi cristiani alla preghiera. Ecco come si espresse nella Lettera ai Filippesi (4,6-7): “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio – che sorpassa ogni intelligenza – custodirà i vostri pensieri in Cristo Gesù”.
E’ la preghiera dei sani e dei malati, dei bambini e degli adulti, dei sapienti e degli ignoranti. P, per tutti i momenti di debolezza, del peccatore che si pente e vuole tornare a Dio, ma è anche la preghiera del giusto che si intrattiene con Dio per essere ben fermo nella sua preghiera a Lui. Mette Dio al centro della nostra giornata. E’ una preghiera di riposo della mente e del cuore che costruisce in noi la pace, perché è un far convergere su Dio tutte le nostre preoccupazioni. Ed è anche entrare con intelligenza nei problemi, condividendoli in semplicità con Dio e affidandoli a Lui. Tutti i Santi hanno praticato la preghiera di semplicità. Ha scritto S. Teresa d’Avila nella sua autobiografia: “E’ necessario immaginarsi di essere al cospetto di Cristo e imparare ad innamorarci in sommo grado della sua sacra umanità e a portarlo sempre dentro di noi, a parlare con Lui, chiedendogli aiuto nel bisogno, lamentarci con Lui nei nostri travagli, rallegrarci con Lui nelle gioie senza dimenticarlo mai a causa di esse… e senza andare in cerca di orazioni studiate, ma servendoci di parole che rispondono ai nostri desideri e alle nostre necessità”.
Anche i santi moderni sono stati appassionati della preghiera di semplicità. Papa Giovanni annotava così nel suo “Giornale dell’anima”:
“La mia giornata deve essere sempre in preghiera: la preghiera è il mio respiro. Il tenermi sempre con Dio, dal mattino alla sera e anche la notte, o con le cose di Dio, mi dà letizia perenne e mi induce alla calma in tutto e alla pazienza! Soprattutto voglio insistere nella cura delle sante intimità col Signore: tenermi in tranquilla e amorosa conversazione con Lui”.
(Padre Andrea Gasparino)

Le pillole della Madonna – Don Bosco

Don-Bosco scrittaFin da quando era chierico in seminario don Bosco si valeva di un’industria per giovare agli infermi con l’invocazione di Maria Santissima.   Questa consisteva nel distribuire pillole di mollica di pane, ovvero cartine contenenti una mescolanza di zucchero e farina, imponendo a coloro che ricorrevano alla sua scienza medica, la condizione di accostarsi ai Sacramenti e recitare un dato numero di Ave, di Salve Regina o di altre preghiere alla Madonna.

La prescrizione della medicina e delle preghiere talora era assegnata per tre giorni, talora per nove.   I malati anche i più gravi, guarivano.   Di paese in paese si era sparsa la notizia e grande era il concorso al nuovo medico, che acquistava sempre nuova fiducia col buon esito delle sue cure.   Fin d’allora egli conosceva tutta l’efficacia delle preghiere fatte alla Madonna. Forse Maria Vergine stessa gli aveva visibilmente concessa la grazia delle guarigioni; ed egli con questo artifizio delle pillole e delle polveri si nascondeva per non essere oggetto di ammirazione.

Di questo mezzo seguitò a valersi ancora da sacerdote, mentre era al convitto ecclesiastico, e si decise a cessare da esso in seguito ad un fatto veramente singolare.  Nel 1844 a Montafia cadde ammalato di febbri ostinate il signor Turco e nessuna prescrizione di medico valeva a guarirlo. La famiglia ricorse a don Bosco il quale, consigliata la confessione e la comunione, consegnò per l’infermo una scatola delle solite pillole da prendersi ogni giorno in un dato numero, recitando prima tre Salve Regina.   Prese le prime pillole, il Turco guarì perfettamente. Tutti ne furono meravigliati.

Il farmacista si affrettò a recarsi a Torino e, presentandosi a don Bosco gli disse: io rispetto il suo ingegno e ritrovato potente, di cui ella è l’inventore. Questo è dimostrato dal fatto un sicuro febbrifugo. La prego di vendermi una quantità del suo farmaco, oppure di manifestarmene il segreto, affinchè tutto il paese di Montafia non debba correre qui per esserne provveduto. Don Bosco rimase alquanto imbrogliato e non trovò altro espediente che quello di dire:

Ho consumato la provvista di pillole e non ne ho più.  Il farmacista ritornato a casa e smanioso di conoscere gl’ingredienti delle pillole, se ne procurò alcune conservate nelle famiglie ed attentamente ne fece l’analisi chimica.  Ma qui non trovo altro che pane! disse eppure le guarigioni sono evidenti!

Si recò presso un altro farmacista suo amico e con lui scompose le pillole, le esaminarono ed ambedue conclusero.  E’ pane non vi è dubbio! La voce corse per il paese. Il Turco recatosi a Torino a far visita a don Bosco per ringraziarlo, gli narrò la strana diceria sulle pillole di pane e lo pregò di manifestargli il segreto della medicina.  Ha recitato con fede le tre Salve Regina? gli domandò don Bosco.  Oh, certamente! rispose quel signore.  E questo le basti, concluse don Bosco; il quale vedendo scoperta la sua astuzia, cessò da quel metodo di cura, e come prete ricorse unicamente all’efficacia delle benedizioni.

I Fioretti di Don Giovanni Bosco – Le pillole della Madonna (1844)

(I racconti della quotidianità, per comprendere un grande Santo)

Le ragazze che cercano una cella e la gioia

Incontrare Dio, la sua bellezza, nel cuore della città e allo stesso tempo nel richiamo del silenzio, nella preghiera con le sorelle. Attrazione claustrale? Fascino della vita contemplativa? L’esperienza di una vita trascorsa nel nascondimento sembra in crescita negli ultimi anni, in Italia e in Europa.

Ma anche in terra di missione. Lo dicono i numeri, lo raccontano in prima persona alcune giovani consacrate che hanno avvertito una chiamata particolare: quella di optare per un’evangelizzazione silenziosa, per una testimonianza celata, anzi quasi invisibile nel fragore delle piazze mediatiche e nei processi di accelerazione che guidano un pianeta ormai globalizzato. «Non ho mai pensato di farmi suora. Tanto meno monaca di clausura. Sono nata a Rimini e ho vissuto per 19 anni a Cattolica, perciò non mancava il modo di divertirsi», racconta suor Maria Eliana del Carmelo Sant’Anna, a Carpineto Romano, inaugurato nell’aprile 1979 nel rione San Giovanni, in un centro storico spopolato fatto di vicoli e gradini. Grazie alla comunità delle carmelitane, la chiesa di San Giovanni evangelista è stata riaperta (dopo anni di dismissione) e la vecchia canonica ristrutturata a monastero.

Qui vive la sua vocazione contemplativa suor Eliana, che annota sul sito del monastero: «La mia vita era come quella di tanti giovani: mare, discoteca, uscite con gli amici… Non pensavo al Signore. Ma Lui, nel suo amore, ha pensato a me e si è fatto presente. Come? Interiormente. Avvertivo che non era più “qualcosa” di astratto, ma Qualcuno molto vicino a me, dentro di me, che permeava e avvolgeva la mia vita e che nulla di quanto speravo o soffrivo o desideravo gli era sconosciuto. Mi sono sentita amata da Lui e questo amore mi ha toccato il cuore». Naturalmente – prosegue la carmelitana nelle pagine web – «ci sono stati anche degli avvenimenti concreti che mi hanno spinta a compiere una scelta del genere: il Signore, durante quegli anni, mi ha messo dinanzi persone e cose che certamente era Lui a “muovere”. A 15 anni un amico della parrocchia mi diede da leggere Storia di un’anima, scritto da santa Teresa di Lisieux; da qui è partita la mia “avventura”». Se è vero che Internet raggiunge diversi monasteri, e che posta elettronica piuttosto che blog o forum on line diventano luoghi di ascolto e di “raccolta” di preghiere d’intercessione, forse bisogna fare un passo indietro per riconoscere il messaggio più profondo della scelta contemplativa: ribadire il primato di Dio e la centralità della sua Parola, che dà senso alle altre e fa ritrovare alla persona il suo baricentro.

Altrimenti vivere attorno a un chiostro non ha senso, dice l’agostiniana suor Fulvia, 33 anni e un sorriso che disarma: «Il monastero è come un grande contenitore chiamato a raccogliere e a non disperdere i desideri profondi del nostro cuore e quelli dei fratelli, portandoli di fronte a Dio. La clausura è un limite scelto per una libertà più grande: vuol dire affacciarsi da un angolino di mondo per poterlo vedere tutto. Pensa a un liquido che senza contenitore si disperde… Invece gli argini lo aiutano a prendere forma». L’esempio dell’acqua è particolarmente calzante per suor Fulvia, entrata nel 2002 nel monastero agostiniano dei Santi Quattro Coronati (a pochi passi dalla Basilica Lateranense, nel cuore di Roma): nata e cresciuta a Ostia, sul mare, amante della barca a vela, si era laureata in sociologia e sognava di fare la giornalista specializzata in finanza etica ed economia solidale, con un marito e dei figli.

