Come riprenderci la privacy?

Viviamo in una società che traccia i nostri comportamenti ed abitudini.
La classica risposta che si riceve parlandone è “non ho nulla da nascondere”.
Il che puo’ essere vero.
Ma attenzione. Un tracciamento pervasivo permette anche la manipolazione di singole frasi o gesti.
Una parolaccia indirizzata in privato a un personaggio in tv.
Un errore alla guida. Un like a un sito sbagliato. Un messaggio inviato nel momento sbagliato.
Perfino l’errore di un figlio o di un parente.
Una amicizia che tempo dopo diventa scomoda. O un vostro errore o vizio di gioventu’.
Tutto puo’ essere ripescato e utilizzato per ricatti, o per favorire o sfavorivi in un posto di lavoro, nella politica, in un processo o sui social.

Tra le minacce piu’ pervasive vi sono sicuramente

1) il tracciamento dei telefoni, delle auto, dei braccialetti wifi, dei pc, e di ogni oggetto che sia collegato ad internet
2) l’auto tracciamento che forniamo dando sui social indicazioni sulla nostra vita, vacanze, acquisti, scelte politiche e sociali, opinioni, religione, status civile.etc.
3) il tracciamento dei nostri acquisti tramite bancomat, applicazioni di pagamenti, acquisti online
4) il tracciamento tramite l’uso degli assistenti vocali (Alexa, Google, Siri, etc)
5) il tracciamento tramite le telecamere pubbliche e private specialmente quelle di ultima generazione che hanno anche il riconoscimento facciale e tracciamento dei comportamenti.

Alcuni di questi tracciamenti in società democratiche o sulla carta tali, non comportano pericoli diretti per la persona.
Ma comportano rischi per la democrazia e per il libero mercato.
Alcune grandi aziende hanno accesso a questi dati o riescono a ottenerli.

Altri di questi dati sono comunque un rischio perchè spesso rimangono archiviati e un malintenzionato puo’ accedervi e usarli contro di voi.

Ecco un po’ di suggerimenti per riprenderci la privacy:

Alternative a Google che non tracciano e non rivendono i dati
(consiglio: disattivate sempre “info posizione” dopo l’uso)
Il migliore che non traccia e non vende i dati è www.duckduckgo.com (anche www.duck.com)

Non usate Alexa e Google Home e tutti i comandi vocali a meno che non abbiano pulsante di accensione.
Anche Bing e Yandex.com (in inglese) van bene, per ora non selezionano contenuti sgraditi a governi e sono meno pervasivi di Google (pero’ vendono e profila i contenuti)

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Alternative a Whatsapp che sono molto piu’ social:
www.telegram.com ottimo, garantisce molta libertà di espressione
www.signal.com (poche opzioni)
www.wechat.com (cinese forse da evitare)


Alternative a Facebook che garantiscono la privacy:
www.mewe.com in grande crescita ottimo futuro
www.vk.com (per ora pieno di estremisti di destra, sinistra, complottisti, etc, ma almeno garantisce piena libertà di parola, sta migliorando la “popolazione”)
www.gab.com (un po’ di nicchia, troppi esaltati, non tutti)
www.minds.com (molto bello e funzonale ma troppo poche persone)


Prudenza anche nell’uso dei tweet….
Da evitare Reddit (allineato alle multinazionali), che non è una alternativa
Per Twitter l’alternativa è www.parler.com


Alternative a Youtube (per spezzare il monopolio Google/Youtube/Android):
www.rumble.com funziona bene e garantisce libertà di espressione (ovviamente la legge va rispettata ovunque, minacce, insulti e istigazione alla violenza sono smpre reati)
Non è una alternativa Twitch che è di Amazon….

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Per proteggerci dai dispositivi, il primo metodo è scollegarli dal wireless, sarebbe bene che i legislatori prevedessero degli interruttori fisici per il blocco del wifi sui vari dispositivi.

Idem servono leggi restrittive sull’uso di telecamere pubbliche.





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