Le tradizioni di Natale: il Presepio

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il Presepe ha origine dalla fantasia e creatività di San Francesco, che nel Natale del 1223 si trovava a Greccio in Umbria, dove realizzò un presepe vivente per far rivivere l’evento della natività a Betlemme. I personaggi che oggi troviamo nei presepi di tutto il mondo sono proprio quelli pensati da San Francesco, ispirandosi al racconto del Vangelo. È interessante ricordare che non volle che vi fossero Giuseppe e Maria per non avvicinarla troppo a un’esecuzione teatrale.

San Francesco era a Greccio dal 1208/1209 e lì conobbe l’anziano Messer Giovanni Velìta, discendente dei conti di Celano e della famiglia Berardi, a cui chiese aiuto per il suo progetto per coinvolgere gli abitanti in vari modi.

“Messer Giovanni, se tu vuoi aiutarmi, noi possiamo celebrare quest’anno il più bel Natale che si sia veduto… In uno dei tuoi boschi, intorno all’eremo di Greccio, c’è una grotta simile a quella di Betlemme. Vorrei raffigurare al vivo la scena del Natale e vedere con gli occhi del corpo la povertà in cui Gesù Bambino venne al mondo, e come fu adagiato in una greppia e come vi giaceva tra il bove e l’asinello” (San Francesco nel racconto di Tommaso da Celano)

Ad esempio, Alticama, la moglie stessa di Giovanni Velìta, creò il primo Gesù bambino, e i suoi Araldi, guardie e servi del Messer Velìta, si recarono nelle valli a convocare la gente al Presepe, che accorse numerosa.

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Una traccia storica di tale avvenimento è riportata da San Bonaventura, che a proposito di San Francesco, scrisse: “Tre anni prima della sua morte, volle celebrare presso Greccio il ricordo della natività di Gesù Bambino e desiderò farlo con ogni possibile solennità, al fine di eccitare maggiormente la devozione dei fedeli. Perché la cosa non fosse ascritta a desiderio di novità, prima chiese e ottenne il permesso dal Sommo Pontefice”.

Ecco cosa aveva detto a Papa Onorio III“Voglio celebrare teco la notte di Natale. Scegli una grotta dove farai costruire una mangiatoia ed ivi condurrai un bove ed un asinello, e cercherai di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme! Questo è il mio desiderio, perché voglio vedere, almeno una volta, con i miei occhi, la nascita del Divino infante”

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