Voleva cambiare il mondo comunicando, ora cerca di farlo dalla grata. Angelismo masochistico o sublimazione di un attivismo vissuto nel gruppo scout? «Ho semplicemente incontrato alcuni consacrati felici di esserlo, ho visto in loro la bellezza che cercavo: non una sterilità, anzi, la consapevolezza di aver donato la loro vita li arricchiva e li trasfigurava. E ho capito che cercavo tutto questo da tempo, senza sapere dove trovarlo». Poi sono iniziate le paure, attenuate du rante l’esperienza di due mesi in monastero: «Volevo litigare con le sorelle, annoiarmi, fugare ogni parvenza di slancio o di entusiasmo superficiale. Ed è stato così: un innamoramento feriale!», scherza, gli occhi incorniciati dalla cuffia bianca e dal velo nero. Dalle sue parole emerge un altro “segreto” che la clausura invita a riscoprire: vivere insieme è possibile.

La comunione, quindi, non è una parola astratta ma una conquista faticosa. Eppure alla portata di tutti: delle coppie, dei bambini, delle comunità parrocchiali. «Penso che oggi il mistero della vita comunitaria, tra persone che non si sono scelte, rappresenti la sfida più alta – riferisce la giovane monaca -, perché dice che le relazioni non vanno sfuggite, che si può dialogare: un messaggio che stride con l’infelicità provocata dalla solitudine e dalla dispersione, dall’inafferrabile senso di vuoto… Le nuove povertà».

Nessun spiritualismo disincarnato, dunque. Perché clausura significa anche accoglienza della comunità, ricorda la 44enne suor Chiara Damiana, della provincia di Milano, clarissa al monastero Santa Lucia di Foligno, dove è entrata vent’anni fa. «Il carisma della fraternità è molto forte per noi e non è mai stato facile incarnarlo – sottolinea la monaca, dal 2000 maestra delle novizie -, ma vedo che le giovani fanno fatica ad imparare nuovamente l’abc del vivere insieme, del comunicare con l’altro. Oggi risulta molto più facile concepirsi da soli, non percepire l’altro come qualcuno che ti aiuta a conoscerti e a crescere ma come una minaccia. I media, i computer, i cellulari moltiplicano i contatti ma non aiutano ad andare in profondità, a giocarsi e coinvolgersi nelle relazioni personali». Sembrerebbe paradossale, dall’esterno, che in un luogo di silenzio e di isolamento dal mondo si vada a scuola di autentica comunicazione e di fraternità. Ma ovunque, e forse ancor di più in monastero, «per incontrare davvero il Signore non possiamo prescindere da chi abbiamo accanto, mentre prima è c ome se ognuna fosse vissuta in solitudine, in un contesto che non ci ha aiutato a crescere nella comunione».
Laura Baradacchi

 

Message from Medjugorje 25-7-2017 (in 40 languages)

1.English Medjugorje Message, July 25, 2017
“Dear children! Be prayer and a reflection of God’s love for all those who are far from God and God’s commandments. Little children, be faithful and determined in conversion and work on yourselves so that, for you, holiness of life may be truth; and encourage each other in the good through prayer, so that your life on earth may be more pleasant. Thank you for having responded to my call.”

2.Italiano Messaggio di Medjugorje, 25 luglio 2017
“Cari figli! Siate preghiera e riflesso dell’amore di Dio per tutti coloro che sono lontani da Dio e dai comandamenti di Dio. Figlioli, siate fedeli e decisi nella conversione e lavorate su voi stessi affinché la santità della vita sia per voi veritiera. Esortatevi al bene attraverso la preghiera affinché la vostra vita sulla terra sia più piacevole. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

3.Deutsch Botschaft von Medjugorje,  25 Juli 2017
“Liebe Kinder! Seid Gebet und Widerschein der Liebe Gottes für all jene, die fern von Gott und Seinen Geboten sind. Liebe Kinder, seid treu und entschlossen in der Umkehr und arbeitet an euch, dass euch die Heiligkeit des Lebens Wahrheit sei und regt euch im Guten durch das Gebet an, so dass euer Leben auf Erden angenehmer sei. ImageDanke, dass ihr meinem Ruf gefolgt seid.”

4.Francais Message de Medjugorje, 25 juillet 2017
“Chers enfants, soyez prière et le reflet de l’amour de Dieu pour tous ceux qui sont loin de Dieu et des commandements de Dieu. Petits enfants, soyez fidèles et décidés dans la conversion. Travaillez sur vous-mêmes afin que, pour vous, la sainteté de la vie soit vérité. Incitez-vous au bien par la prière pour que votre vie sur terre soit plus agréable. Merci d’avoir répondu à mon appel.”

5.Espanol Mensaje de Medjugorje, 25 de julio 2017
“Queridos hijos! Sean oración y reflejo del amor de Dios para todos los que están lejos de Dios y de los Mandamientos de Dios. Hijitos, sean fieles y decididos en la conversión y trabajen en sí mismos a fin de que la santidad de la vida pueda hacerse verdad para ustedes. Exhórtense al bien a través de la oración para que su vida en la Tierra sea más agradable. Gracias por haber respondido a mi llamado.”

6.Hrvaski Poruka iz Međugorja, 25 srpanj 2017
“Draga djeco! Budite molitva i odsjaj Božje ljubavi za sve one koji su daleko od Boga i Božjih zapovijedi. Budite, djecice, vjerni i odlucni u obracenju i radite na sebi da vam svetost života bude istina i poticite se u dobru preko molitve da bi vaš život na zemlji bio ugodniji. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.”

7.Portugueis Mensagem do Medjugorje 25 de julho de 2017 “Queridos filhos! Sede oração e reflexo do amor de Deus para todos os que estão distantes de Deus e dos mandamentos de Deus. Filhinhos, sede fieis e decididos pela conversão e trabalhai em vós mesmos a fim de que a santidade da vida possa ser verdade para vós. Exortai-vos ao bem através da oração para que vossa vida na terra seja mais agradável. Obrigada por terdes respondido ao meu chamado.”

8.Polski Wiadomość Medjugorje 25 lipca 2017
“Drogie dzieci! Bądźcie modlitwą i odbiciem miłości Bożej dla tych wszystkich, którzy są daleko od Boga i Bożych przykazań. Dziatki, bądźcie wierni i stanowczy w nawróceniu i pracujcie nad sobą, by świętość życia była waszą prawdą i motywujcie się do dobra poprzez modlitwę, by wasze życie na ziemi było przyjemniejsze. Dziękuję wam, że odpowiedzieliście na moje wezwanie.”

9.Romana Mensajul de la Medjugorje 25 iulie 2017
„Dragi copii, fiți rugăciune și strălucire a iubirii lui Dumnezeu pentru toți aceia care sunt departe de Dumnezeu și de poruncile lui Dumnezeu. Copilașilor, fiți fideli și hotărâți în convertire și lucrați la voi înșivă, ca sfințenia vieții voastre să devină reală; și îndemnați-vă unii pe alții la bine prin rugăciune, ca viața pe pământ să vă fie mai plăcută. Vă mulțumesc că ați răspuns la chemarea mea.”

10.Czech Poselství z Medžugorje, 25 července 2017
„Drahé děti! Buďte modlitbou a odleskem Boží lásky pro všechny ty, kteří jsou daleko od Boha i Božích přikázání. Buďte, dítka, věrní a rozhodní v obrácení a pracujte na sobě, aby vám svatost života byla pravda a povzbuzujte se v dobru skrze modlitbu, aby váš život na zemi byl příjemnější. Děkuji vám, že jste přijaly mou výzvu. “

11.Arab      يوليه 25 2017
“أولادي الأحبّة، كونوا صلاةً وانعكاسًا لِحُبِّ الله لجميع البعيدين عن الله وعن وصايا الله. صغاري، كونوا مؤمنين وحازمين في الارتداد، واشتغِلوا على أنفسِكم حتّى تكونَ قدسيّةُ الحياة لكم حقيقة؛ وشجِّعوا بعضُكم بعضًا على الخير من خلالِ الصلاة، حتّى تكونَ حياتُكم على الأرض أكثرَ سُرورًا. أشكرُكم على تلبيتِكم ندائي. ”

12.Russian Послание из Меджугорье 25 июля 2017 года “Дорогие дети! Будьте молитвой и отражением Божьей любви ко всем тем, кто далек от Бога и Божьих заповедей. Дети мои, будьте верными и решительными в обращении и работайте над собой; пусть для вас святость жизни будет истиной; и поощряйте друг друга к добру с помощью молитвы, чтобы ваша жизнь на земле была угодной. Благодарю вас, что отозвались на мой призыв.”

13.Hungarian Üzenet Medjugorje, 25 július 2017
“Drága gyermekek! Legyetek imádság és Isten szeretetének visszfénye mindazok számára, akik távol vannak Istentől és Isten parancsaitól. Gyermekek, legyetek hűségesek és határozottak a megtérésben és dolgozzatok önmagatokon, hogy az életszentség igazság legyen számotokra, és az ima által ösztönözzétek magatokat a jóra, hogy kellemesebb legyen földi életetek. Köszönöm, hogy válaszoltatok hívásomra. ”

14.Norwegian Medjugorje Budskapet fra 25 juli 2017
“Kjære barn! Vær bønn og et gjenskinn av Guds kjærlighet for alle dem som er langt borte fra Gud og Guds bud. Mine barn, vær trofaste og bestemte i omvendelsen og arbeid med dere selv, slik at hellighet i livet må være sannhet for dere. Og oppmuntre hverandre i det gode gjennom bønn, slik at livet deres på jorda kan bli mer behagelig. Takk for at dere har svart på mitt kall.”

