38. Cosa pensa la Chiesa della donazione di organi?

Trapiantare un organo ad un malato per guarirlo (trasfusioni, trapianti di midollo, di pelle, di reni, di cuore…) e’ un atto medico, la cui finalita’ in se’ e’ buona. Ma sono necessarie alcune condizioni.

  • Quando si tratta di un dono fatto da una persona viva (donazione di sangue, di midollo, di reni) va evitata qualsiasi speculazione. Nessuno può disporre del proprio corpo e di quello altrui per farne commercio, neanche se lo scopo è quello di rendere un servizio. La donazione di sperma o di ovuli è di tutt’altra natura: non serve a guarire e riguarda la trasmissione della vita, che può avvenire solo nell’atto sessuale dei coniugi. Questa donazione è contraria al rispetto dell’atto coniugale, anche quando è fatta con amore.
  • Quando si tratta del corpo di una persona deceduta, nessuno può permettersi di prelevarne un organo contro la volontà della famiglia o, se in vita, la persona si era manifestamente opposta.
  • Quando si tratta di una persona in fin di vita o in stato di coma profondo, non possono essere prelevati gli organi se non si ha la certezza che sia avvenuta la morte (nella legislazione italiana occorrono 3 encefalogrammi piatti, della durata di 30 minuti l’uno, nell’arco di 12 ore). Ogni pratica contraria a queste regole va contro il rispetto dovuto alla persona.
Testimonianza

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Afflitto da una malattia congenita (l’aplasia midollare), il nostro primogenito è morto a sei anni. Il più piccolo aveva la stessa malattia, e noi cercavamo disperatamente un donatore di midollo spinale compatibile con quello del nostro bambino.
In quel momento abbiamo incontrato un giovane prete che ci ha molto aiutato in questa prova. Abbiamo iniziato a partecipare assiduamente ad un piccolo gruppo di preghiera, dove pregavamo con regolarità, spesso piangendo, per il nostro secondo bambino. Un giorno, mia moglie mi confidò di avere avuto l’intuizione profonda di dare alla luce un altro bambino. lo ero molto reticente, colpito profondamente com’ero da tutte quelle prove. Ci siamo messi a pregare molto e a riflettere, insieme al nostro amico prete. Alla fine, abbiamo deciso di incamminarci lungo la strada dell’abbandono in Dio, affidandogli totalmente questa gravidanza. Nove mesi dopo, mia moglie ha dato alla luce una bambina completamente sana. I tests di compatibilità del midollo spinale della bimba con quello del fratellino sono risultati positivi… Vi abbiamo visto l’azione amorevole del Signore. Egli ha rafforzato la nostra fede, permettendoci di guardare al futuro del nostro bambino con fiducia. Il suo stato di salute tuttavia peggiorava e diventava sempre più urgente il trapianto.
Cristiano è entrato in ospedale… Ha ricevuto, in condizioni di salute ancora buone, il trapianto del midollo che i medici hanno prelevato alla sorellina. Dopo qualche mese di convalescenza e di terapia, il nostro bambino ha ripreso le forze e le visite in ospedale si sono diradate. Oggi, è salvo. Gioca, salta, ride e va a scuola come tutti gli altri. Noi continuiamo a rendere grazie perché tutto ciò è opera di Dio, presente e operante nella nostra vita.

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Marco