I
“samaritani” delle lucciole, Di notte lungo i viali per salvarle
dal marciapiede
Andrea Giambartolomei, LaRepubblica Torino
"ABBIAMO
salvato tre ragazze nigeriane dall’inizio di settembre", Così
racconta l’intervento dell’associazione «Amici di Lazzaro» il suo
fondatore, il trentottenne Paolo Botti, impegnato insieme agli altri
volontari a sottrarre le prostitute straniere dal giogo degli
sfruttatori. Alle ultime tre ragazze aiutate a liberarsi, si
aggiungono due romene e un’albanese che sono state tolte dalla
strada nelle settimane precedenti. IN MEDIA salvano una
ragazza a settimana, decine all’anno e ora cercano nuovi volontari
da preparare per le loro attività. «Usciamo tre volte a
settimana, all’incirca due ore ogni sera, dalle dieci in poi»,
racconta Paolo Botti che ha creato l’associazione nel 1997 per
aiutare i clochard. «Ci eravamo accorti che molte
nigeriane andavano in stazione per recarsi ai luoghi in cui si
vendevano e quindi nel 1999 abbiamo cominciato a occuparci di
sfruttamento della prostituzione soprattutto alla Pellerina e in
corso Massimo». In dieci anni le zone sono cambiate e ora gli
“Amici di Lazzaro” coprono un’area più vasta: «Giriamo Torino e la
cintura nelle sere, ma quando usciamo la domenica pomeriggio ci
spingiamo anche a Carmagnola, Rivalta, Chivasso… ». È un
compito delicato, anche se con l’esperienza acquisita e la fama
conquistata sul campo si può agire con sicurezza: «È più
facile avvicinare le nigeriane — spiega — perché non hanno
un protettore che le controlla a vista. Il difficile viene
dopo: temono ritorsioni verso le famiglia. Sono succubi dei riti
woodoo». Con le ragazze dell’Est la vicenda è diversa: «Sono
sempre controllate, però per alcune — come le rumene che hanno i
documenti in regola o le albanesi già regolarizzate —
l’inserimento è più facile». Si procede con calma:
«All’inizio spieghiamo che possono denunciare gli sfruttatori e
restare in Italia. A quelle che hanno paura forniamo aiuti pratici
o burocratici per instaurare un rapporto di fiducia. Offriamo
delle alternative, come i corsi per imparare l’italiano che la
nostra associazione organizza, o indicando le associazioni che
possono fornire accoglienza, cure mediche o
formazioni professionali», spiega Botti. A volte «alcune ci
contattano di loro volontà perché c’è un passaparola tra le
ragazze già uscite dal giro e le altre. Capitano anche dei clienti
che ne vedono una in difficoltà e ce le segnalano». Secondo i dati
dell’associazione più della metà delle prostitute a Torino sono
nigeriane, seguite dalle rumene (20%). Sono in aumento le cinesi,
il cui sfruttamento è più nascosto, e le arabe. Domani dalle 9,30
alle 13 al Centro Servizi per il Volontario di via Toselli c’è
il primo dei tre incontri tenuti dai responsabili e da esperti per
preparare i nuovi volontari, persone dai 18 ai 30 anni d’età che
possono dedicare tre ore serali a settimana per il volontariato
(chi fosse interessato può chiamare lo 340.4817498 o scrivere
a info@amicidilazzaro. it). Gli altri incontri saranno il 26
settembre e il 3 ottobre. «Sono lezioni per capire la
prostituzione ma anche le ragazze, la loro cultura — dice — . Ad
esempio mostriamo un documentario sui quartieri a luci rosse di
Amsterdam, finiti in mano agli sfruttatori». Una lezione
è dedicata alla religiosità woodoo: «Spieghiamo come funzionano
i riti e come le ragazze li vivono, perché fa parte della loro
cultura animista che scandisce le loro vite e rende dipendenti loro
e la loro famiglia». |
AMICI DI LAZZARO, CONTRO LA
TRATTA
Quante le donne aiutate:
dal 2000 oltre 300 ragazze hanno ottenuto aiuto dall'associazione
per liberarsi dallo sfruttamento della prostituzione. L'associazione
incontra in strada le vittime della tratta (almeno 600 ogni anno).
Nel 2009-2010 oltre 70 ragazze hanno lasciato la strada.
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