15.Chinese  默主哥耶讯息 2017年07月25日
“親愛的孩子們!成為祈禱的人,並且成為那些遠離天主的人和天主要求遵守誡命的人的眼中,天主愛的肖像。孩子們,要忠信並且決心皈依和從自身做起,如此,為你們自己,才有可能在生活中成聖。並且相互鼓勵經由祈禱向善,這樣此你們在世上的生活才會更加的愉悅。謝謝你們答覆了我的召喚。”

16.Dutch Medjugorje Boodschap van 25 juli 2017
“Lieve kinderen, wees gebed en een reflectie van Gods liefde voor al wie ver van God verwijderd is en van Gods geboden. Lieve kinderen, wees trouw en vastberaden in de bekering en werk aan jezelf zodat voor jou, de heiligheid van het leven waarheid mag worden, en bemoedig elkaar in het goede door het gebed, zodat jullie leven op aarde aangenamer kan worden. Dank dat je aan mijn oproep gehoor hebt gegeven.”

17. Finnish Medjugorje viesti 25 Juni 2017
“Anak – anak Ku yang terkasih! Hari ini, Aku ingin mengucapkan terima kasih atas ketekunan kamu dan minta kamu untuk membuka dirimu terhadap doa yang mendalam. Doa, anak-anak, adalah inti iman dan menjadi harapan dalam kehidupan yang kekal. Dari itu, berdoalah dengan kesungguhan hati sampai hatimu bernyanyi dengan ucapan syukur kepada Tuhan Sang Pencipta yang memberi kamu kehidupan, Aku bersamamu, anak-anak, dan membawa untukmu berkat damai keibuan Ku. Terima kasih atas tanggapan terhadap panggilan Ku.”

18.Swedish Medjugorje Budskap 25 juli 2017
“Kära barn! Var bön och en återspegling av Guds kärlek för alla dem som är långt borta från Gud och Guds bud. Små barn, var trogna och bestämda i omvändelsen och arbeta på er själva för att ett heligt liv må bli sanning för er; och uppmuntra varandra i det goda genom bön, så att ert liv på jorden blir mer välbehagligt. Tack att ni svarat på min kallelse.”

19.Greek  Μεντιουγκόργιε μηνύματος 25 Ιουνίου, 2017
“Αγαπητά μου παιδιά, Σήμερα θέλω νά σάς ευχαριστήσω γιά τήν επιμονή σας καί νά σάς καλέσω ν’ ανοίξετε τούς εαυτούς σας στή βαθειά προσευχή. Η προσευχή, μικρά μου, είναι η καρδιά τής πίστεως καί είναι ελπίδα στήν αιώνια ζωή. Συνεπώς, νά προσεύχεστε μέ τήν καρδιά έως ότου η καρδιά σας τραγουδήσει μέ ευχαριστία Στόν Θεό Τόν Δημιουργό πού σάς έδωσε ζωή. Είμαι μαζύ σας, μικρά μου, καί σάς φέρνω τήν μητρική μου ευλογία ειρήνης. Σάς ευχαριστώ πού ανταποκριθήκατε στό κάλεσμά μου.”

20.Sqip  Medjugorje Mesazhi 25 Korrik 2017
“Bij të dashur! Të jeni lutje dhe reflektim i dashurisë së Zotit për të gjithë ata që janë larg nga Zoti dhe urdhërimeve të tij. Bijt e mi, jini besnikë dhe të vendosur kur është puna për t`u kthyer dhe punoni në veten tuaj në mënyrë që shenjtëria e jetës të jetë e vërteta. Nxiteni njëri-tjetrin në të mirën me anë të lutjes në mënyrë që jeta juaj në tokë të jetë më e këndshme. Faleminderit që i jen…i përgjigjur thirrjes sime.”

21. Waray-Waray Medjugorje Tugon  ha petsa Pebrero 25, 2017 “Hinigugma ko na mga anak! Yana nga adlaw tinatawag ko kamo na haladma pag-buhi iton pag-sarig niyo ngan aro-a ha Pinaka Hitas-on na pa-kusgon pa ito, para iton mga hangin ngan mga bagyo di-re makaka-bari hito. Hina-ut unta na gamut hiton iyo pag-sarig an pag-ampo ngan pagla-um han waray katapusan na kinabuhi. Amo nga yana, mga anak, paningkamot na trabaho-a iton kalugaringon dida hi-nen panahon han grasya, di-in guin hahatag han Diyos ha iyo an grasya – pa-agui ha pag-susuway ngan han tawag pagbag-o hin kinabuhi pagka Diyos-non – na magma-tawo kamo nga klaro ngan ma-ilobon iton pag-sasarig ngan pagla-um. Salamat han iyo pag-responde hi-ne nga tawag ko.”

22.Kiswahili Medjugorje Ujumbe 25 Juni 2017
“Wanangu wapendwa! Leo nataka kuwashukuru kwa uvumilivu wenu na kuwaalika kujifungua kwa sala ya ndani. Wanangu, sala ni moyo wa imani na wa matumaini katika uzima wa milele. Kwa hiyo salini kwa moyo mpaka moyo wenu umwimbie Mungu Mwumbaji aliyewapa maisha kwa shukrani. Wanangu, Mimi nipo pamoja nanyi na kuwaletea baraka yangu ya amani ya kimama. Asanteni kwa kuitikia wito wangu. ”

23.Slovak  Posolstvá z Medžugoria, 25 júl 2017
“Drahé deti! Buďte modlitbou a odbleskom Božej lásky pre všetkých tých, ktorí sú ďaleko od Boha a Božích prikázaní. Milé deti, buďte verní a rozhodní v obrátení a pracujte na sebe, aby pre vás bola svätosť života pravdou. A povzbudzujte sa v dobre prostredníctvom modlitby, aby váš život na zemi bol príjemnejší. Ďakujem vám, že ste prijali moje pozvanie. ”

24. Slovenian Medjugorje sporočilo julij 2017

«Dragi otroci! Bodite molitev in odsev Božje ljubezni za vse tiste, ki so daleč od Boga in Božjih zapovedi. Bodite, otročiči, zvesti in odločni v spreobrnjenju in delajte na sebi, da vam bo svetost življenja resnica, in spodbujajte se v dobrem preko molitve, da bi bilo vaše življenje na zemlji ugodnejše. Hvala vam, ker ste se odzvali mojemu klicu. »

25.Vietnamese  Thông điệp Medjugorje ngày, 25 Tháng Bảy 2017
„Các con yêu dấu, Các con hãy cầu nguyện và phản ảnh tình yêu Thiên Chúa tới tất cả những người còn xa vời Thiên Chúa và các giới răn của Ngài. Các con nhỏ ơi, hãy trung tín và quyết tâm trong việc hoán cải và hành động trên chính mình, để rồi, cho các con, sự thánh thiên của cuộc sống mới thành hiện thực; và khích lệ nhau trong sự lành thánh qua việc cầu nguyện, để rồi cuộc sống của các con trên trái đất mới có thể dịu êm hơn. Cám ơn các con đã đáp lại lời kêu gọi của Mẹ.” ”

26.Japanese メジュゴリエのメッセージ 2017年6月25日のメッセージ
「愛する子たちよ!きょう、私は あなたたちの頑張りに感謝し あなたたちが 自分の心を開き 心から祈るように 呼びかけたいと 願っています。小さな子たちよ 祈りは 信仰の核心です。そして永遠の生命の希望です。ですから あなたの心が 生命を お与え下さった 創造主である神さまに対しての 感謝の歌になるまで 心で祈りなさい。小さな 子たちよ 私は あなたたちと共にいます。そして母としての 平和の祝福を あなたたちに もたらします。呼びかけに応えてくださってありがとう。」

 27.BahasaIndonesian Medjugorje Pesan 25 Juli 2017
“Anak – anak Ku yang terkasih! Jadikanlah doa dan cerminan cinta Tuhan untuk semua orang yang jauh dari Tuhan dan perintah-perintah Tuhan. Anak-anak, tetaplah setia dan bertekad untuk berubah dan lakukan bagi dirimu agar, untuk kamu, kesucian hidup menjadi kebenaran; dan saling mendukung satu sama lain dalam kebaikan melalui doa, agar hidupmu diatas bumi menjadi lebih menyenangkan. Terima kasih atas tanggapan terhadap panggilan Ku.”

28.Latvian Vēstījums 2017. gada 25. jūnijā
“Mīļie bērni! Šodien es vēlos jums pateikties par jūsu neatlaidību un aicinu atvērties dziļai lūgšanai. Lūgšana, bērniņi, ir ticības sirds un cerība uz mūžīgo dzīvi. Tādēļ lūdzieties ar sirdi, līdz jūsu sirds sāk dziedāt aiz pateicības Dievam Radītājam, kurš jums deva dzīvību. Es esmu ar jums, bērniņi, un nesu jums savu mātišķo miera svētību. Paldies jums, ka atsaucāties manam aicinājumam!”

