Discorsi di Benedetto XVI sull’islam

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“Sono certo di interpretare anche il vostro pensiero nel porre in evidenza tra le preoccupazioni quella che nasce dalla constatazione del dilagante fenomeno del terrorismo. (…) Il terrorismo di qualunque matrice esso sia, è una scelta perversa e crudele che calpesta il diritto sacrosanto alla vita e scalza le fondamenta stesse di ogni civile convivenza”. (Da un discorso a rappresentanti della comunità musulmana, Colonia 2005).

“Noi non vogliamo creare un impero di potere, ma abbiamo una cosa comunicabile alla quale va incontro un’attesa della nostra ragione. È comunicabile perché appartiene alla nostra comune natura umana e c’è un dovere di comunicare da parte di chi ha trovato un tesoro di verità e amore. La razionalità era quindi postulato e condizione del cristianesimo, che rimane un’eredità europea per confrontarci in modo pacifico e positivo, sia con l’islam, sia con le grandi religioni asiatiche”. (Da un dialogo tra Ernesto Galli della Loggia e l’allora Cardinale Ratzinger, data del dialogo: 25 ottobre 2004).

“È stato detto che non dobbiamo parlare di Dio nella costituzione europea, perché non dobbiamo offendere i musulmani e i fedeli di altre religioni. E’ vero il contrario: ciò che offende i musulmani e i fedeli di altre religioni non è parlare di Dio o delle nostre radici cristiane, ma piuttosto il disprezzo di Dio e del sacro che ci separa dalle altre culture e non crea una possibilità di incontro, ma esprime l’arroganza di una ragione diminuita, ridotta, che provoca reazioni fondamentaliste”. (Da un dialogo tra Ernesto Galli della Loggia e l’allora Cardinale Ratzinger, data del dialogo: 25 ottobre 2004).

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