Come difendersi dal male che proviene dal diavolo? (Bruto Maria Bruti)

I sacramenti sono forze vive che escono dal corpo di Cristo, essi sono superiori all’esorcismo: l’esorcismo è solo un sacramentale e i sacramentali servono per preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti.
Quando è veramente necessario l’esorcismo? Quando è necessaria, invece, la psicoterapia ?

Piccola appendice sul modo d’agire dello spirito diabolico

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Come difendersi dal male che proviene dalle forze preternaturali? Di fronte al male che proviene dal mondo degli spiriti la terapia non può essere che spirituale.
La migliore terapia, insegna la Chiesa, è la prevenzione la quale consiste nel vivere in stato di grazia: la preghiera ed i sacramenti danno ogni aiuto per combattere contro il male che proviene dagli angeli decaduti.
Ordinariamente, l’influsso nefasto del demonio viene esercitato attraverso le tentazioni mediante le quali il diavolo cerca di ingannare gli uomini facendo loro credere che la felicità si trovi nel denaro, nel potere, nei piaceri momentanei e disordinati della carne.
Inganna gli uomini cercando di persuaderli che non hanno bisogno di Dio e che sono autosufficienti, senza bisogno della grazia e della salvezza. Inganna gli uomini diminuendo e, anzi, facendo scomparire il senso del peccato, sostituendo alle legge di Dio come criterio di moralità, le abitudini o le convenzioni della maggioranza. Attraverso questa continua opera di confusione, cerca di convincere gli uomini che la libertà consiste nel fare quello che si vuole.
In qualche caso l’azione straordinaria degli angeli decaduti può giungere, con il permesso di Dio e dei suoi misteriosi disegni di giustizia e di amore – solo Dio, infatti, può ricavare il bene dal male – ad attuare varie forme di violenza fisica e psichica: la vita di molti santi ha presentato queste modalità straordinarie di violenza demoniaca.
In questi casi, quando l’individuo si è allontanato dalla grazia di Dio o è impossibilitato a pregare e a ricevere i sacramenti, tutti i segni sacri istituiti dalla Chiesa – il segno della croce, le benedizioni, gli oggetti benedetti, l’acqua benedetta, l’olio benedetto, le reliquie dei santi, le immagini sacre, lo stesso suono delle campane benedette, la Sacra Scrittura, gli esorcismi -, il cui scopo è quello di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare le varie circostanze della vita ( cfr Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1677 ), servono per smascherare l’eventuale azione demoniaca e per dare all’individuo la possibilità di utilizzare la sua libertà in modo da poter ricevere l’aiuto della grazia sacramentale ( cfr Presentato dal Card. Medina Estévez il nuovo rito degli esorcismi del – Rituale Romanum -, Un’espressione importante della lotta contro il maligno, L’Osservatore Romano, Edizione settimanale n.6 ( 2952 ), 12 febbraio 1999 p.7 ).
I sacramentali non vanno confusi con i talismani: vanno considerati come preghiere della Chiesa che si concretizzano in un segno, si – incarnano – in un oggetto ( oggetti benedetti ) o usano la materia utilizzata nei sacramenti ( acqua benedetta, olio benedetto ) per chiedere, insieme alla preghiera di tutta la Chiesa, le grazie del sacramento che imitano.
Anche il tenere in onore le reliquie dei santi e le loro immagini rappresenta una forma di preghiera a Dio attraverso la richiesta di intercessione dei Santi: il cristiano non dimentica che il corpo di colui che nella vita terrena fu unito a Dio è stato tempio vivo dello Spirito Santo ( cfr 2 Re 13,20 – 21 2 Re 4, 32 – 37 ; At 19,11-12; Lc 8,44 – 47 ).