29.Korean 메주 고리 예 메시지  2017년 7월 25일
“사랑하는  자녀들아!  하느님을 멀리하고  그분의 계명을 따르지 않는 모든이들에게 너희가 하느님의  사랑
을  보여주는 기도하는 사람이 되어다오.  어린 아이들아, 성실하고 단호한  회개를 하여라.  그리하여  너희
자신을  위해 노력하여  삶의  거룩함이  너희에게 실현되도록 하여라. 선한  일을 행할 수 있도록 기도를 통
하여 서로  격려하여, 이 세상에서의 너희 삶이 더  즐거워지기 바란다. 나의 부름에 응답해 주어서 고맙다.”

30.Tamil 2017-06-25 அன்று அன்னைமரியாளினால் வழங்கப்பட்ட செய்தி

„அன்பான பிள்ளைகளே! இன்று நான் உங்களது விடாமுயற்சிக்காக நன்றிகூற விரும்புவதுடன், நீங்களாகவே ஆழமான செபத்தை ஆரம்பிக்குமாறு உங்களை அழைக்கிறேன். செபம், எனது அன்பான பிள்ளைகளே, நம்பிக்கையின் இதயமாக இருப்பதுடன், நித்திய வாழ்வுக்கு நம்பிக்கையாக அமைகின்றது. ஆகவே, உங்கள் இதயம் உங்களைப் படைத்து வாழ்வு தந்த இறைவனுக்கு நன்றிக் கீதம் பாடட்டும். நான் உங்களுடன் இருக்கிறேன், எனது அன்பான பிள்ளைகளே, அத்துடன் உங்களுக்கு அன்னையின் சமாதான ஆசீரை வழங்குகின்றேன். நன்றி, நீங்கள் எனது அழைப்பைக் கேட்பதற்கு“

31.Zulu
32.Tagalog
33. Lithuanian 2017 m. birželio 25 d. pranešimas:

„Brangūs vaikai! Šiandien noriu padėkoti jums už jūsų ištvermingumą ir pakviesti jus atsiverti giliai maldai. Vaikeliai, malda yra tikėjimo širdis ir viltis amžinuoju gyvenimu. Todėl melskitės širdimi tol, kol jūsų širdis ims giedoti iš dėkingumo Dievui Sutvėrėjui, davusiam jums gyvenimą. Aš esu su jumis, vaikeliai, ir atnešu jums savo motinišką taikos palaiminimą. Dėkoju jums, kad atsiliepėte į mano kvietimą.“

34.Ukrainian Меджугор’є Повідомлення, 25 липень 2017
“Дорогі діти! Будьте молитвою та відблиском Божої любові для всіх тих, хто далеко від Бога й Божих заповідей. Діточки, будьте вірні та рішучі в наверненні й працюйте над собою, щоб святість життя була для вас правдою, і підбадьорюйтесь у доброму через молитву, аби ваше життя на землі було приємнішим. Дякую вам, що відповіли на мій заклик. “


35. Turk Medjugorje Mesajı , Son ileti, 25 Temmuz 2017
“Sevgili çocuklar, Allah’tan ve emirlerinden uzak olanlar için dua ve Allah’ın sevgisinin yansıması olunuz. Küçük çocuklar, tövbede sadık ve kararlı olunuz. Kendiniz üzerinde çalışınız ki, yaşamın kutsallığı gerçeklik olsun. Yeryüzündeki yaşamınızın daha hoş olması için kendilerinizi duayla iyiye isteklendiriniz.  Çağrıma yanıtınız için teşekkür ederim.”

36. Danish  25 juli, 2017 ”
Kære børn! I skal være bøn og Guds kærligheds genskin for alle dem, der er fjernt fra Gud og Hans bud. Kære børn, I skal være trofaste og beslutsomme i omvendelsen, og arbejde med jer selv, så at jeres livs hellighed bliver sandhed og I skal opmuntre hinanden til det gode gennem bøn, så at jeres liv på jorden må blive mere behageligt. Tak fordi I følger min opfordring!”

37. Thai สาส์นแม่พระประทานแก่ มารีจา 25 เม.ย. 2017
ลูกที่รักทั้งหลาย
วันนี้แม่ขอขอบใจพวกลูกสำหรับความเพียรทนของลูกทุกคน  และแม่ขอให้ลูกเปิดใจให้กับการสวดภาวนาอย่างลึกซึ้ง  ลูกน้อยทั้งหลาย, การสวดภาวนาเป็นหัวใจของความเชื่อและความหวังในชีวิตนิรันดร  เพราะฉะนั้น,จงสวดภาวนาด้วยหัวใจจนกระทั่งหัวใจของลูกจะเปี่ยมด้วยสำนึกขอบพระคุณพระเจ้าองค์พระผู้สร้างผู้ทรงมอบชีวิตให้แก่ลูก  ลูกน้อยทั้งหลาย, แม่จะอยู่กับพวกลูกและจะอวยพระพรแห่งสันติภาพแก่พวกลูกด้วยหัวใจมารดาของแม่
ขอขอบใจที่ตอบสนองเสียงเรียกของแม่

38.Belorusian
Апошняе Пасланне з Меджугор’і, 25. ліпень 2017
“Дарагія дзеткі! Будзьце малітвай і адлюстраваннем Божай любові да ўсіх тых, хто далёкі ад Бога і Божых запаведзяў. Дзеткі, будзьце вернымі і цвёрдымі ў перамяненні і працуйце над сабой, каб святасць жыцця была вашай праўдай і падтрымкай у добрым праз малітву, каб ваша жыццё на зямлі было прыемнейшае. Дзякуй вам, што адказалі на мой заклік. ”

Gli amici di Gesu’ (Raniero Cantalamessa)

marta-e-maria“In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; Marta invece era tutta presa dai molti servizi”. Il villaggio è Betania e la casa è quella di Lazzaro e delle sue due sorelle. In essa Gesù amava sostare e riposarsi quando svolgeva il suo ministero nei pressi di Gerusalemme.

A Maria non sembrava vero di avere il Maestro, una volta tanto, tutto per sé, di poter ascoltare in silenzio le parole di vita eterna che egli diceva anche nei momenti di riposo. Così ella se ne stava ad ascoltarlo accovacciata ai suoi piedi, come si usa fare ancora oggi in oriente. Non è difficile immaginare il tono, tra il risentito e lo scherzoso, con cui Marta, passando davanti ai due, dice a Gesù (ma perché senta sua sorella!): ” Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”.

Fu a questo punto che Gesù pronunciò una parola che da sola costituisce un piccolo vangelo: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”.

La tradizione ha visto nelle due sorelle il simbolo, rispettivamente, della vita attiva e della vita contemplativa; la liturgia, con la scelta della prima lettura (Abramo che accoglie i tre angeli alle querce di Mamre), mostra di vedere nell’episodio un esempio di ospitalità. Io credo, però, che il tema più evidente sia quello dell’amicizia. “Gesú amava Marta, insieme a sua sorella e a Lazzaro”, si legge nel vangelo (Gv 11,5); quando gli recano la notizia della morte di Lazzaro dice ai discepoli: “Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a risvegliarlo” (Gv 11, 11). Davanti al dolore delle due sorelle, scoppia a piangere anche lui, tanto che i presenti esclamano: “Guardate come l’amava!” (Gv 11, 36). È tanto bello e consolante sapere che Gesú ha conosciuto e coltivato quel sentimento tanto bello e prezioso per noi uomini che è l’amicizia.

Dell’amicizia si deve dire quello che S. Agostino diceva del tempo: “Io so cos’è il tempo, ma se qualcuno mi chiede di spiegarglielo, non lo so più”. In altre parole, è più facile intuire cos’è l’amicizia che spiegarlo a parole. È un’attrazione reciproca e un’intesa profonda tra due persone, ma non basata sul sesso, come è l’amore coniugale. È l’unione di due anime, non di due corpi. In questo senso gli antichi dicevano che l’amicizia è avere “un’anima sola in due corpi”. Può costituire un vincolo più forte della stessa parentela. Questa consiste nell’avere lo stesso sangue nelle vene; l’amicizia nell’avere gli stessi gusti, ideali, interessi.

È essenziale per l’amicizia che essa sia fondata su una comune ricerca del bene e dell’onesto. Quella tra persone che si uniscono per fare il male, non è amicizia ma complicità, è “associazione a delinquere”, come si dice in gergo giudiziario.

L’amicizia è diversa anche dall’amore prossimo. Questo deve abbracciare tutti, anche chi non ti riama, anche il nemico, mentre l’amicizia esige la reciprocità, cioè che l’altro corrisponda al tuo amore.

L’amicizia si nutre di confidenza, cioè del fatto che io confido a un altro quello che c’è di più intimo e personale nei miei pensieri ed esperienze. A volte io dico ai giovani: Volete scoprire quali sono i vostri veri amici e fare una graduatoria tra di essi? Cercate di ricordare quali sono le esperienze più segrete della vostra vita, positive o negative, osservate a chi le avete confidate: quelli sono i vostri veri amici. E se c’è una cosa della vostra vita, così intima che l’avete rivelata a una persona sola, quella è il vostro più grande amico o amica.

