C’e’ chi dice si, chi dice no. Ma la teoria gender esiste (Tonino Cantelmi)

Chi analizzi criticamente gli “Standard per l’’Educazione sessuale”
recentemente promossi dall’’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (OMS) e ormai in uso nelle scuole materne ed elementari del nostro Paese, si puo’ facilmente rendere conto della necessità di proporre alternative libere da presupposti ideologici ai genitori ed insegnanti italiani.

Oltre ad aspetti critici gli Standard presentano anche delle non irrilevanti lacune scientifiche, che ne fanno mettere in discussione la validità al fine di una buona educazione sessuale in ambito scolastico. Un esempio di proposta formativa di educazione sessuale no-gender theory è il “Progetto Pioneer”, promosso da Marco Scicchitano ed i suoi collaboratori per ogni fascia di età. Si tratta di un approccio formativo ispirato al rispetto del percorso di sviluppo del bambino e ad una antropologia non contaminata dalla teoria dell’’indifferenziazione sessuale.

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Gli Standard per l’’Educazione sessuale promossi dall’’OMS sono stati approvati dall’’Unione Europea e sono già in uso in molte scuole pubbliche in Italia. Tali Standard indicano ciò che bambini e ragazzi, nelle diverse età, dovrebbero sapere e comprendere, quali situazioni o sfide dovrebbero essere in grado di gestire, quali valori e atteggiamenti è necessario che essi maturino per poter crescere in modo gratificante, positivo e sano per quanto attiene alla sessualità. Gli Standard propagandati nelle scuole, per alcuni aspetti, si ispirano ai gender studies e sono applicati senza un’idonea previa valutazione. Nel mio nuovo libro “Nati per essere liberi”, con Scicchitano affrontiamo la questione partendo dal presupposto per cui la cosiddetta teoria del gender, nonostante la sua evidente forzatura ideologica che consiste nel sopravvalutare in modo determinante il dato culturale nella costruzione del maschile e del femminile con paradossali e grottesche negazioni della realtà, esercita tuttavia una letale fascinazione nella attuale epoca tecno-liquida, tanto da permeare l’educazione sessuale nelle scuole al di là di ogni prudenza.

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Verrebbe da dire: giù le mani dai bambini! Aggiungo quindi che occorre proporre una modalità di educazione sessuale, non tanto gender free, ma soprattutto basata sulle evidenze scientifiche e sulla realtà dei fatti. Educatori, genitori, insegnanti e chiunque si occupi di bambini hanno il diritto e il dovere di essere informati adeguatamente sul tema scottante dello sviluppo sessuale e psicoaffettivo.

Hanno soprattutto il dovere di abbandonare le derive ideologiche e di accogliere la concretezza e la realtà dei dati di fatto.

Riteniamo che la ideologia del gender nel tentativo di combattere autentiche discriminazioni (tentativo del tutto condiviso da noi) nel suo sviluppo abbia generato la più macroscopica discriminazione della nostra epoca: non lasciare liberi i bimbi, obbligandoli a negare, a volte in modo grottesco, la differenza maschile-femminile, attribuendo ogni differenza a una costruzione sociale da abbattere.

Sintesi (non rivista) dell’intervento del Prof. Tonino Cantelmi nella trasmissione “Contro i falsi miti del Progresso” del 1° dicembre 2015

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