Chi ha creato quegli astri

astriLevate in alto i vostri occhi e guardate: chi ha creato quegli astri? (Isaia 40, 26)

Lei prof, che ne pensa di quello che abbiamo appena visto? Questa e’ la scienza… e la fede? Dove si colloca la fede, quando si entra nel mondo della scienza?

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Sono a Valencia, nella famosa “Città delle Arti e delle Scienze”. Sullo schermo concavo di circa 900 metri quadrati dell’Hemisfèric, è appena terminato un affascinante documentario sulle stelle e chi mi ha fatto la domanda è uno dei miei alunni più svegli.

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Bello, intelligente, spirito indipendente, eppure anche lui fa fatica ad uscire dalla vecchia dicotomia tra scienza e fede. E non è il solo. Basta guardare la storia e subito si capisce che il mio studente è in buona compagnia; anche altri si sono intestarditi nel voler relegare la scienza in una stanza e la fede nell’altra.

L’antica tentazione di chiudere Dio in un tempio, è sempre lì, a portata di mano. Il tentativo di darGli dei “confini” (forse per avere l’illusione di poterLo contenere e capire) non è mai venuto meno.

Si fa fatica a vederLo dappertutto; libero come l’aria e presente come la vita. Eppure quel “Non riempio io il cielo e la terra?” (Gr 23,24) è pieno di Chiarezza Infinita.

Ovunque ci siano stelle, Lui c’è: “l’Altissimo non abita in templi fatti da man d’uomo, come dice il profeta: Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello de’ miei piedi. Qual casa mi edificherete voi? dice il Signore; o qual sarà il luogo del mio riposo? Non ha la mia mano fatte tutte queste cose?“ (Atti 7:48-50)

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In qualsiasi respiro, Lui c’è: “il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell’uomo, né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa” (Atti 17, 24-25)

Ovunque io mi giri, Lui c’è!

Ma non è meraviglioso fare come Dante che, nel XXXIII canto del Paradiso, vede in Dio, il “tutto” dell’universo?

Vedere che, dappertutto, Lui è!

“Nel suo profondo vidi che s’interna,
legato con amore in un volume,
ciò che per l’universo si squaderna”
Proprio lì, dentro Dio, c’è tutto ciò che esiste nell’universo!
“Sustanze e accidenti e lor costume
quasi conflati insieme, per tal modo
che ciò ch’i’ dico è un semplice lume”
Lì, in Dio, Dante ha visto me, te e lui stesso.

Lì, in Dio, Dante ha visto legato con amore, in un volume, ogni galassia ed ogni pesciolino rosso dell’universo; ogni “infinitamente grande” ed ogni “infinitamente piccolo”; ogni… e potrei continuare questo elenco, per almeno un miliardo di pagine.

Lì, in Dio, Dante ha visto l’eternità che è in ogni creatura, tempo e luogo. Tutte le “sustanze e accidenti” dell’universo, erano davanti a lui, collegate dal fantasioso filo conduttore di Dio.

Lì, in Dio, è ben chiaro il salmo 139: “Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti!”

Dentro Dio, Dante ha visto ogni nascita, ogni galassia, ogni nostro tentativo di capire l’universo ed ogni nostra passione per la scienza. Ha visto i miei alunni guardare quel filmato all’Hemisfèric e li ha visti anche nascere e morire. Ha visto le venti piantine di lavanda che ho piantato ieri nel mio giardino ed ha visto il primo bacio di tutte le coppie del mondo. Ha visto la geniale curiosità di Fleming di fronte a quella strana muffa che sarà poi chiamata “pennicillina” ed ha odorato il profumo di tutti i ciclamini esistenti.

In quella luce divina, ha visto l’Alfa e l’Omega di tutto ciò che “è”. Ogni amore, ogni riflessione, ogni campo coltivato, ogni stella, ogni libro, ogni gesto, ogni sinapsi, ogni poeta, ogni scienziato…lì c’era.

Mi mette un entusiasmo addosso, questa cosa che Dio ci circonda e che ogni cosa e tempo e vita, è “Made in God”!!! Ogni minuto è un attimo eterno: ha radici lontane come le stelle ed è proiettato nel futuro del Cielo.

Come posso, quindi, chiedermi: “Cosa c’entra Dio, all’Hemisfèric di Valencia?”

Lì, in quel bellissimo luogo dedicato alla scienza ed all’intelligenza umana, non si può non ringraziare Dio per questi due grandi doni!

 

“Il timore del Signore è il principio della scienza;   gli stolti disprezzano la sapienza e l’istruzione” (Pr 1,7)

“Fino a quando… gli sciocchi avranno in odio la scienza?” (Pr 1,22)

“Perché la scienza vale più delle perle
e nessuna cosa preziosa l’uguaglia”. (Pr 8,11)

La scorsa estate, al mare, un mio alunno venne sotto il mio ombrellone per farmi vedere il libro che aveva acquistato. Voleva farmi leggere le pagine in cui si affermava con sicurezza che, nella Bibbia, non ci sono frasi che esaltino la bellezza dell’intelligenza e della scienza.

“Lei, prof, che ne pensa?”

Che ne penso io?

Che ne pensa Dio!

“Ascoltami, figlio, e impara la scienza;
e sii attento nel tuo cuore alle mie parole” (Sr 16,24)

“Dio…ha fatto piovere la scienza e il lume dell’intelligenza;
ha esaltato la gloria di quanti la possiedono (Sr 1,17) e ha
detto “Di’ alla sapienza: «Tu sei mia sorella»,  e chiama amica l’intelligenza” (Pr 7,4)

Incantiamoci pure di fronte ad un cielo stellato e studiamo anche i buchi neri delle galassie, perchè entrambi i cammini sono belli.

“La fede e la ragione sono le due ali con le quali lo spirito umano si innalza verso al contemplazione della verità” (Fides et ratio, Giovanni Paolo II)

 

Entusiasmiamoci come bambini, di fronte alle leggi dell’universo, afferrando con gioia, qualcosa dell’intelligenza di Dio.

“Il mio lavoro scientifico ha un senso e mi dà gioia quando scopro qualcosa di nuovo e dico fra me: ‘Allora è così che Dio l’ha fatto!” (Henry Schaefer, professore di chimica)

Ed infine, come Dante, diamo anche noi un’occhiata nella luce intima di Dio.

Ci sono due libri che ci aiuteranno a vedere “sustanze e accidenti”: il libro della Natura ed il libro della Bibbia.

Sono libri preziosi, perché entrambi «procedono dallo stesso Verbo divino» (Galileo Galilei, Lettera a Maria Cristina di Lorena, 1615)

da: http://www.intemirifugio.it