La Bibbia è piena di elogi dell’amicizia. “Un amico fedele è un sostegno potente; chi lo trova ha trovato un tesoro” (Sir 6, 14 ss). Il banco di prova della vera amicizia è la fedeltà. “Finiti i soldi, finiti gli amici”, dice un detto popolare. Non è vera amicizia quella che viene meno alla prima difficoltà dell’amico. Il vero amico si vede nella prova. La storia è piena di storie di grandi amicizie immortalate dalla letteratura; ma anche la storia della santità cristiana conosce esempi di amicizie famose.

Un problema delicato circa l’amicizia è se essa è possibile anche una volta sposati. Non è detto che si debba fare un taglio netto con tutte le amicizie coltivate prima del matrimonio, ma certo si richiede un riassetto, pena difficoltà e crisi tra la coppia.

Le amicizie più sicure sono quelle coltivate insieme, come coppia. Tra le amicizie coltivate separatamente, quelle con persone del proprio sesso creeranno meno problemi di quelle di sesso diverso. Spesso in questi casi viene punita la presunzione, il fatto di credersi al di sopra di ogni sospetto e di ogni pericolo. Film con titoli del tipo: “La moglie del mio migliore amico” la dicono lunga sul problema…Ma a parte questo fatto estremo, si creano problemi pratici seri. L’amico non può avere più importanza del coniuge. Non si può uscire ogni sera con gli amici lasciando l’altro (più spesso l’altra, la moglie!) solo in casa.

Anche per le persone consacrate le amicizie più sicure sono quelle condivise con il resto della comunità. Parlando di Lazzaro, Gesú non dice “il mio amico Lazzaro”, ma “il nostro amico Lazzaro”. Lazzaro e le sorelle erano divenute amici anche degli apostoli, secondo il noto principio “gli amici dei miei amici sono miei amici”. Così erano le grandi amicizie tra alcuni santi, per esempio quella tra Francesco d’Assisi e Chiara. Francesco è fratello e padre di tutte le suore; Chiara è la sorella e la madre di tutti i frati.
(Raniero Cantalamessa)

Message from Medjugorje 25-6-2017 (in 40 languages)

1.English Medjugorje Message, June 25, 2017
“Dear children! Today, I desire to thank you for your perseverance and call you to open yourselves to profound prayer. Prayer, little children, is the heart of faith and is hope in eternal life. Therefore, pray with the heart until your heart sings with thanksgiving to God the Creator who gave you life. I am with you, little children, and carry to you my motherly blessing of peace. Thank you for having responded to my call.”

2.Italiano Messaggio di Medjugorje, 25 giugno 2017
“Cari figli! Oggi desidero ringraziarvi per la vostra perseveranza ed invitarvi ad aprirvi alla preghiera profonda. Figlioli, la preghiera è il cuore della fede e della speranza nella vita eterna. Perciò pregate col cuore fino a che il vostro cuore canti con gratitudine a Dio Creatore che vi ha dato la vita. Figlioli, io sono con voi e vi porto la mia benedizione materna della pace. ImageGrazie per aver risposto alla mia chiamata.”

3.Deutsch Botschaft von Medjugorje,  25 Juni 2017
“Liebe Kinder! Heute möchte ich euch für eure Beständigkeit danken und euch aufrufen, dass ihr euch dem tiefen Gebet öffnet. Das Gebet, meine lieben Kinder, ist das Herz des Glaubens und die Hoffnung in das ewige Leben. Deshalb, betet mit dem Herzen bis euer Herz mit Dankbarkeit Gott dem Schöpfer singt, der euch das Leben gegeben hat. Ich bin mit euch, meine lieben Kinder, und ich bringe euch meinen mütterlichen Segen des Friedens. Danke, dass ihr meinem Ruf gefolgt seid.”

4.Francais Message de Medjugorje, 25 juin 2017
“Chers enfants, aujourd‘hui je désire vous remercier pour votre persévérance et je vous appelle à vous ouvrir à la prière profonde. Petits enfants, la prière est le cœur de la foi et de l’espérance en la vie éternelle. C’est pourquoi, priez avec le cœur jusqu‘à ce que votre cœur, avec reconnaissance, chante Dieu le Créateur qui vous a donné la vie. Je suis avec vous, petits enfants, et je vous apporte ma bénédiction maternelle de paix. Merci d’avoir répondu à mon appel.”

5.Espanol Mensaje de Medjugorje, 25 de junio 2017
“Queridos hijos! Hoy quiero agradecerles por su perseverancia e invitarlos a abrirse a la oración profunda. Hijitos, la oración es el corazón de la fe y de la esperanza en la vida eterna. Por eso, oren con el corazón hasta que su corazón cante con gratitud a Dios Creador que les ha dado la vida. Yo estoy con ustedes, hijitos, y les traigo mi bendición maternal de paz. Gracias por haber respondido a mi llamado.”

6.Hrvaski Poruka iz Međugorja, 25 lipanj 2017
“Draga djeco! Danas vam želim zahvaliti na vašoj ustrajnosti i pozvat vas da se otvorite dubokoj molitvi. Molitva je, djecice, srce vjere i nada u vjecni život. Zato, molite srcem dok vaše srce ne pjeva sa zahvalnošcu Bogu Stvoritelju koji vam je dao život. Ja sam s vama, djecice, i nosim vam moj majcinski blagoslov mira. Hvala vam što ste se odazvali mome pozivu.”

7.Portugueis Mensagem do Medjugorje 25 de junho de 2017 “Queridos filhos! Hoje desejo agradecer-vos por vossa perseverança e convidar-vos a vos abrirem a uma oração profunda. Filhinhos, a oração é o coração da fé e da esperança na vida eterna. Por isso, orai com o coração até que vosso coração cante com gratidão a Deus Criador que vos deu a vida. Eu estou convosco, filhinhos, e trago-vos minha bênção maternal de paz. Obrigada por terdes respondido ao meu chamado.”

8.Polski Wiadomość Medjugorje 25 czerwca 2017
“Drogie dzieci! Dzisiaj pragnę wam podziękować za waszą wytrwałość i wezwać was, abyście otworzyli się [na] głęboką modlitwę. Dziatki, modlitwa jest sercem wiary i nadzieją na życie wieczne. Dlatego módlcie się sercem, aż wasze serce nie zaśpiewa z wdzięcznością Bogu Stwórcy, który wam dał życie. Dziatki, jestem z wami i niosę wam moje matczyne błogosławieństwo pokoju. Dziękuję wam, że odpowiedzieliście na moje wezwanie.”

9.Romana Mensajul de la Medjugorje 25 iunie 2017
„Dragi copii, astăzi doresc să vă mulțumesc pentru statornicia voastră și să vă chem să vă deschideți rugăciunii profunde. Rugăciunea, dragi copii, este inima credinței și a speranței în viața veșnică. De aceea, rugați-vă cu inima, până când inima voastră nu ajunge să cânte de recunoștință lui Dumnezeu Creatorul, care v-a dat viață. Eu sunt cu voi, copilașilor, și vă aduc binecuvântarea mea maternă de pace. Vă mulțumesc că ați răspuns chemării mele. ”

10.Czech Poselství z Medžugorje, 25 června 2017
„Drahé děti! Dnes vám chci poděkovat za vaší vytrvalost a vyzvat vás, abyste se otevřely hluboké modlitbě. Modlitba je, dítka, srdce víry a naděje na věčný život. Proto, modlete se srdcem až vaše srdce bude zpívat s vděčností Bohu Stvořiteli, který vám dal život. Já jsem s vámi, dítka, a přináším vám své mateřské požehnání míru. Děkuji vám, že jste přijaly mou výzvu. “

11.Arab      رسالة, مايو 25 2017
“أولادي الأحبّة، قد سَمَحَ ليَ العليُّ أن أدعوَكم مُجدّدًا إلى الارتداد. صغاري، افتَحوا قلبَكم لِلنعمَة الّتي أنتم مَدعُوُّون إليها. كونوا شُهودًا للسلامِ والحُبِّ في هذا العالمِ المُضطرِب. حياتُكم هنا على الأرض عابِرة. صلّوا حتّى يُمكنَكم، من خلالِ الصلاة، أن تَتُوقوا إلى السماءِ وإلى الأشياءِ السماويّة، وسوف ترى قلوبُكم كلَّ شيءٍ بطريقةٍ مختلِفة. لستُم وَحدَكم؛ أنا معكم وأتشفّع لكم لدى ابني يسوع. أشكرُكم على تلبيتِكم ندائي. ”

12.Russian Послание из Меджугорье 25 Июнь 2017 года
«Дорогие дети! Сегодня Я хочу поблагодарить вас за ваше постоянство и призвать открыться глубокой молитве. Детки, молитва — это сердце веры и надежда на вечную жизнь. Поэтому, молитесь сердцем до тех пор, пока сердце ваше не запоет с благодарностью Богу-Творцу, Который дал вам жизнь. Я с вами, детки, и несу вам Свое Материнское благословение мира. Спасибо, что ответили на Мой призыв!»

