Analogie e differenze tra il Gesù del Corano e il Gesù del Vangelo

Imagem de Tiffany Corrigan por Pixabay

Spesso per quieto vivere o a causa di una conoscenza imperfetta, si sostiene che, in fondo, ciò che viene detto su Gesù nel Corano e nel Vangelo è molto simile… Tuttavia, va detto subito che, in realtà, tra i due ci sia una grande differenza.

Il Gesù del Corano, infatti, è solo “figlio di Maria”. Il Gesù del Vangelo è anche e soprattutto l’Unigenito Figlio di Dio, vero uomo e vero Dio. Un solo Dio in tre persone: Padre, Figlio (Gesù) e Spirito Santo.

Maometto, nato e vissuto nella Penisola Arabica seicento anni dopo Cristo, ha conosciuto la Bibbia e, in particolare, il Vangelo.

Infatti, nel Corano, vi sono molti personaggi, episodi e riferimenti tratti dalla Bibbia, ma in una versione modificata e distorta. I reperti storici della Bibbia precedente al Corano confermano che Maometto, persona intelligente ed esperto commerciante, ha conosciuto sia il Vangelo che gli scritti apocrifi, come ad esempio il Vangelo di Tommaso, il Vangelo dell’infanzia, ecc. Non può non essersi ispirato a essi nella presentazione che fa di Gesù nel Corano.

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I teologi islamici, però, poiché ritengono che ci sia un’origine divina del Corano, negano che vi siano state queste influenze e sostengono che Maometto, essendo analfabeta (fatto non storico), non potesse conoscere la Bibbia e, in particolare, il Vangelo. Per loro il Corano è considerato il completamento della divina rivelazione e contiene le precedenti rivelazioni fatte da Allah attraverso altri profeti, da Abramo fino a Gesù, figlio di Maria.

Gesù nella versione del Corano

Il Corano presenta Gesù come il più grande dei profeti inviati da Dio/Allah prima di Maometto. Racconta la sua nascita, identità e missione, affermando che egli non sia il figlio di Dio e, men che meno, Dio stesso. Un grande uomo, creato da Dio e nato da Maria Vergine. Nella sura 5 del Corano, mette in bocca a Gesù l’affermazione che egli non è il figlio di Dio e non è Dio: “E quando Dio gli domandò: ‘O Gesù, figlio di Maria, sei tu che hai detto agli uomini: prendete me e mia madre come dei oltre a Dio?’ La risposta di Gesù: ‘Gloria a te! Come potrei dire ciò che non ho il diritto di dire?'”. Secondo il Corano, Gesù rigetta con forza l’idea di essere Dio. Ai suoi discepoli dice: “In verità, Dio è il mio Signore e vostro Signore: adorate lui, dunque! Questa è la diritta via”.
Sempre nel Corano Gesù direbbe: “Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta.
Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l’orazione e la decima finché avrò vita,
e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento né miserabile.
Pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita”

La Missione di Gesù secondo il Corano è di Profeta inviato da Dio tra gli Israeliti per confermare la Torah e di diffondere un invito all’adorazione di Dio, indicazione del retto cammino e esortazione al timore di Dio e all’ubbidienza e preparare in qualche modo la strada a Maometto.

Possiamo elencare i numerosi miracoli di Gesù, che secondo il Corano avvengono con il permesso divino e non perchè Gesù sia Dio, come invece noi cristiani crediamo:

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  1. Parlare alla madre Maria nel grembo.
    ” Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti.” (Corano 3:46)
  2. Difendere Maria dalla culla.
    “In verità, sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta. Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l’orazione e la decima finché avrò vita, e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento, né miserabile. Pace su di me, il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita.” (Corano 19:30-33)
  3. Guarigioni di ciechi, lebbrosi e resurrezione dei morti.
    E per volontà di Allah, guarisco il cieco nato e il lebbroso.” (Corano 3:49)
  4. Risuscitò il morto
    “…e resuscito il morto.” (Corano 3:49)
  5. Da vita alla creta, simile alla creazione
    Plasmo per voi un simulacro di uccello nella creta e poi vi soffio sopra e, con il permesso di Allah, diventa un uccello..” (Corano 3:49)
  6. La tavola imbandita
    “Quando gli apostoli dissero: “O Gesù, figlio di Maria, è possibile che il tuo Signore faccia scendere su di noi dal cielo una tavola imbandita?”, gli rispose: “Temete Allah se siete credenti. Dissero: “Vogliamo mangiare da essa. Così i nostri cuori saranno rassicurati, sapremo che tu hai detto la verità e ne saremo testimoni”.Gesù figlio di Maria disse: “O Allah nostro Signore, fa’ scendere su di noi, dal cielo, una tavola imbandita che sia una festa per noi, per il primo di noi come per l’ultimo, e un segno da parte Tua. Provvedi a noi, Tu che sei il migliore dei sostentatori!” (Corano 5:112-114)


In definitiva, il Corano attribuisce a Gesù una missione speciale, quella di annunciare la venuta di un successivo messaggero, Maometto, il “Sigillo dei profeti”, la culminazione della divina rivelazione. Tuttavia, secondo il Corano, la missione di Gesù non ha successo: i figli di Israele non credono in lui, lo accusano di magia e tramano per ucciderlo. Vaneggiano addirittura affermando di aver “ucciso il Messia Gesù, figlio di Maria, messaggero di Dio!” Ma, secondo il Corano, questa è un’illusione; Gesù non è stato né ucciso né crocifisso, poiché Dio lo ha sostituito con uno che gli somigliava.

