Una gemma cattolica nella Russia sovietica

anna abriskovaAnna Abrikosova (1883-1936) è una delle luminose figure di «martiri della fede» in epoca sovietica, che l’editrice «La casa di Matriona» sta facendo emergere dall’oblio, attraverso la pubblicazione di agili biografie, raccolte nella collana «Testimoni». Nel caso della Abrikosova: il pericolo della dimenticanza è accentuato dalla pochezza dei documenti che permettano di ricostruirne la vita.

Figlia di commercianti moscoviti piuttosto benestanti, la giovane Anna, cosa piuttosto rara in quegli anni per una ragazza, può dedicarsi agli studi superiori nella natia Mosca. Come molti dei suoi coetanei non trova nella tradizionale fede ortodossa nulla che possa corrispondere all’ansia di cambiamento e di novità che percorre le giovani generazioni prerivoluzionarie. Il desiderio di totalità e di novità che porterà molti giovani a condividere gli ideali del bolscevismo nascente, spingono, invece, Anna (nel frattempo sposatasi) a viaggiare in tutta l’Europa. A Parigi ritrova la fede e, rientrata in patria nel 1910, fa della sua casa il fulcro di una vivacissima comunità di cattolici che, seguendo le indicazione avute dallo stesso Papa, intendono mantenere tutta la ricchezza liturgica, ascetica e canonica della Chiesa orientale. I coniugi Abrikosov entrano anche a far parte del terz’ordine domenicano e Vladimir, il marito, viene ordinato sacerdote nel 1917.

I comunisti appena saliti al potere decidono di liquidare in fretta questo strano tentativo di cattolicesimo “russo”. Nel frattempo la casa degli Abrikosov si era di fatto trasformata in un convento di domenicane di cui Anna Ivanovna, con il nome di Madre Caterina, era diventata la superiora. Il suo primo arresto è del 1923: dieci anni di prigione. La comunità di monache viene totalmente dispersa. Nel 1933 la Abrikosova viene di nuovo arrestata per aver cercato di parlare della fede ad un gruppo di giovani ragazze; nuova condanna a otto anni di lager. Muore di tumore nel carcere di Butyrki il 23 luglio del 36. Nel 2002 è stato avviato il processo di beatificazione.

Analogo travaglio tra carcere, lager e confino tocca alle suore domenicane. Proprio sulla loro testimonianza (alcune sopravviveranno fino agli anni settanta) si basa in gran parte la ricostruzione della personalità e della spiritualità della Abrikosova. Una spiritualità apparentemente «rigorista», ma in realtà carica di dolcezza e di affezione. Le monache domenicane educate dalla Abrikosova ebbero, infatti, occasione di testimoniare la propria fede in diversissime circostanze e con una pacata fermezza che stupì tutti gli interlocutori. Riprova certa della autenticità del carisma della loro amata superiora.
Pigi Colognesi – Avvenire

Libro:  Pavel Parfent’ev  – Anna Abrikosova   ed.La casa di Matriona