13.Hungarian Üzenet Medjugorje, 25 június 2017
“Drága gyermekek! Ma szeretnék köszönetet mondani kitartástokért és meghívni benneteket arra, hogy nyíljatok meg a mély imára. Kicsinyeim, az imádság a hit szíve és az örök életbe vetett remény. Ezért imádkozzatok szívből, mindaddig, míg szívetek hálából nem énekel a Teremtő Istennek, aki életet adott nektek. Kicsinyeim, veletek vagyok és az édesanyai béke áldásom hozom nektek. Köszönöm, hogy válaszoltatok hívásomra.”

14.Norwegian Medjugorje Budskapet fra 25 juni 2017
“Kjære barn! I dag ønsker jeg å takke dere for deres utholdenhet og be dere om å åpne dere for dyp bønn. Mine barn, bønn er troens hjerte og håp i det evige liv. Be derfor med hjertet inntil hjertet synger med takksigelse til Gud vår Skaper som gav deg liv. Jeg er med dere mine barn og bringer til dere min moderlige fredsvelsignelse. Takk for at dere har svart på mitt kall.”

15.Chinese  默主哥耶讯息 2017年0625
“親愛的孩子們!今天我切願為你們堅持不懈的毅力謝謝你們並且召喚你們向深沉的祈禱開放自己。孩子們,祈禱是信德的核心和對永生的希望。因此,用心祈禱直到你們的內心向給你們生命的造物主天主唱出感恩的讚頌。我與你們在一起,孩子們,並且將我母性平安的祝福帶給你們。謝謝你們答覆了我的召喚。”

16.Dutch Medjugorje Boodschap van 25 juni 2017
“Lieve kinderen, vandaag wil Ik jullie bedanken voor jullie volharding en wil Ik jullie oproepen om je te openen voor intens gebed. Het gebed, mijn lieve kinderen, is het hart van het geloof en de hoop op eeuwig leven. Daarom, bid met het hart, totdat jullie hart in dankbaarheid zingt voor God, de Schepper, die jullie het leven heeft gegeven. Mijn lieve kinderen, Ik ben bij jullie en breng jullie mijn moederlijke zegen van vrede. Dank dat je aan mijn oproep gehoor hebt gegeven.”

17. Finnish Medjugorje viesti 25 Juni 2017
“Anak – anak Ku yang terkasih! Hari ini, Aku ingin mengucapkan terima kasih atas ketekunan kamu dan minta kamu untuk membuka dirimu terhadap doa yang mendalam. Doa, anak-anak, adalah inti iman dan menjadi harapan dalam kehidupan yang kekal. Dari itu, berdoalah dengan kesungguhan hati sampai hatimu bernyanyi dengan ucapan syukur kepada Tuhan Sang Pencipta yang memberi kamu kehidupan, Aku bersamamu, anak-anak, dan membawa untukmu berkat damai keibuan Ku. Terima kasih atas tanggapan terhadap panggilan Ku.”

18.Swedish Medjugorje Budskap 25 juni 2017
“Kära barn! Idag önskar jag att tacka er för er uthållighet och kalla er att öppna er för bön på djupet. Bön, små barn, är hjärtat i tron och är hopp om evigt liv. Därför, be med hjärtat tills ert hjärta sjunger med tacksägelse till Gud Skaparen som gav er liv. Jag är med er, små barn, och jag bär till er min moderliga välsignelse av frid. Tack att ni svarat på min kallelse.”

19.Greek  Μεντιουγκόργιε μηνύματος 25 Ιουνίου, 2017
“Αγαπητά μου παιδιά, Σήμερα θέλω νά σάς ευχαριστήσω γιά τήν επιμονή σας καί νά σάς καλέσω ν’ ανοίξετε τούς εαυτούς σας στή βαθειά προσευχή. Η προσευχή, μικρά μου, είναι η καρδιά τής πίστεως καί είναι ελπίδα στήν αιώνια ζωή. Συνεπώς, νά προσεύχεστε μέ τήν καρδιά έως ότου η καρδιά σας τραγουδήσει μέ ευχαριστία Στόν Θεό Τόν Δημιουργό πού σάς έδωσε ζωή. Είμαι μαζύ σας, μικρά μου, καί σάς φέρνω τήν μητρική μου ευλογία ειρήνης. Σάς ευχαριστώ πού ανταποκριθήκατε στό κάλεσμά μου.”

20.Sqip  Medjugorje Mesazhi 25 Qershor 2017
“Bij të dashur! Sot dëshiroj t’ju falënderoj për këmbënguljen tuaj dhe ju ftojë për të hapur veten lutjes të thellë. Fëmijë, lutja është zemra e besimit dhe shpresës në jetën e përjetshme. Prandaj, lutuni me zemër derisa zemra juaj të këndon me mirënjohje ndaj Zotit Krijues i cili ju ka dhënë jetën. Bijt e mi, unë jam me ju dhe ju sjellë bekimin tim amënor të paqes. Faleminderit që i jeni përgjigj…ur thirrjes sime.”

21. Waray-Waray Medjugorje Tugon  ha petsa Pebrero 25, 2017 “Hinigugma ko na mga anak! Yana nga adlaw tinatawag ko kamo na haladma pag-buhi iton pag-sarig niyo ngan aro-a ha Pinaka Hitas-on na pa-kusgon pa ito, para iton mga hangin ngan mga bagyo di-re makaka-bari hito. Hina-ut unta na gamut hiton iyo pag-sarig an pag-ampo ngan pagla-um han waray katapusan na kinabuhi. Amo nga yana, mga anak, paningkamot na trabaho-a iton kalugaringon dida hi-nen panahon han grasya, di-in guin hahatag han Diyos ha iyo an grasya – pa-agui ha pag-susuway ngan han tawag pagbag-o hin kinabuhi pagka Diyos-non – na magma-tawo kamo nga klaro ngan ma-ilobon iton pag-sasarig ngan pagla-um. Salamat han iyo pag-responde hi-ne nga tawag ko.”

22.Kiswahili Medjugorje Ujumbe 25 Juni 2017
“Wanangu wapendwa! Leo nataka kuwashukuru kwa uvumilivu wenu na kuwaalika kujifungua kwa sala ya ndani. Wanangu, sala ni moyo wa imani na wa matumaini katika uzima wa milele. Kwa hiyo salini kwa moyo mpaka moyo wenu umwimbie Mungu Mwumbaji aliyewapa maisha kwa shukrani. Wanangu, Mimi nipo pamoja nanyi na kuwaletea baraka yangu ya amani ya kimama. Asanteni kwa kuitikia wito wangu. ”

23.Slovak  Posolstvá z Medžugoria, 25 jún 2017
“Drahé deti! Dnes sa vám chcem poďakovať za vašu vytrvalosť a pozvať vás, aby ste sa otvorili hlbokej modlitbe. Milé deti, modlitba je srdcom viery a nádejou vo večný život. Preto, modlite sa srdcom, kým vaše srdce nezaspieva vďačnosťou Bohu Stvoriteľovi, ktorý vám dal život. Som s vami, milé deti, a prinášam vám svoje materinské požehnanie pokoja. Ďakujem vám, že ste prijali moje pozvanie. ”

24. Slovenian Medjugorje sporočilo junij 2017
«Dragi otroci! Danes se vam želim zahvaliti za vašo vztrajnost in vas povabiti, da se odprete globoki molitvi. Molitev je, otročiči, srce vere in upanje na večno življenje. Zato molite s srcem, dokler vaše srce ne bo pelo s hvaležnostjo Bogu Stvarniku, ki vam je dal življenje. Jaz sem z vami, otročiči, in vam prinašam svoj materinski blagoslov miru. Hvala vam, ker ste se odzvali mojemu klicu. »

25.Vietnamese  Thông điệp Medjugorje ngày, 25 Tháng Năm 2017
„Các con yêu dấu, Đấng Tối Cao đã cho phép Mẹ kêu gọi các con một lần nữa tới sự hoán cải. Các con nhỏ ơi, các con hãy mở lòng mình ra tới ân sủng mà tất cả các con được kêu gọi. Các con hãy là chứng nhân của bình an và yêu thương trong thế giới bất an này. Cuộc sống của các con nơi thế giới đây đang qua đi. Hãy cầu nguyện mà qua sự cầu nguyện các con mới có thể khao khát về Thiên Đàng và những sự trên Thiên Đàng và tấm lòng các con sẽ nhìn thấy mọi sự một cách khác biệt. Các con không lẻ loi một mình; Mẹ ở với các con và cầu bầu trước nhan Thánh Tử Giêsu Mẹ cho các con. Cám ơn các con đã đáp lại lời kêu gọi của Mẹ. ”

26.Japanese メジュゴリエのメッセージ 2017年6月25日のメッセージ
「愛する子たちよ!きょう、私は あなたたちの頑張りに感謝し あなたたちが 自分の心を開き 心から祈るように 呼びかけたいと 願っています。小さな子たちよ 祈りは 信仰の核心です。そして永遠の生命の希望です。ですから あなたの心が 生命を お与え下さった 創造主である神さまに対しての 感謝の歌になるまで 心で祈りなさい。小さな 子たちよ 私は あなたたちと共にいます。そして母としての 平和の祝福を あなたたちに もたらします。呼びかけに応えてくださってありがとう。」

 27.BahasaIndonesian Medjugorje Pesan 25 Juni 2017 ”
Anak – anak Ku yang terkasih! Hari ini, Aku ingin mengucapkan terima kasih atas ketekunan kamu dan minta kamu untuk membuka dirimu terhadap doa yang mendalam. Doa, anak-anak, adalah inti iman dan menjadi harapan dalam kehidupan yang kekal. Dari itu, berdoalah dengan kesungguhan hati sampai hatimu bernyanyi dengan ucapan syukur kepada Tuhan Sang Pencipta yang memberi kamu kehidupan, Aku bersamamu, anak-anak, dan membawa untukmu berkat damai keibuan Ku. Terima kasih atas tanggapan terhadap panggilan Ku.”

