Le influenze negative della legalizzazione delle droghe leggere

Chi si espone a favore della legalizzazione delle droghe compie diversi errori di valutazione.
La legalizzazione infatti influisce su:

  1. Salute pubblica: La legalizzazione delle droghe leggere potrebbe aumentare l’uso e l’abuso di queste sostanze, portando a potenziali problemi di salute pubblica, come danni cerebrali, disturbi mentali e problemi respiratori.
  2. Dipendenza: L’uso di droghe leggere può portare a dipendenza, anche se a un livello inferiore rispetto a droghe più pesanti. Ciò potrebbe causare una maggiore domanda di trattamenti per la dipendenza e un impatto negativo sulle famiglie e sulla società.
  3. Impatto sulla gioventù: La legalizzazione delle droghe leggere potrebbe aumentare l’accesso dei giovani a queste sostanze, influenzando negativamente il loro sviluppo fisico e mentale e potenzialmente portandoli verso l’uso di droghe più pesanti.
  4. Guida sotto l’effetto: L’uso di droghe leggere influenza le capacità cognitive e motorie di una persona, rendendola pericolosa per se stessa e per gli altri sulla strada. Questo potrebbe portare a un aumento degli incidenti stradali correlati all’uso di droghe.
  5. Aumento del consumo: La legalizzazione delle droghe leggere potrebbe normalizzare l’uso di queste sostanze nella società e portare a un aumento complessivo del consumo, con conseguenze sulla produttività e sulla salute generale dei cittadini.
  6. Effetto sulla produttività: L’uso delle droghe leggere può influenzare negativamente la produttività e la qualità del lavoro delle persone, con un potenziale impatto sull’economia e sulla società in generale, oltre ai rischi di sicurezza sul lavoro.
  7. Traffico illegale: Sebbene la legalizzazione delle droghe leggere possa ridurre il traffico illegale legato a queste sostanze, potrebbe anche spingere i trafficanti a concentrarsi su droghe più pesanti o sulle categorie escluse dal commercio legale: minori, thc piu alto, grandi quantità.
    Nei paesi che hanno tentato la legalizzazione la mafia continua a guadagnare.
  8. Effetto sulla salute mentale: L’uso prolungato di droghe leggere aumenta il rischio di sviluppare disturbi mentali come ansia e depressione, con potenziali conseguenze per la società e il sistema sanitario. Inoltre la droga toglie freni inibitori favorendo la diffusione della violenza sessuale.
  9. Sovraccarico del sistema giudiziario: Anche se la legalizzazione potrebbe ridurre alcuni carichi sul sistema giudiziario in termini di criminalizzazione degli utenti, ma aumenterebbero i problemi legati alla guida sotto l’effetto delle droghe, sui danni provocati in ambienti lavorativi e le cause sociali.
  10. Effetto piano inclinato: L’uso di droghe leggere è un piano inclinato verso droghe più pesanti e dannose, aumentando così i problemi di tossicodipendenza e di salute pubblica.



Altri errori di valutazione :
Con la legalizzazione si tolgono risorse alla mafia? NO.
L’aumento del desiderio di consumare cannabis a seguito della legalizzazione potrebbe incoraggiare ulteriormente le attività criminali che superano questi limiti. L’esperienza di Paesi che hanno già implementato leggi simili a quella proposta in Italia da vari gruppi di pressione e partiti politici ci dice che le mafie continuano a guadagnare dal mercato illegale della droga.

I paesi che hanno legalizzato hanno ridotto i consumi ? NO
(Saviano fece in un articolo l’esempio: del Portogallo nel 2001 depenalizza la cannabis e lì in 15 anni diminuisce il consumo. L’Uruguay nel 2013 e il Colorado nel 2014 ne legalizzano il commercio a scopo ricreativo: e anche lì il consumo diminuisce invece di aumentare)
I dati in nostro possesso sono opposti: il Prof. G. Di Chiara, direttore del dipartimento di tossicologia all’università di Cagliari, afferma: “L’esperienza degli USA, dove 20 Stati hanno legalizzato il fumo di cannabis per uso medico e due anche per uso ricreativo, indica che la legalizzazione della cannabis aumenta soprattutto la quantità consumata pro capite (…). Non ha eliminato il mercato illegale, ma ne ha semplicemente ristretto la clientela agli adolescenti e agli adulti che non possono permettersi il costo elevato della cannabis legale” (Il Sole 24 ore, 18.05.14). Antonio M. Costa, già vicesegretario ONU con delega alla sicurezza e al contrasto del narcotraffico, ha dichiarato: “In Colorado l’uso tra i giovani è salito dal 27% al 31% (contro il 6-8% della media nazionale) (…), il mercato illecito prospera (40% del consumo)” (La Stampa, 25.07.16).

