Caratteristiche demografiche della comunità albanese in Italia (2019)

Gli albanesi regolarmente soggiornanti, al 1° gennaio 2019 sono 428.332 e rappresentano l’11,5% dei non comunitari in Italia. Nonostante le variazioni intervenute nella graduatoria delle principali comunità straniere, la comunità albanese continua a collocarsi in seconda posizione, dopo la comunità marocchina. Tuttavia, rispetto al 1° gennaio 2018, si registra un lieve calo delle presenze albanesi (-0,5%) legato, non tanto
alla riduzione degli ingressi, quanto alle acquisizioni di cittadinanza, che comportano un effetto sostitutivo nelle statistiche. La comunità albanese risulta infatti prima per concessioni di cittadinanza. Nel corso del 2018, su un totale di 103.478 concessioni per cittadini originari di Paesi Terzi, i procedimenti a favore di migranti di origine albanese sono stati 21.841, pari a più di un quinto del totale. Complessivamente, oltre 857mila cittadini non comunitari hanno acquisito la cittadinanza italiana per residenza, matrimonio o trasmissione/elezione tra il 2012 ed il 2018, 165.319 erano albanesi. L’elevata incidenza di cittadini di origine albanese tra i neocittadini italiani è indicativa del forte radicamento della comunità sul territorio e del conseguente processo di stabilizzazione, sebbene anche la comunità in esame faccia registrare un calo nelle acquisizioni di cittadinanza nel corso dell’ultimo anno: -19,4% a fronte del -23,8% dei non comunitari complessivamente considerati.
Quasi la metà delle acquisizioni di cittadinanza da parte di cittadini di origine albanese nel 2018 è dovuta alla naturalizzazione (47,4%), segue, come motivazione, la trasmissione/elezione (37,2%), mentre solo nel 15,4% dei casi la cittadinanza è stata acquisita a seguito di matrimonio con un cittadino italiano. Il totale dei matrimoni celebrati nel 2017 in cui almeno un coniuge è di nazionalità albanese è di 1.454: il 49,2% riguarda un marito italiano ed una moglie albanese, il 32% circa è relativo ad un cittadino albanese che sposa una donna italiana, mentre il 19% coinvolge coniugi entrambi stranieri. Rispetto all’anno precedente i matrimoni che coinvolgono membri della comunità in esame hanno registrato un lieve calo (-1%), a ridursi tuttavia sono state solo le unioni tra mariti italiani e mogli albanesi (-5,7%), mentre risultano in aumento le altre tipologie di nozze. L’incidenza della comunità risulta maggiore sulle nozze che hanno coinvolto un marito non comunitario e una sposa italiana: nel 13,2% dei casi lo sposo era albanese.
Analizzando le principali caratteristiche demografiche dei cittadini albanesi regolarmente soggiornanti in Italia al 1° gennaio 2019, si registra:
-un equilibrio di genere quasi perfetto, le donne rappresentano infatti il 49% e gli uomini il restante 51%, dato in linea con il complesso dei non comunitari regolarmente soggiornanti, tra i quali il genere femminile rappresenta il 48,3%;
-un’età media di 33 anni, dunque lievemente inferiore a quella rilevata sul complesso dei cittadini non comunitari (34 anni).
La distribuzione per classi d’età evidenzia la prevalenza all’interno della comunità albanese delle classi di età più giovani; complessivamente quasi la metà dei cittadini di origine albanese ha meno di 30 anni (il 44,5% del totale a fronte del 40,3% rilevato sul complesso dei non comunitari). Colpisce in particolare la forte presenza di giovani donne nella comunità in esame: un terzo delle donne albanesi ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni a fronte del 26% delle donne provenienti da Paesi Terzi complessivamente considerate.

Decisamente superiore alla media dei non comunitari l’incidenza dei minori, che rappresentano la classe di età prevalente nella comunità in esame: 25,6% a fronte di 21,8%, dato da legare, con ogni probabilità, all’elevato livello di stabilizzazione raggiunto dalla comunità che porta ad una forte presenza di nuclei familiari. I 109.441 minori albanesi rappresentano il 13,5% dei minori non comunitari presenti in Italia al 1° gennaio 2019.
Ulteriore elemento distintivo della comunità in esame è la rilevante presenza di minori albanesi non accompagnati. L’Albania, con 1.520 minori (+1,5%) è infatti la prima nazione di provenienza dei minori stranieri non accompagnati in Italia. Si tratta nella netta maggioranza dei casi (95,6%) di maschi, e di ragazzi prossimi alla maggiore età (il 55,5% dei MSNA albanesi ha 17 anni).

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In linea con l’andamento decrescente delle nascite da genitori non comunitari in Italia (passate da 52.624 unità nel 2016 a 51.582 unità nel 2017) anche la comunità in esame fa rilevare un calo delle nascite del 4%: da 7.798 del 2016 a 7.486 del 2017. Complessivamente nel corso degli ultimi 8 anni sono nati quasi 463mila bambini con cittadinanza non comunitaria in Italia, oltre 69mila (il 15%) di cittadinanza albanese.
In riferimento alla distribuzione territoriale della comunità, il 59,8% dei cittadini albanesi risiede nel Nord Italia, un valore inferiore di 1,4 punti percentuali rispetto a quello riferito al complesso dei cittadini non comunitari presenti nel Paese. Si trovano proprio nel Settentrione due delle prime tre Regioni per numero di presenze albanesi: la Lombardia, che accoglie poco più di un quinto delle presenze albanesi, a fronte di un quarto dei non comunitari complessivamente considerati e l’Emilia Romagna (terza per numero di cittadini albanesi) che fa registrare un’incidenza pari al 13% (per il complesso dei cittadini provenienti da Paesi Terzi l’incidenza scende all’11,3%).
Caratterizza la comunità in esame la forte presenza nella Regione Toscana, dove ha ricevuto o rinnovato il permesso di soggiorno il 14,9% dei cittadini albanesi, incidenza superiore di oltre 6 punti percentuali a quella relativa al totale dei migranti di origine non comunitaria.
Benché risieda nel Mezzogiorno il 12,7% della comunità in esame (un valore lievemente inferiore a quello riferito al complesso dei cittadini non comunitari regolarmente presenti in Italia) spicca la concentrazione in Puglia, che accoglie il 5% della comunità.

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Fonte: Rapporto annuale sulla presenza di migranti 2019

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