Sebbene il Corano riconosca un certo favore nei confronti dei cristiani, indicando di “porre coloro che ti hanno seguito al di sopra dei miscredenti fino al giorno della risurrezione”, nella pratica questo favore è condizionato al pagamento di una tassa per risiedere nelle terre musulmane. Inoltre, è effettivamente impedito a un musulmano di convertirsi al cristianesimo, considerando l’apostasia come uno dei peccati più gravi nell’islam.

Il Gesù del Vangelo
Gesù del Vangelo e quello del Corano, sono davvero due figure lontanissime.

Nel Simbolo apostolico professiamo:
“Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, Figlio Unigenito di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato della stessa sostanza del Padre… Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo…”.

Gesù stesso, durante i tre anni di vita missionaria, ci ha svelato gradatamente la sua identità e la sua missione. È stato un Maestro incomparabile di amore e di fedeltà al Padre e di commovente dedizione a tutti, specialmente ai malati, ai poveri, ai peccatori, agli stessi suoi nemici.

Ecco alcune definizioni che Gesù da di se stesso nei Vangeli:

“Se voi conosceste me, conoscereste anche il Padre mio: Egli mi ha mandato”
“Io sono la Luce del Mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre… Io sono il buon Pastore, io sono la Porta: chi entra attraverso me sarà salvo”.
“Per questo il Padre mi ama, perché io offro la vita e poi la riprendo. Nessuno me la toglie, sono io che la offro di mia volontà”.
“Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi. Rimanete nel mio amore… Io sono la Via, io sono la Verità e la Vita”
“Padre, ho parlato così perché essi credano che tu mi hai mandato”
“Io sono la risurrezione e la vita. Chi vive e crede in me non morirà mai”
“Io e il Padre siamo una cosa sola”
“Il Padre mi ha consacrato e mandato nel mondo. Allora perché mi accusate e dite che bestemmio se affermo di essere Figlio di Dio? Credete alle opere che io compio, così vi accorgereste e sapreste che il Padre è in me e io nel Padre”.

Differenze
Ci sono eccome.
Nel Corano, Maometto, a quanti gli chiedevano un miracolo che confermasse la sua missione di profeta di Allah-Dio, rispondeva di non aver avuto il dono dei miracoli.
Effettivamente non ne ha mai fatti. È morto nel 632 d. C. a Medina e là si trova il suo sepolcro.

A Gesù i suoi avversari chiedevano ostinatamente: “Che segno ci dai per dimostrarci che parli in nome di Dio e che sei suo Figlio?”. Gesù rispondeva con i tanti miracoli che erano sotto gli occhi di tutti. Ma ha voluto darne uno di valore assoluto, che avrebbe coinvolto direttamente la credibilità di Dio: la sua Risurrezione dalla morte. La storia ha registrato che Gesù è realmente morto, che dopo tre giorni è realmente risorto, che è realmente apparso a innumerevoli testimoni che hanno testimoniato con la propria vita la loro fede in Cristo Risorto. A Gerusalemme si venera ancora il suo sepolcro, ma è vuoto. “Non è qui, è risorto, proprio come aveva detto”.

Una altro abisso di diversità deriva dal fatto che Maometto e i musulmani non accettano il concetto di peccato originale.
La morte di Cristo in croce è considerata uno scandalo e un assurdo, infatti ritengono che la crocifissione di Gesù sia il segno dell’impotenza di Dio di fronte allo spirito del male.
Il Crocifisso è visto come l’espressione più umiliante e inaccettabile della presunta sconfitta di Dio.

Invece per noi il Crocifisso è il segno più convincente dell’Amore salvifico della Trinità.
Come dice San Paolo: “Mi hai amato e hai dato la tua Vita per me!”.

Nonostante le differenze, i musulmani sono nostri fratelli e sorelle, come tutti gli esseri umani proprio in virtù del Sacrificio redentivo di Cristo.
I musulmani in buona fede, che cercano Dio e non hanno mai ricevuto un vero annuncio del Vangelo possono salvarsi, ma ovviamente noi cristiani riteniamo che la loro salvezza sia dovuta solo a Gesù Cristo, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo.
Confidiamo che ogni uomo e donna, compresi i musulmani e gli uomini di tutte le religioni e anche non credenti possano guardando al Crocifisso fare la stessa professione di fede di Tommaso: “Signore mio e Dio mio!”
Non possiamo e non dobbiamo nascondere le differenze di veduta su Gesù perchè queste differenze non mutano l’amore che abbiamo per ogni essere umano.
Vogliamo bene anche a chi la pensa diversamente da noi su qualsiasi tema.
Manteniamo le nostre idee, i nostri valori ma anche il nostro amore.
Paolo Botti

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