Caratteristiche demografiche della comunità cinese in Italia (2019)

I cinesi regolarmente soggiornanti, al 1° gennaio 2019 sono 318.003 e rappresentano l’8,6% dei non comunitari in Italia. Nonostante le variazioni intervenute nella graduatoria delle principali comunità straniere, la comunità cinese continua a collocarsi in terza posizione, dopo la comunità marocchina e quella albanese.
Rispetto al 1° gennaio 2018, si registra un incremento delle presenze di cittadini cinesi del 2,9%.

Analizzando le principali caratteristiche demografiche dei cittadini cinesi regolarmente soggiornanti in Italia al 1° gennaio 2019, si registra:
-un equilibrio di genere perfetto, le donne rappresentano infatti il 49,8% e gli uomini il restante 50,2%, dato superiore rispetto al complesso dei non comunitari regolarmente soggiornanti, tra i quali il genere femminile rappresenta il 48,3%;
-un’età media di 32 anni, dunque lievemente inferiore a quella rilevata sul complesso dei cittadini non comunitari (34 anni).

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La distribuzione per classi d’età evidenzia la prevalenza all’interno della comunità cinese delle classi di età più giovani; complessivamente quasi la metà dei cittadini di origine cinese ha meno di 30 anni (il 43,1% del totale a fronte del 40,3% rilevato sul complesso dei non comunitari). Colpisce in particolare la scarsa presenza di donne mature nella comunità in esame: solo il 7,5% delle donne cinesi ha un’età superiore ai 55 anni a fronte del 16,8% delle donne provenienti da Paesi Terzi complessivamente considerate.
Decisamente superiore alla media dei non comunitari l’incidenza dei minori, che rappresentano la classe di età prevalente nella comunità in esame: 25,7% a fronte di 21,8%. Gli 81.578 minori cinesi rappresentano il 10,1% dei minori non comunitari presenti in Italia al 1° gennaio 2019.

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In linea con l’andamento decrescente delle nascite da genitori non comunitari in Italia (passate da 52.624 unità nel 2016 a 51.582 unità nel 2017), la comunità in esame fa rilevare un calo ancor più rilevante delle nascite (-19%): da 4.602 del 2016 a 3.873 del 2017. Complessivamente nel corso degli ultimi 8 anni sono nati quasi 463mila bambini con cittadinanza non comunitaria in Italia, circa 39mila (l’8,4%) di cittadinanza cinese.
Sono invece 407 i matrimoni celebrati nel 2017 in cui almeno un coniuge è di nazionalità cinese. Si tratta prevalentemente di nozze che riguardano un marito italiano ed una moglie cinese (53,8%), il 40,3% circa è relativo ad un cittadino cinese che sposa una donna italiana, mentre il 5,9% coinvolge coniugi entrambi stranieri.
Rispetto all’anno precedente i matrimoni che coinvolgono membri della comunità in esame hanno registrato un incremento del 4,6%, sono diminuite le unioni tra mariti cinesi e mogli italiane (-25%), mentre risultano in aumento le altre tipologie di nozze.
In riferimento alla distribuzione territoriale, il 55,9% dei cittadini cinesi risiede nel Nord Italia, un valore inferiore di 5,2 punti percentuali rispetto a quello riferito al complesso dei cittadini non comunitari presenti nel Paese. Si trovano proprio nel Settentrione due delle prime tre Regioni per numero di presenze cinesi: la Lombardia, che accoglie poco più di un quinto delle presenze cinesi, a fronte di un quarto dei non comunitari complessivamente considerati e il Veneto (terza per numero di cittadini cinesi) che fa registrare un’incidenza pari al 12,7% (per il complesso dei cittadini provenienti da Paesi Terzi l’incidenza scende al 10,4%).

Caratterizza la comunità in esame la forte presenza nella regione Toscana, dove ha ricevuto o rinnovato il permesso di soggiorno il 20,2% dei cittadini cinesi, incidenza superiore di circa 12 punti percentuali a quella relativa al totale dei migranti di origine non comunitaria. Spicca in particolare la concentrazione nella provincia di Prato che accoglie l’11% circa dei cinesi regolarmente soggiornanti in Italia.
Infine, risiede nel Mezzogiorno l’11,2% della comunità in esame (un valore lievemente inferiore a quello riferito al complesso dei cittadini non comunitari regolarmente presenti in Italia).

Fonte: Rapporto annuale sulla presenza dei migranti 2019

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