17 anni, rifiuta le cure per salvare il figlio nel grembo

Ho fatto quello che dovevo fare, il mio bimbo è salvo”

Aveva 16 anni quando le fu diagnosticato un tumore al cervello e alla colonna spinale, con poche possibilità di vivere, le restavano al massimo ancora due anni di vita.    Dopo poche settimane scoprì di essere incinta, e i medici le misero subito di fronte la tremenda alternativa: abortire o rinunciare alle cure e morire.  La ragazza non ha esitato a salvare la figlia e ha lasciato che la malattia facesse il suo corso pur di permettere alla sua piccola di vivere.

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E’ una scelta eroica, che la assimila ad una mamma Santa canonizzata da Giovanni Paolo: Gianna Beretta Molla che rinunciò alle cure per dare alla vita la figlia.    La giovanissima Jenni Lake ha lasciato alcuni video a sua figlia per testimoniare la sua scelta.  A due settimane da parto è deceduta, senza rimpianti.  Le sue parole sono state chiarissime: “Ho fatto quello che dovevo fare, il mio bimbo è salvo”.  Non è scontato che una ragazza di 17 anni faccia la scelta più difficile, quella più impegnativa.  Per noi è un esempio, un invito a fare quello che va fatto, stare dalla parte della vita, dei piccoli, anche quando è dura, quando la strada è dolorosa.

Ora il piccolo Chad è accudito dai nonni che hanno rispettato e accompagnato con amore questa giovane che ha donato nel vero senso della parola la vita alla propria figlia.  Una storia dolorosa, ma piena di vita.

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