Un metodo meraviglioso: l’Examen di Sant’Ignazio

Come andare a fondo recitando l’Examen

Sant’Ignazio di Loyola ha creato l’Examen come una preghiera molto breve (un quarto d’ora) che può essere recitata in qualsiasi momento. Nell’Examen ripercorriamo il nostro passato recente per trovare Dio e le sue benedizioni nella vita quotidiana. Guardiamo anche indietro per trovare momenti nella giornata in cui le cose non sono andate molto bene – quando siamo stati feriti da qualcosa che ci è capitato, o quando abbiamo peccato o commesso un errore. Lodiamo e ringraziamo per i momenti positivi. Chiediamo perdono e guarigione per i momenti difficili e dolorosi. Avendo riflettuto sul tempo trascorso, ci volgiamo alla parte della giornata ancora da vivere chiedendo a Dio di mostrarci le sfide e le opportunità potenziali del domani. Cerchiamo di anticipare quali momenti potrebbero andare in un modo o nell’altro – verso il progetto di Dio o allontanandosene. Chiediamo di intuire di quali grazie potremmo aver bisogno per vivere bene la prossima giornata: pazienza, saggezza, fortezza, conoscenza di sé, pace, ottimismo. Chiediamo a Dio quella grazia, e confidiamo che Egli voglia che abbiamo successo nella nostra giornata ancor più di noi.

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È questa l’idea sottostante all’Examen ignaziano. Ignazio direbbe che dovrebbe essere il momento più importante della nostra giornata. Perché? Perché questo momento influisce su qualsiasi altro.

Se siete come me, in qualsiasi momento ci sono piccole verità sulla vostra vita che stanno sotto la superficie della vostra consapevolezza – cose che non avete ancora riconosciuto. Per me, queste verità nascoste sono in genere, ma non sempre, una realtà dolorosa che faccio fatica ad accettare. A volte ci sono eventi felici nella mia vita che semplicemente non mi sono fermato abbastanza a notare e nominare. Questo Examen cerca di farci approfondire pensieri, emozioni, comportamenti e motivazioni percercare di svelare una o due verità nascoste.

Una cosa da tenere a mente prima di iniziare è che a volte la verità nascosta interiore davvero importante è difficile da portare al livello della consapevolezza e resisterà a ogni tentativo di farlo. A volte ci è difficile ammettere una verità nascosta che sta avendo un’influenza particolare su di noi. In questi casi, la nostra psiche cercherà una tattica diversiva per portarci fuori rotta; potrebbe rivelare una verità interiore meno minacciosa per tenerci occupati per la durata dell’Examen. Raccomando quindi di non essere soddisfatti del primo paio di verità interiori che emergono. Continuate ad approfondire per qualche minuto prima di soffermarvi su quella che ritenete sia la più importante, che potrebbe essere la terza o la quarta che viene in mente.

1. Inizio nel mio solito modo*

2. Passo qualche momento in ringraziamento, rendendo grazie a Dio per una o due delle benedizioni, piccole e grandi, che ho ricevuto nella giornata: la buona disposizione con la quale mi sono svegliato, una parola gentile da parte di un amico, la mia buona salute immeritata, un agevole viaggio per andare a lavorare…

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3. Chiedo a Dio di rivelarmi qualche verità nascosta su uno dei rapporti importanti della mia vita. Ad esempio: “Non l’avevo capito, ma…”

• Sono arrabbiato con ____.
• Sono attirato da ____.
• Mi sto trovando meglio con ____.
• Non sono tanto arrabbiato con ____. Sembra che l’abbia perdonato!
• Temo gli accessi di ____.
• Sto cercando di far colpo su ____.

4. Se mi sovviene una rivelazione grande e forte, una che mi fa dire “Wow, non l’avevo notato prima” o “Beh, penso che sia il momento di ammettere la verità di questo”, allora mi soffermo su quella verità nascosta per il resto dell’Examen. Se non esce fuori niente di importante quando analizzo le mie relazioni, allora passo ai miei pensieri, sentimenti e atteggiamenti inconsci sugli eventi recenti della mia vita, su qualcosa a cui mi sto attaccando e sul rapporto con me stesso. Ad esempio, “Non l’avevo capito, ma…”

• Sono triste perché ____ se ne va.
• Non sono ansioso per quel compito difficile in ufficio.
• Sono preoccupato per le nostre finanze.
• Passo sempre più tempo a curiosare senza scopo su Internet.
• Mi sto attaccando troppo al fatto di possedere ____, quando forse Dio o le circostanze della mia vita mi chiedono di lasciarlo andare.
• Sto invecchiando e non lo ammetto con me stesso.
• Non sono negativo come ___ pensa che io sia.
• Nonostante il mio pessimismo, le cose stanno andando bene.

5. Quando mi sono concentrato sulla verità interiore più importante, lascio andare tutte le altre e ho semplicemente una conversazione con Dio su questa realtà importante nella mia vita. La riassumo in una semplice dichiarazione come uno degli esempi che ho elencato in precedenza, e ripeto questa dichiarazione a Dio, lasciando che la realtà e l’esistenza di questo fatto si immergano in me e non si nascondano di nuovo.

6. Noto quali emozioni sto provando e lo dico a Dio. Qual è l’emozione più forte che provo nominando questa verità a Dio? Ora la aggiungo alla mia dichiarazione. Ad esempio: “Signore, provo ____ ammettendo che ____”. Mi permetto di immergermi in quell’emozione per un po’ e continuo a presentare a Dio sia la verità che l’emozione che l’accompagna.

7. Divento molto calmo e cerco di capire se Dio sta cercando di dire o fare qualcosa su questa realtà. Cosa prova Dio nei confronti di questa realtà? Cosa prova nei confronti di ciò che io provo? Se mi sento chiamato a fare questo, ascolto il messaggio di Dio per me o aspetto che mi tocchi il cuore. Chiedo a Dio: “Cosa vorresti che facessi al riguardo? Come dovrebbe influire questa verità su di me?” Ascolto quella che potrebbe essere una risposta di Dio.

8. Se mi sento chiamato a fare questo, mi impegno con Dio al riguardo. Chiedo a Dio aiuto per essere fedele al mio impegno.

9. Termino nel mio modo solito*

* Raccomando di sviluppare lentamente rituali unici e personali per iniziare e terminare il vostro Examen. Alcuni lo iniziano con una recita o una preghiera in formule come il Padre Nostro, cantando una semplice canzone o con la ripetizione di un versetto della Scrittura. I cattolici in genere lo iniziano con il segno della croce. Molti ritengono utile iniziare facendo qualche respiro lento e profondo. Tutti questi esempi potrebbero essere anche modi per terminare l’Examen. L’idea è disporre di un modo semplice, breve e fruttuoso per entrare in questa esperienza e di un modo ugualmente utile per chiuderlo e tornare ai propri compiti quotidiani.

Questo Examen è tratto da Reimagining the Ignatian Examen: Fresh Ways to Pray from Your Day di Mark E. Thibodeaux, SJ.

Mark E. Thibodeaux, SJ, è direttore dei novizi per i gesuiti in formazione ed è un noto esperto di preghiera e discernimento. È un oratore e autore conosciuto e vive a Grand Coteau (Louisiana, Stati Uniti).