Ceausescu a Timisoara

timisoara-museo-bandiere-rivoluzioneLa rivoluzione a Timişoara

La caduta del regime di Nicolae Ceauşescu è partita da Timişoara, città della Romania occidentale. Il 15 dicembre 1989 le autorità rumene avevano intenzione di espellere dal paese il pastore riformato Lazlo Tőkés, inviso al regime per le sue prediche nelle quali non ometteva denunce al regime e per il suo carisma. Essendo venuti a sapere dell’intenzione delle autorità un gruppo di fedeli si riunì di fronte alla casa dove viveva, in un’area molto vicina al centro città. Le autorità non riuscirono a disperdere i manifestanti e il giorno successivo, il 16, davanti alla casa del pastore si erano radunate centinaia di persone, non solo appartenenti alla comunità ungherese di cui Tőkés faceva parte.

Aiuta con un piccolo contributo
con PayPal Bancomat o Carta di credito:

Nel pomeriggio dello stesso giorno gli slogan a favore della libertà d’espressione religiosa si trasformarono ben presto in slogan contro il regime e le proteste si diffusero in varie aree della città. L’esercito, la polizia e la polizia segreta (Securitate) intervennero per disperdere i manifestanti. Centinaia di persone vennero picchiate e arrestate. Nel pomeriggio del 17 dicembre, però, i cittadini di Timişoara tornarono in piazza. Le forze dell’ordine aprirono il fuoco e vi furono decine di morti. Il 18 i manifestanti si riunirono nuovamente, vi furono nuovi scontri e ulteriori vittime. Il 19 entrarono in sciopero i lavoratori delle fabbriche della città e il 20 questi ultimi marciarono verso il centro città dove il primo ministro rumeno Constantin Dăscălescu, incontrò una delegazione degli insorti. Questi ultimi gli presentarono una lista di richieste, che non vennero accolte. Ma l’esercito, quel giorno, si ritirò nelle caserme e Timişoara venne dichiarata dagli insorti città libera

SOSTIENI INIZIATIVE MISSIONARIE!
Con il tuo 5 per 1000 è semplice ed utilissimo.
Sul tuo 730, modello Unico, scrivi 97610280014