C’è il rischio di una Francia islamizzata?

Image by Gerd Altmann from Pixabay

Jean-Louis Harouel, è uno storico francese del diritto, professore emerito all’Università Parigi II (in Italia è stato tradotto il libro I diritti dell’uomo contro il popolo da Liberilibri).

Il presidente francese Emmanuel Macron vuole aprovare una discussa legge sul separatismo. Un tentativo di evitare qualcosa di molto simile a una guerra intestina, una guerra civile ma Jean-Louis Harouel ritiene che non sia solo l’islamismo a essere in gioco, ma anche e soprattutto l’Islam stesso.
La presenza di 7 ai 10 milioni di persone musulmane sul territorio francese, ovvero il 10% della popolazione.

Molti sono africani arrivati dal 1975 grazie alle leggi sul ricongiungimento familiare e purtroppo la Francia ha anche rinunciato, o è stata costretta dai numeri, alla tradizionale assimilazione dell’immigrazione, che chiedeva una adesione piena e incondizionata all’identità francese.

Ma i musulmani non solo hanno conservato la propria dentità ma l’hanno conservata collettivamente, ormai sono una società particolare all’interno della società francese, una società musulmana che vive come in un paese musulmano.

A questi milioni di musulmani è stata data l’opportunità di importare in Francia i modi di pensare e di vivere dei loro paesi di origine. Queste vaste popolazioni musulmane tendono ad avvalersi delle regole stabilite dall’Islam e degli stili di vita da esso prescritti. Ignorando le leggi della Francia, nonché i costumi e le mentalità della popolazione francese, si sentono in terra d’Islam. Su una parte del suolo francese si è formato un paese diverso dalla Francia: un paese musulmano.

L’Islam ha ottenuto soddisfazione per tutte le sue richieste religiose, il vestiario, quelle alimentari e di altro tipo, presentando ogni rifiuto come discriminatorio e chiedendo sistematicamente il rispetto dei diritti fondamentali. E la paura del governo di essere accusato di stigmatizzare i musulmani ha fatto il resto, portando a tutti i regressi e all’abbandono. Il risultato è che la Francia è ora diventata un paese in gran parte musulmano.

Allo stesso tempo, sembra che tutto, come nell’analisi di Kierkegaard sull’antica Grecia, resti in piedi, anche se nessuno ci crede più. È questa la situazione?

In effetti, la sentenza Kierkegaard sullo Stato greco al momento del suo scioglimento può essere applicata all’attuale situazione francese. All’apparenza, la Francia sembra ancora esistere, ma il legame spirituale e invisibile che fondava l’edificio politico e sociale francese è in realtà in gran parte scomparso. Fingendo di essere ancora nella Francia dei secoli precedenti, dove la libertà di pensiero e di espressione non era negoziabile, le attuali autorità francesi non vogliono vedere che la presenza massiccia dell’Islam impedisce alla Francia di continuare con quella tradizione. Perché, una volta che le vaste popolazioni del mondo musulmano che vivono in Francia sono state autorizzate a mantenere la loro identità e la loro civiltà, le loro idee e i loro costumi, non è realistico voler allo stesso tempo esigere da loro il rispetto per la libertà, radicalmente contrario a ciò che professa l’Islam. Infatti, se l’Islam non manca mai di usare l’arma dei diritti umani per costringere i paesi europei ad adottare un profilo basso di fronte alla popolazione musulmana che vi risiede, è radicalmente allergico alla libertà di pensiero e di espressione. Anche tra i musulmani più moderati e concilianti con l’Occidente, la libertà di espressione è problematica. Adottata al Cairo nel 1990, la Dichiarazione sui diritti umani nell’Islam vieta l’espressione di qualsiasi opinione “in contraddizione con i principi della Sharia”, cioè dei testi sacri dell’Islam, costituiti dal Corano e dalla Sunnah (che riunisce le parole e le azioni di Maometto, chiamate hadith).

Lasciamo che la Francia diventi un paese per metà musulmano, ma in un paese musulmano ci sono molte cose che non si possono dire. Le persone di altre religioni, così come gli atei, dovrebbero parlare rispettosamente dell’Islam. Se infrangono questa regola, è a rischio della loro vita, perché il diritto penale musulmano prevede la pena di morte.
Meotti – Il Foglio

Leggi questa nostra richiesta di aiuto...
SOSTIENI GLI AMICI DI LAZZARO E QUESTO SITO.
Abbiamo davvero bisogno di te!
IBAN (BancoPosta intestato ad Amici di Lazzaro)
IT98P 07601 01000 0000 27608 157
PAYPAL Clicca qui (PayPal)
SATISPAY Clicca qui (Satispay)

SOSTIENI INIZIATIVE MISSIONARIE!
Con il tuo 5 per 1000 è semplice ed utilissimo.
Sul tuo 730, modello Unico, scrivi 97610280014

Il mio testamento spirituale (Benedetto XVI)

Lettera ai Senatori e Deputati in merito al disegno di legge su morte volontaria medicalmente assistita