Basta che non mi parli di Confessione! (dai Fioretti di Don Bosco)

La sera del 7 febbraio 1865, don Bosco raccontava ai suoi giovani il fatto seguente.
Un ricco signore era ammalato da più di due mesi; la malattia andava aggravandosi, ed un suo amico, buon cristiano, gli fece notare che sarebbe stato cosa prudente chiamare il prete.

Oh, no! rispose l’ammalato. Confessarmi? No! Non voglio che venga nessun prete.

E se venisse don Bosco?

Don Bosco?! Veramente, don Bosco lo vedrei volentieri. Ne raccontano tante di lui. Venga pure, ma ad un patto: che non mi parli di confessione.

L’infermo si mostrò contentissimo della mia visita, ma, prego, mi disse tosto, mi parli di storia, di politica, di mille cose, ma non di religione né di confessione.

Come desidera, signore risposi io. E presi a raccontare storielle amene e burlette ridicole, rincarando ognor più la dose, quanto più vedevo che il malato vi pigliava gusto. A un certo punto, non potendone proprio più, mi pregò di cessare, perché l’avrei fatto morire di riso prima che di malattia.

Allora gli dissi: Bene, parliamo dunque di cose serie.

Sia pure, ma ricordi, don Bosco, che non voglio sentire di confessione; questo è il patto che le feci.

Ma signore, vuole che non le parli di confessione, e sempre me la nomina: è segno che le sta a cuore! Comunque, io non la confesserò: le parlerò solo della sua vita passata. E cominciai a descrivergli minutamente lo stato lacrimevole della sua coscienza.

L’infermo mi ascoltò con tutta attenzione e quando ebbi finito, mi disse: Ma, caro don Bosco, come ha fatto a conoscere così bene tutte le mie azioni?

Ed io risposi: Veda, signore, io ho quattro parole con le quali leggo nell’anima a chi voglio.

Quali sono queste parole? Sono: OtisBotisPiaTotis. Il malato spalancò tanto d’occhi, e soggiunse: Dunque è inutile che io mi confessi poiché lei sa tutto: la confessione è bell’e fatta.

Sì, è fatta ed ella non avrà difficoltà a dichiararsi colpevole di questi peccati, a pentirsene, e fare un proponimento fermo di cambiare vita, se al Signore piacerà conservargliela ancora.

Nessuna difficoltà; anzi, ne sarò lietissimo.
(Dai Fioretti di Don Bosco)

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