La maternità surrogata mina la dignità umana

La maternità surrogata si basa per forza su un contratto, perfino nella versione in cui c’è una sorta di atto gratuito di una donna che metta a disposizione il proprio ventre per una gravidanza, serve un contratto che è fondamentale nel contesto della maternità surrogata, poiché stabilisce i diritti e doveri delle parti coinvolte, garantendo la separazione immediata del neonato dalla gestante e la consegna al committente della gravidanza.

Questo ha implicanze non solo sui 3-4 soggetti coinvolti perchè l’opinione giuridica sulla maternità surrogata è cambiata nel tempo, ha contagiato in qualche modo il diritto. Vi è infatti avuta una riduzione dei riferimenti valoriali socialmente condivisi e un aumento del “neo-individualismo” basato sull’autodeterminazione e l’autonomia.

C’è una differenza significativa tra la concezione antropologica della maternità surrogata e quella sostenuta dalla Costituzione. L’autodeterminazione, già sdoganata con l’aborto e poi con le Dat, può portare a considerare la vita come un bene disponibile e svilisce la dignità umana in caso di debolezza, malattia o povertà.

Ecco perchè la maternità surrogata mina la dignità umana introducendo norme e pratiche che mercificano la procreazione, rendono gli esseri umani cose da produrre, le donne strumenti di incubazione, tutte le vite acquistabili, vendibili, regalabili come beni disponibili.

No. La vita umana è indisponibile.
La maternità surrogata è arcaica e ci riporta indietro al tempo in cui le serve procreavano per il padrone , pur di dare prole a un casato.
La maternità surrogata non rispetta l’ambiente ed è una pratica non ecologica.
Non segue la logica della natura.
Aboliamo la maternità surrogata in tutte le sue forme.
Paolo Botti

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