Con la legalizzazione non ci sono vittime delle droghe leggere. Sbagliato
Prof. Luigi Janiri, vicepresidente della Sezione Dipendenze della Società Italiana di Psichiatria, ha dichiarato: “(…) l’alcol è in grado di determinare effetti nocivi sulla salute sia fisica, sia psichica. È un dato accertato che ciò avvenga per dosi progressivamente crescenti di alcol e in un tempo molto più lungo rispetto alla cannabis. Un’altra differenza importante rispetto alla cannabis risiede nel fatto che (…) mentre un episodio psicotico transitorio può verificarsi in una persona anche alla prima assunzione di cannabis, non si verifica alla prima assunzione di alcol”.

Diverso è anche il tempo di smaltimento: “Una persona che fuma una canna oggi impiega (…) fino a 15-20 giorni per eliminarla” (fonte: audizione svolta alla Camera il 2.04.14).

Le vittime legate all’uso di “droghe leggere” esistono effettivamente, con dati riguardanti ricoveri ospedalieri per psicosi da farmaci o accessi al pronto soccorso dopo l’assunzione di derivati della cannabis in aumento sia in Europa che in Italia. I numeri negli Stati Uniti sono drammatici, soprattutto considerando che la generazione attuale è psicologicamente e caratterialmente più fragile e indifesa rispetto a quelle precedenti.

È necessario implementare un monitoraggio sugli incidenti stradali, violenze, risse e problemi di salute causati dalla diminuzione delle difese immunitarie che l’uso di droga comporta.

Con la legalizzazione lo Stato incasserebbe in tasse tra i 6 e gli 8 miliardi di euro come già fa per tabacco e alcool? NO
Puo’ essere vero che vi siano entrate, che pero’ non coprono i costi delle dipendenze.
Sui costi sociali derivanti dal consumo di droga, esistono ricerche e studi consolidati che analizzano i costi di cura, riabilitazione, salute e le problematiche sociali associate all’uso delle droghe, indipendentemente che siano legali o meno (poiché è l’uso stesso a causare danni).

Nella relazione sulle tossicodipendenze della Presidenza del Consiglio, la stima dei costi sociali relativi al 2012 – ma il consumo è aumentato negli ultimi due anni a causa della pessima riforma del 2014 – era di 15,81 miliardi di euro, corrispondenti all’1% del PIL. Anche se legalizzassimo, i costi aumenterebbero. Dopo la legalizzazione nel “Colorado – come ricorda A.M. Costa – la richiesta di assistenza al Pronto soccorso è aumentata del 31%, i ricoveri in ospedale del 38%, e sono cresciuti anche i morti su strada. Inoltre, gli introiti fiscali rappresentano solo l’1% (110 milioni di dollari su un bilancio di 11 miliardi).”

Le entrate fiscali sicuramente sono inferiori ai costi sociali, quindi non vi è alcun vantaggio.
La droga va combattuta.
E perfino se si arrivasse ad essere in attivo economicamente non lo si sarebbe socialmente e culturalmente: ad esempio nella cultura il sistema non è in attivo ma la si finanzia comunque perchè serve allo sviluppo della cittadinanza.

Con la legalizzazione di erba e l’hashish le organizzazioni fondamentaliste perdono la fonte principale di finanziamento? NO
Vero che ogni traffico comporta delle entrate ma i dati reali ci dicono che il cosiddetto Stato Islamico (IS/Daesh) e il terrorismo guadagnavano e continuano a guadagnare oggi di più attraverso il commercio sottocosto di petrolio nelle zone occupate e tramite finanziamenti e forniture di armi provenienti da potenze di area a predominanza sunnita.

Paolo Botti

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