Negli atti magici si attribuisce alle parole, al rituale o ai talismani una forza propria che ottiene un risultato concreto. I sacramentali, invece, sono solo forme di preghiera ed il risultato dipende da Dio e dalla disposizione di fede: come in ogni preghiera, Dio interviene ma non sempre secondo la nostra volontà e nella maniera che Egli sa essere più utile per la nostra salvezza. Anche se i sacramentali non sono sacramenti, tuttavia, in quanto segni sacri essi non possono non disturbare l’azione degli Angeli decaduti.
Nei casi di possessione, durante l’esorcismo praticato dal sacerdote autorizzato, è stato spesso interrogato lo spirito diabolico su quali siano i mezzi spirituali più potenti contro la sua azione: “- qual è la preghiera più potente contro l’inferno? Nel nome dell’Immacolata ti ordino di dirmelo! E’ il Rosario?
– No E’ la Messa! Dopo viene il Rosario! – Rispose il demonio valorizzando la santa Messa come preghiera; una sottigliezza impossibile ad un giovane ignorante in campo teologico”
( Arrigo Muscio, Storie di esorcismi, la fossa del leone, p.95 ed. dehoniane, Bologna 2002 )
Quando l’individuo, pur ricevendo i sacramenti con la giusta disposizione d’animo, resta disturbato, bisogna supporre, oltre all’azione degli angeli decaduti, che Dio può permettere in vista di un suo misterioso piano provvidenziale, anche i disturbi della sfera psichica.
Non bisogna confondere la parte materiale della psiche con l’anima. La parte materiale della psiche ( subconscio ) è una sorta di archivio pieno di memorie da cui partono emozioni che non dipendono dalla nostra volontà. La Chiesa cattolica insegna che disagi e malattie di ordine psichico possono essere affrontati e curati con la psicoterapia.
La psicoterapia è per la psiche ciò che la fisioterapia è per l’apparato locomotore: un uomo che è rimasto privo, per esempio, dell’uso della gambe, ha bisogno della grazia di Dio, che è una forza che illumina e incoraggia, che dà la volontà di guarire e dà la motivazione per sopportare, ma ha bisogno anche delle cure e delle fisioterapie adatte per il corpo: lo stesso vale per la psiche.
La psicoterapia, purché sia rispettosa della legge di Dio, ( ed è consigliabile farsi curare da uno psicologo cattolico )- è essenzialmente un processo di crescita, cioè un cammino di liberazione da problemi infantili, o comunque passati, e di promozione dell’individuo alle capacità di assumere identità, ruolo, responsabilità- ( Pontificio Consiglio della pastorale per gli operatori sanitari, Carta degli operatori sanitari, Città del Vaticano 1994, p.77 ).

Lo psichiatra cattolico Ermanno Pavesi, professore di antropologia psicologica alla Gustav-Siewerth Akademie in Germania, ricorda che la teologia cattolica, con il suo discernimento degli spiriti, ha cercato di analizzare origine e natura di certi contenuti psichici che spingono l’uomo ad agire. San Bernardo elenca sei differenti – spiriti – intendendo per spiriti le entità intrapsichiche – che premono sul comportamento umano: lo spirito divino, angelico, diabolico, umano, del mondo e della carne ( intendendo per carne il vasto mondo del subconscio: dalle ghiandole alla parte vegetale e animale della psiche da cui originano sensazioni e fantasie che sfuggono al controllo diretto della volontà e della coscienza, da cui originano immagini che abitano in noi senza che noi ne serbiamo un ricordo cosciente, da cui originano attrazioni, repulsioni, aggressività e affettività che ci influenzano e che non dipendono dalla nostra volontà).
Tra tutte le possibili influenze – naturali, preternaturali e sovrannaturali – è difficile riconoscere il vero movente del comportamento umano o l’origine di certe fantasie e il vero pericolo, dice Pavesi, consiste nel semplificare il problema riducendo tutto a una sola causa. Se gli psicologi materialisti interpretano tutti i fenomeni in modo esclusivamente psicologico, vi è anche il rischio di interpretare in chiave demonologica comportamenti che hanno come movente lo – spirito – umano o lo – spirito – della carne ( cfr Ermanno Pavesi, Magnetismo animale, ipnotismo, psicologia del profondo, in Lo spiritismo, a cura di Massimo Introvigne, editrice Elle di Ci, p.116, nota n.10, Torino 1989).

Piccola appendice sul modo d’agire dello Spirito Diabolico

– Il demonio agisce come un capitano o capo d’esercito, che piantando il suo accampamento e osservando le forze o disposizione di un castello, lo assale dalla parte più debole. Allo stesso modo il nemico della natura umana, girandoci attorno incessantemente, osserva da ogni parte ciascuna delle nostre virtù e quando ha scoperto in noi il lato più debole e meno protetto dalle armi della salvezza, là ci attacca e cerca di riportare su di noi completa vittoria –
(Sant’Ignazio di Loyola )

Scrive Egon von Petersdorff, – ex occultista e parapsicologo convertitosi al cattolicesimo, considerato il più grande demonologo del nostro secolo -:

