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A.A.A. cercasi volontari da doposcuola
da La Stampa
- Maria Teresa Martinengo

Iscriversi in palestra o a un corso di inglese, di arabo? Magari, provare con il teatro, ricominciare con il violoncello? E un ciclo di lezioni di storia del Medioevo, una “full immersion” nella cucina giapponese? Al rientro dalle vacanze giovani, adulti, anziani e bambini sono alle prese con la scelta di attività per allargare orizzonti cultuali, sportivi, per riempirsi le giornate, scacciare la depressione, fare nuove conoscenze e per chissà quali nuove ragioni. Dall’Associazione Amici di Lazzaro arriva una proposta trasversale rispetto alle età e alle categorie. Una proposta capace di arricchire contemporaneamente più persone, allargare gli orizzonti culturali di qualcuno, sicuramente togliere dalla depressione e riempire le giornate di altri… La proposta è di trasformarsi in volontari “da doposcuola” ed è rivolta a studenti, dai 16 anni in su, a docenti in pensione e a chiunque abbia un po’ di tempo libero e di capacità per insegnare qualche disciplina a bambini e ragazzi. Stranieri, soprattutto.

In questo inizio d’anno scolastico è stato sottolineata spesso dai mezzi d’informazione l’ormai altissima percentuale di figli di immigrati iscritti nelle scuole italiane. Torino ha una media di presenze che ormai sfiora l’ 8% ma in certe scuole dell’obbligo si arriva ad oltre il 50%. Tra questi giovanissimi sono numerosi quelli che cominciano l’anno scolastico insieme con la loro vita qui. Ma, lo dicono i direttori e i presidi, le risorse per “rinforzare” i “non parlanti” non sono sufficienti.

Gli amici di Lazzaro – 160 giovani che in città intervengono a sostegno di gruppi e realtà impegnate con le persone svantaggiate- da anni organizzano corsi di italiano per straneri e, in Borgo Vittoria, anche dopo-scuola su richiesta delle mamme straniere. “Quest’ anno ci allarghiamo a Porta Palazzo, dove saremo presso la parrocchia di San Gioacchino”, spiega Paolo Botti, responsabile dell’associazione. Porta Palazzo è il primo approdo, è il luogo in cui una gran numero di bambini muove i primi passi in questa città e in questa lingua. Altri doposcuola saranno promossi in comunità di accoglienza per minori. “Le esigenze non toccano solo l’italiano. Moltissimi bambini e ragazzi hanno bisogno di essere supportati anche in materie come matematica, inglese, geografia” dice Botti. Spesso le famiglie non sono in grado di aiutare i figli e il doposcuola diventa prezioso. “Anche perché – prosegue il volontario – noi incontriamo spesso ragazzi che la scuola dell’obbligo ha sempre promosso, ma che in realtà non hanno assolutamente le basi per andare avanti e fare qualcosa di costruttivo. Così finisce che restano nel loro gruppo etnico ai margini…”

Chi è interessato può contattare info@amicidilazzaro.it o il 340.4817498.                 La Stampa Giorno e notte 13/09/2006

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