Come si vive l’infanzia nella congregazione dei testimoni di geova (I.Mortari)

IL NATALE E LE ALTRE FESTE

Certo, questo appena trascorso è stato un Natale molto diverso dagli altri, causa Covid; ma voglio parlarne ugualmente per far sapere che invece per migliaia di bambini TdG in Italia e milioni all’estero è stato lo stesso Natale infelice che i piccoli vivono da molte decine di anni.


LORENA G. Pensavo ai bimbi nati in famiglie tdg, che a scuola quando gli daranno come “compito” di scrivere la letterina a Babbo Natale, dovranno spiegare il perché non lo fanno…a volte lottando anche contro i bulli che sicuramente li prenderanno in giro.
ETTORE (pseudonimo). Quando ero bambino e ho perso il primo dentino, ricordo di essermi svegliato nel letto di notte, chiedendomi se sarei morto ad Armageddon a causa del sangue che avevo inghiottito. I bambini non dovrebbero avere paura di queste stupidaggini.

CARMEN L. Inutile elencare le tante attività extrascolastiche che non potevo fare, le torte di compleanno guardate da lontano in classe, il rientro dopo le feste di Natale, che era il momento più brutto, in cui tutti gli amici elencavano i loro regali ed io mi mordevo la lingua e piangevo silenziosamente.

RITA P. Riflettevo….che cosa l’organizzazione geovista mi ha distrutto per sempre? Senza dubbio le tradizioni. Oggi festeggiare un compleanno o il Natale non ha più lo stesso sapore, lo stesso valore. Non ho più addobbato un albero e preparato un presepio; però mi mancano certi riti, specie la magia del Natale. Parlo di tradizione, di riti e magia… quelle cose che il geovismo mi ha sradicato. Gruppo FB Verso il nuovo mondo 12-20


MARCO P. il 2-1-21 sulla sua pagina Facebook ha espresso delle considerazioni che spaziano al di là del Natale, sulla condizione dei bambini TdG all’interno delle congregazioni geoviste.

Indurre i bambini a stipulare un patto per la vita é un gioco crudele dei Testimoni di Geova. Dio ha creato i bambini liberi. Vogliono renderli prigionieri della “meschinità”?
Spegnere le candeline per il proprio compleanno, vivere il Natale, giocare a pallone con gli amici, perdersi nella visione di un cartone animato.
Sono le cose che si fanno quando si è bambini, quelle che si ricordano con più nostalgia quando si diventa grandi. Tutte cose naturali per chi ha quell’età, ma che diventano non normali per alcuni bambini, quelli che per loro sfortuna si sono trovati per genitori dei Testimoni di Geova. I figli dei TdG infatti non possono comportarsi come gli altri bambini, ricevono un’educazione fondata su regole molto precise che impongono tutta una serie di divieti che in una società moderna appaiono perlomeno assurdi.
Sin da piccolo mia madre mi ha inculcato “sani” principi morali secondo il codice geovista.
L’illusione di Geova come carnefice, fondato sul terrore, era una sorta di “grande fratello” sempre pronto a guardare errori, mancanze e dubbi. Il ricatto era sempre lo stesso: “se fai questo, Geova ti distrugge”.
E alla domanda “perché?”, la risposta si riduceva sempre in un “non si può fare”.
Eppure io non sono stato mai un “tdg”, fortunatamente sono stato ribelle e sono riuscito a restare fuori; ma purtroppo gli effetti sulla mia fanciullezza non sono mancati.
Strano per una associazione (non religione) che prevede un battesimo “pro-forma” che ti bolla come testimone di Geova e nel contempo, come dal loro Statuto nascosto, come socio aderente. Lì è prevista una maggiore età, per dare la “possibilità di scegliere”, ma che in realtà fa diventare i bambini piccoli adulti con pensieri seri, costretti a temere una punizione divina sempre pronta a colpire.
È drammatico per noi, allora infanti, essere educati da persone così radicalmente bigotte di una pseudo religione.
No ai compleanni. I figli dei Testimoni di Geova non possono festeggiare il proprio compleanno.
Non spengono quindi le candeline, non mangiano la torta, non ricevono regali.
Non solo. I bambini non possono neanche partecipare alle feste di compleanno dei propri amici.
Così per lo sport, cinema, natale a scuola, e la vita quotidiana.
Il terrore delle “pietre di inciampo” e le cattive compagnie hanno fatto breccia nella mia infanzia ed adolescenza, come di tanti.
Certo essere un tdg è un dramma, ma essere figlio di una mamma tdg come la mia vi assicuro che è stato catastrofico con danni irreversibili che da adulto, nonostante mai battezzato, mi ritrovo ancora gli effetti collaterali.
Quest’anno sono 5 anni dalle dimissioni di mia mamma, ormai è felice e si è ritrovata, fa le torte, l’albero di natale, e tutto il resto, è diventata umana, ma non ripara il passato.
Quei vuoti e danni ormai, generati dal geovismo coatto sia in lei madre/genitore che in me ed in parte nei nipoti sono indelebili.
E’ vero, si recupera, non è mai troppo tardi; e si è recuperato, mia madre felicemente e tra la nostra gioia, ha rigettato un sistema omertoso.
Ma a volte, anche se sono trascorsi 5 anni dalla liberazione, si piange in silenzio, per una infanzia non goduta, come quando ero bambino…..