“ Fantasia, passioni, istinti e memoria sono il campo d’azione preferito dai demoni, perché qui possono operare non avvertiti, in un primo tempo, dall’intelletto e dalla volontà. Così è loro possibile, per esempio, ricomporre in modo nuovo immagini sensibili preesistenti, sopprimendo un particolare, accentuandone un altro: fare insomma, come fa il fotografo quando ritocca le fotografie; non possono però produrre nuove immagini, come per esempio fare apparire nella fantasia di un cieco nato le immagini proprie di chi ci vede.
Possono inoltre attenuare o spegnere la coscienza della colpa, oscurando le immagini corrispondenti impresse nella memoria; viceversa possono suscitare un falso senso di colpa, mettendo in forte evidenza un peccato passato, magari solo immaginario, e stornando l’attenzione dall’idea del perdono già ricevuto con la confessione e la penitenza: ed ecco nascere così scrupoli che sembrano inestirpabili. Oppure possono rievocare e far sorgere dalla memoria, sotto forma di apparizioni fantastiche, le immagini di persone defunte già venerate e così far risuonare nella fantasia voci illusorie, che vengono scambiate per “messaggi dell’aldilà”. Solitamente però questi messaggi ( ed ecco un importante segno distintivo ! ) contrastano, da principio solo un po’ e dopo sempre più spesso e più apertamente, con l’insegnamento della Chiesa.
Ciò può accadere anche nel sonno naturale come pure nel sonno artificiale detto trance: in entrambi i casi dunque fuori dal controllo della mente e della volontà.
Altrettanto si deve dire infine, in modo ancora più particolare, del cosiddetto “subcosciente”, nel quale rientra anzitutto quello che la memoria ritiene sì, ma senza averne chiara coscienza, e poi, (…) tutto ciò (…) che, cacciato via dal piano della coscienza, ha trovato rifugio in un piano inferiore, detto della subcoscienza. Qui i demoni possono lavorare indisturbati, facendo nascere dai desideri ( rimossi: ndr ) (…) dei complessi e facendo poi in modo che questi complessi (…) acquistino sempre maggior risalto, fino allo stadio finale ( e non è caso raro) di una malattia mentale grave (…)-

( Egon Von Pertsdorff, Demonologia, le forze occulte di ieri e di oggi, traduzione di Giuseppe Magna, invito alla lettura di Massimo Introvigne, prefazione di Pietro Cantoni, pp.111-112, Leonardo, Milano 1995 )

“ La semplice tentazione è la forma più comune di cui si serve il demonio per esercitare la sua nefasta azione sul mondo. Nessuno ne va esente (…). Variano le forme, aumenta o diminuisce l’intensità, ma il fatto della tentazione rimane. L’ossessione (…) si distingue per la sua violenza e durata. L’ossessione può essere interna ed esterna. La prima si rivolge alle potenze interiori, in modo particolare all’immaginazione, provocando impressioni intime. La seconda tende ai sensi esterni (…). E’ raro che l’esterna si trovi sola, dal momento che il tentatore mediante i sensi intende turbare la pace dell’anima. Tuttavia le vite dei santi ci offrono esempi in cui ai più furiosi attacchi di ossessioni esterne si accompagnava la più serena pace dell’anima.. (…) L’ossessione interna può prendere gli aspetti più diversi. Alcune volte si manifesterà in forma di idea fissa sulla quale sembrano concentrarsi tutte le energie intellettuali; altre volte in forma di immagini e rappresentazioni tanto vive, che si impongono con la forza delle più toccanti e assorbenti realtà; ora causa una ripugnanza quasi insuperabile per i doveri del proprio stato, ora fa desiderare con ardore ciò che è proibito, ecc.(…) L’ossessione può avere origine anche dalla propensione naturale dell’ossesso che offre a Satana il punto debole per attaccarlo. Questa ragione non vale per le ossessioni esterne, che non hanno nulla a che vedere col temperamento di colui che le patisce; ma è importante per le ossessioni interne, che trovano il terreno favorevole in un temperamento melanconico e incline agli scrupoli, alle inquietudini, alla tristezze. In ogni caso, l’ossessione, per quanto violenta, non priva mai il soggetto della sua libertà, e con la grazia di Dio può sempre essere vinta “
( Antonio Royo Marìn, o. p., Teologia della perfezione cristiana, trad. italiana, pp.389-394, ed. paoline, Cinisello Balsamo ( Milano ) 1987

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