28.Latvian Vēstījums 2017. gada 25. jūnijā
“Mīļie bērni! Šodien es vēlos jums pateikties par jūsu neatlaidību un aicinu atvērties dziļai lūgšanai. Lūgšana, bērniņi, ir ticības sirds un cerība uz mūžīgo dzīvi. Tādēļ lūdzieties ar sirdi, līdz jūsu sirds sāk dziedāt aiz pateicības Dievam Radītājam, kurš jums deva dzīvību. Es esmu ar jums, bērniņi, un nesu jums savu mātišķo miera svētību. Paldies jums, ka atsaucāties manam aicinājumam!”

29.Korean 메주 고리 예 메시지  2017년 6월 25일
“사랑하는 자녀들아. 오늘도 가장 높으신 분이 나에게 너희를 사랑하고 너희의 마음을 변화시킬 수 있는 은총을 주셨단다. 자녀들아 주님이 너희의 내일이 될 수 있기를. 전쟁과 평화의 결여가 아니라 슬픔이 아닌 기쁨과 평화가 모든 이들의 가슴을 다스리도록 해야 한단다. 하지만 주님이 없이는 너희는 평화를 찾을 수 없을 것이다. 그러므로 나의 자녀들아, 주님과 기도로 돌아오너라. 그래서 너희 가슴이 기쁨으로 노래하기를! 나는 너희와 함께 있으며 무한한 사랑으로 너희를 사 랑하고 있단다. 나의 부름에 응답해 주어서 고맙구나.“

30.Tamil 2017-06-25 அன்று அன்னைமரியாளினால் வழங்கப்பட்ட செய்தி

„அன்பான பிள்ளைகளே! இன்று நான் உங்களது விடாமுயற்சிக்காக நன்றிகூற விரும்புவதுடன், நீங்களாகவே ஆழமான செபத்தை ஆரம்பிக்குமாறு உங்களை அழைக்கிறேன். செபம், எனது அன்பான பிள்ளைகளே, நம்பிக்கையின் இதயமாக இருப்பதுடன், நித்திய வாழ்வுக்கு நம்பிக்கையாக அமைகின்றது. ஆகவே, உங்கள் இதயம் உங்களைப் படைத்து வாழ்வு தந்த இறைவனுக்கு நன்றிக் கீதம் பாடட்டும். நான் உங்களுடன் இருக்கிறேன், எனது அன்பான பிள்ளைகளே, அத்துடன் உங்களுக்கு அன்னையின் சமாதான ஆசீரை வழங்குகின்றேன். நன்றி, நீங்கள் எனது அழைப்பைக் கேட்பதற்கு“

31.Zulu
32.Tagalog
33. Lithuanian 2017 m. birželio 25 d. pranešimas:

„Brangūs vaikai! Šiandien noriu padėkoti jums už jūsų ištvermingumą ir pakviesti jus atsiverti giliai maldai. Vaikeliai, malda yra tikėjimo širdis ir viltis amžinuoju gyvenimu. Todėl melskitės širdimi tol, kol jūsų širdis ims giedoti iš dėkingumo Dievui Sutvėrėjui, davusiam jums gyvenimą. Aš esu su jumis, vaikeliai, ir atnešu jums savo motinišką taikos palaiminimą. Dėkoju jums, kad atsiliepėte į mano kvietimą.“

34.Ukrainian Меджугор’є Повідомлення, 25 червня 2017
“Дорогі діти! Сьогодні вам хочу подякувати за вашу витривалість і закликати вас відкритися глибокій молитві.  Молитва, діточки, є серце віри і надія на вічне життя. Тому моліться серцем, допоки ваше серце не співатиме з вдячністю Богові-Творцеві, Котрий вам дав життя. Я з вами, діточки,  і приношу вам своє материнське благословення миру. Дякую вам, що відповіли на мій заклик.”


35. Turk Medjugorje Mesajı , Son ileti, 25 Haziran 2017.
“Sevgili çocuklarım, bugün sebadınız için size teşekkür etmek istiyorum ve sizi derin duaya açılmaya  çağırıyorum. Küçük çocuklar, dua imanın ve sonsuz yaşama umudun yüreğidir. Bu nedenle yüreğinizle dua edin, ta ki yüreğiniz minnettarlıkla, size yaşam veren Yaratıcı Allah’ı övsün. Sizinleyim, küçük çocuklar, size  barışçı  ana kutsamamı veriyorum. Çağrıma yanıtınız için size teşekkür ediyorum.

36. Danish  25 juni, 2017
“Kære børn! I dag vil jeg takke jer for jeres vedholdenhed og opfordre jer til at åbne jer for den dybe bøn. Bønnen, mine kære børn, er troens hjerte. og håbet om det evige liv. Derfor skal I bede med hjertet indtil jeres hjerte synger Gud Skaberens pris, Han som har givet jer livet. Jeg er med jer mine kære børn, og jeg giver jer min moderlige fredsvelsignelse. Tak fordi I følger min opfordring!”

37. Thai สาส์นแม่พระประทานแก่ มารีจา 25 เม.ย. 2017
ลูกที่รักทั้งหลาย
วันนี้แม่ขอขอบใจพวกลูกสำหรับความเพียรทนของลูกทุกคน  และแม่ขอให้ลูกเปิดใจให้กับการสวดภาวนาอย่างลึกซึ้ง  ลูกน้อยทั้งหลาย, การสวดภาวนาเป็นหัวใจของความเชื่อและความหวังในชีวิตนิรันดร  เพราะฉะนั้น,จงสวดภาวนาด้วยหัวใจจนกระทั่งหัวใจของลูกจะเปี่ยมด้วยสำนึกขอบพระคุณพระเจ้าองค์พระผู้สร้างผู้ทรงมอบชีวิตให้แก่ลูก  ลูกน้อยทั้งหลาย, แม่จะอยู่กับพวกลูกและจะอวยพระพรแห่งสันติภาพแก่พวกลูกด้วยหัวใจมารดาของแม่
ขอขอบใจที่ตอบสนองเสียงเรียกของแม่

Per la Missione nelle nostre città (Giovanni Paolo II)

1248319929472_fMaria Santissima,
che dalla Pentecoste vegli con la Chiesa
nell’invocazione dello Spirito Santo,
resta con noi
al centro di questo nostro cenacolo.
A te, che veneriamo
come Madonna del Divino Amore,
affidiamo i frutti della Missione cittadina,
perché con la tua intercessione
la nostra Diocesi
dia al mondo testimonianza convinta
di Cristo nostro Salvatore.

Giovanni Paolo II

Signore, io esisto da ieri (Simone il nuovo teologo)

soleSignore, io esisto da ieri e domani me ne andrò,
ma penso di vivere eternamente quaggiù.
Tu sei il mio Dio, lo proclamo davanti a tutti,
ma con le azioni ti rinnego ogni giorno.
Non ignoro che Tu sei il Creatore di tutto,
ma cerco d’avere tutto senza di Te.
Sei il Signore delle cose terrene e di quelle celesti,
e io, da solo, senza tremare, voglio tenerti testa.
Concedi a me, povero e misero,
di allontanare ogni perversità dal mio animo,
troppo spesso schiacciato e frantumato
dalla vana superbia e dall’orgoglio.
Donami l’umiltà, tendimi una mano soccorrevole,
purifica l’anima mia!
(Simeone il nuovo teologo)

Simeone (Galazia, 949 – Regione del Mar di Marmara, 1022) è venerato come santo dalla Chiesa cristiana ortodossa che gli ha attribuito, come a Giovanni evangelista e a Gregorio Nazianzeno, l’epiteto di “teologo”.

Beati i poveri in spirito (Isacco della Stella)

Tutti gli uomini, nessuno escluso, desiderano la felicità, la beatitudine. Ma hanno di essa delle idee differenti: per uno, essa consiste nella voluttà dei sensi e nella dolcezza della vita; per un altro, nella virtù; per un altro ancora, nella conoscenza della verità. Per cui colui che ammaestra tutti gli uomini… comincia col ricondurre coloro che si smarriscono, dirige coloro che sono sulla strada,  accoglie coloro che bussano alla porta… Colui che è «la Via, la Verità e la Vita» (Gv 14,6) riconduce, dirige, accoglie e comincia con questa parola: «Beati i poveri in spirito».

La saggezza sbagliata di questo mondo, che è proprio follia (1 Cor 3,19), parla senza capire quello che afferma; dichiara beati «gli stranieri la cui bocca dice menzogne, e alzando la destra giurano il falso» (Sal 144,7-8) perché i loro «granai sono pieni, traboccano di frutti d’ogni specie, sono a migliaia i loro greggi» (Sal 144,13). Eppure tutte le loro ricchezze sono incerte, la loro pace non è pace (Ger 6,14), la loro gioia è effimera. Al contrario, la Sapienza di Dio, il Figlio per natura, la destra del Padre, la bocca che proferisce la verità, proclama beati i poveri, destinati ad essere dei re, re del Regno eterno. Sembra dire: «Voi cercate la beatitudine, ma non è dove la state cercando; correte, ma fuori strada. Ecco la strada che conduce alla felicità: la povertà volontaria per causa mia, questa è la strada. Il Regno dei cieli è in me, ecco la beatitudine. Correte molto, ma correte male; quanto più andate velocemente, tanto più vi allontanate dal termine…»

Non temiamo, fratelli. Siamo poveri; ascoltiamo il Povero raccomandare ai poveri la povertà. Possiamo fidarci della sua esperienza. Povero è nato, povero ha vissuto, povero è morto. Non ha voluto arricchirsi; sì, ha accettato di morire. Crediamo dunque alla Verità che ci indica la strada della vita. È ardua, ma è corta; la beatitudine invece è eterna. La via è stretta ma conduce alla vita (Mt 7,14).

Isacco della Stella (? – ca 1171), monaco cistercense
Disorso 1, per la festa di Ognissanti; SC 130, 93

Inginocchiato davanti al tabernacolo (Don Primo Mazzolari)

L’unica legge

Tu, o Signore, sei la mia fame,
il mio grido, il mio bisogno quotidiano.
Tutti gli occhi guardano a te,
che sei il pane e dai il pane.

Tu sei venuto anche per spezzare il pane,
strappandolo alla nostra voracit
che non faceva posto al fratello,
annullando un diritto che abbiamo costruito contro il tuo amore.

Tu sei il pane, come sei la vita.
Inginocchiato davanti al tabernacolo,
mi accorgo finalmente che è stolto recalcitrare contro il tuo amore,
o cercare un’altra legge,
quando per vivere non abbiamo che il tuo comandamento,
che diviene mistero adorabile quando ti servi delle mie povere mani
per prendere e spartire il pane della vita.
Don Primo Mazzolari

Famiglia, piccola chiesa

chiesa famigliaLa vostra casa deve essere
la piccola chiesa:
dove pregate,
dove vi santificate,
dove diventate migliori,
dove la grazia si espande in voi;
dove la fede
riceve la sua testimonianza,
dove la speranza
si esercita ogni giorno;
dove riprendete ad ogni alba
il vostro cammino;
dove anticipate
il vostro purgatorio;
dove mortificate la sensibilita’
e accogliete con pazienza
le prove quotidiane,
le incomprensioni, gli imprevisti;
dove sorridendo
a una parola amara,
non dando ascolto
all’egoismo vostro e altrui,
dominando gli impulsi,
vi donate con generosita’,
in carita’ fiduciosa.

Lourdes, miracoli tra fede e scienza

Padre Laurentin, qual è il primo miracolo di guarigione avvenuto a Lourdes?
«Tra coloro che si recano alla grotta il 1° marzo 1858, quando le apparizioni sono ancora in corso, c’è Catherine Latapie, di Loubajac, una rude e povera paesana, per niente devota. Due anni prima, cadendo da una quercia, si era slogata il braccio: due dita erano rimaste piegate e paralizzate, l’arto non si era più ristabilito e la donna non poteva più filare né lavorare a maglia. Catherine aveva sentito parlare di quella fonte che a Lourdes confortava i malati. Arriva rimorchiando due dei suoi figli, mentre un terzo è già pesante e vivace nel suo grembo. Alla grotta prega e poi si avvicina alla fonte. Immerge la mano e le dita paralizzate e contorte si sciolgono e riacquistano la loro mobilità: riesce per la prima volta a congiungere le mani in preghiera. Ma ecco che la donna avverte un forte dolore al ventre. Sono le doglie del parto. Lei prega: «Santa Vergine, fatemi prima tornare a casa». I dolori cessano e Catherine può far ritorno a Loubajac, dove partorisce tranquillamente. La sua guarigione sarà una delle sette riconosciute come miracolose dall’inchiesta del vescovo. È in assoluto la prima delle guarigioni di Lourdes».

Furono davvero accurate le indagini sulle prime segnalazioni di miracoli e di grazie?
«Nei libri che ho pubblicato su Lourdes, ho fatto l’edizione completa dei testi della commissione voluta dal vescovo che ha portato al riconoscimento delle apparizioni, ho reso disponibili tutti i referti. Il professor Vergez, dopo aver esaminato innumerevoli casi ha selezionato i sette più rappresentativi e li ha approfonditi e studiati. A quel tempo non c’erano le radiografie né gli strumenti diagnostici oggi disponibili. C’era soprattutto il metodo clinico, l’osservazione. Grazie ai metodi tradizionali è stato possibile arrivare a un giudizio che è stato successivamente sottoposto a luminari e accademici di fama internazionale. Tutti hanno ammirato la qualità clinica del lavoro del dottor Vergezs, soddisfacente per l’epoca (�). Nel valutare oggi i miracoli avvenuti nel passato si dice sempre che manca questo o quel test. A Lourdes funziona, come è noto, il Bureau Medicale, l’ufficio medico, che analizza le segnalazioni di grazie ricevute dai malati giunti in pellegrinaggio».

Quali caratteristiche deve avere una guarigione per essere considerata miracolosa dal «Bureau Medicale» di Lourdes?
«Deve essere istantanea, completa e duratura. Il Bureau lavora in modo molto serio. Oggi molte cose sono cambiate. Il Novecento è stato il secolo dello scientismo che affermava: non c’è Dio e non c’è miracolo, la scienza sa tutto e può escludere la possibilità di un miracolo, dunque non c’è intervento esterno di Dio. Di fronte a questa posizione, il ragionamento della Chiesa è stato il seguente: fondiamo un solo miracolo in modo scientifico, facciamo presente che per uno dei casi c’era in ballo una malattia disperata, con una diagnosi senza speranza, e che la guarigione è stata immediata, completa, riscontrabile. E come conclusione affermiamo che questa guarigione non è scientificamente spiegabile da parte della scienza. Così lo scientismo viene ribaltato, confuso. Ma il miracolo è qualcosa di molto complesso, di misterioso. E non sta alla medicina dire se l’azione di Dio si manifesta o non si manifesta. La persona di Dio, la sua azione non si manifesta soltanto per il carattere straordinario e inesplicabile del fenomeno, ma anche nell’effetto interno all’anima. Il miracolo sono i frutti spirituali e molti segni che appartengono all’ordine della fede non interessano la medicina».

Fammi vivere (Maior)

Liberami, o Signore,
dalla pigrizia che ho
e dalla paura che mi prende,
dal comodo compromesso
e dal facile disimpegno.

Aiutami, o Signore,
ad essere come non sono
e come vorresti che io fossi.
Non importa ciò che muore in me,
m’interessa ciò che nasce
insieme a te.

Aiutami, o Signore,
a prendere sul serio il tempo,
a rispettare la vita,
a conservare l’amore;
ho bisogno di te
per vivere come tu vuoi.

Donami, o Signore,
la tua forza per agire,
la costanza dell’impegno,
la gioia di una fede che cresce,
la speranza e l’abbandono fiducioso
al tuo amore.

Lettera di Santa Teresa di Calcutta agli Italiani

31 maggio 1992

Cari amici di tutta Italia,

oggi Gesù viene in mezzo a noi ancora una volta come bambino – come il bambino non nato – ed i suoi non lo accolgono. Gesù divenne un fanciullo in Betlemme per insegnarci ad amare il bambino.

Il bambino non nato – il feto umano – è un membro vivente della razza umana – come te e me – creato ad immagine e somiglianza di Dio – per grandissime cose – amare ed essere amato. Perciò non c’è più da scegliere una volta che il bambino è stato concepito. Una seconda vita – un altro essere umano – è già nel grembo della madre. Distruggere questa vita con l’aborto è omicidio, così come un qualunque altro omicidio, anzi peggio di ogni altro assassinio.

Poiché non è ancora nato, è il più debole, il più piccolo ed il più misero della razza umana, e la sua stessa vita dipende dalla madre – dipende da te e me – per una vita autentica. Se il bambino non ancora nato dovesse morire per deliberata volontà della madre, che è colei che deve proteggere e nutrire quella vita, chi altri c’è da proteggere? Questa è la ragione per cui io chiamo i bambini non ancora nati “i più poveri tra i poveri”. se una madre può uccidere il suo stesso figlio nel suo grembo, distruggere la carne della sua carne, vita della sua vita e frutto del suo amore, perché ci sorprendiamo della violenza e del terrorismo che si sparge intorno a noi?

L’aborto è il più grande distruttore di pace oggi al mondo – il più grande distruttore d’amore.
È mia preghiera per ciascuno di voi, che voi possiate battervi per Dio, per la vita e per la famiglia, e proteggere il bambino non ancora nato.
Preghiamo.
Dio vi benedica

Madre Teresa