Alcuni commenti
ANGELA D. Io mi rammarico due volte, per me e per i miei figli; mi è stato negato, ed io ho negato tutto questo ai miei figli; ma ormai è tutto irrecuperabile.
DANY C. Mi hanno rovinato la mia gioventù, senza preoccuparsi di cosa a me piacesse realmente; non potevo ribellarmi perché altrimenti le prendevo e sono andato avanti vivendo sempre nella paura di sbagliare. Adesso mi pesa molto questa cosa, ma ne sono uscito nel 2005: è stato come rivivere, anche se nella mia vita c’è un segno indelebile. 16-11-19 gruppo FB “Emarginazione e Ostracismo quando si esce dal geovismo.”
SANDRO S. Quando frequentavo le elementari c’era un bambino nella mia classe figlio di T.d.G. Parlo degli anni ‘60. I Testimoni erano poco conosciuti e il maestro era completamente spiazzato quando la mamma del bambino imponeva che non gli si facesse cantare l’inno nazionale, canzoni natalizie, compleanni, feste, partitelle e tante, tante altre bagatelle di alcun valore. E il bambino se ne stava desolato in un angolino. Non è forse crudele ubbidire ai “Santi” di Brooklyn ? Ma quel che mi fa più rabbia è che, quando alcune testate giornalistiche ricalcano questi dolorosi avvenimenti che tuttora accadono, si muove l’Ufficio stampa dei Testimoni di Geova ribadendo che sono fatti del tutto infondati e diffusi da un piccolo gruppo di ex Testimoni che si mostrano ostili alla loro ex confessione. Pietosi. 6/1/2020 da Forum infotdgeova

I CARTONI ANIMATI “EDUCATIVI” DELLA “TORRE DI GUARDIA”
Già due anni fa il sito TdGchiedono aveva pubblicato questa notizia: i Testimoni di Geova investono enormi quantitativi di denaro nella realizzazione di cartoni animati con cui indottrinare i bambini. Alcuni di quei video di propaganda sono a dir poco aberranti, come quello intitolato “Ubbidisci a Geova” in cui una madre obbliga il figlio a disfarsi di un giocattolo di un mago guerriero perché «la magia piace a Satana e non a Geova» e i bambini non devono poter giocare «con qualcosa che Geova odia». Già da un punto di vista teologico c’è da rimanere sbigottiti dinnanzi ad una “religione” che ipotizza che Dio possa odiare (per di più, in riferimento ad un semplice giocattolo!), ma assolutamente inammissibili sono i condizionamenti e le manipolazioni mentali perpetrati attraverso questa lunga serie di cartoni (40 finora) che vengono fatti vedere quotidianamente ai piccoli.
In varie occasioni molti esperti di educazione e psicologi hanno notato che tale modo di “educare”, rivolto alle menti indifese dei bambini, può produrre danni psicologici e condizionamenti negativi anche irreversibili.
Perché ciascuno si faccia un’idea personale, propongo di vedere l’ultimo di questi video, “Geova perdona”, link https://www.jw.org/finder?docid=501600114&prefer=lang&wtlocale=I

Quindi consiglio vivamente di seguire la lettura critica che fa del cartone la dott.ssa Grazia Ricci, esperta di condizionamenti settari, nel video “Testimoni di Geova e Compleanni: La disavventura del povero Lele” link https://youtu.be/ph9lfOIi9zk
Questo video è presente nell’interessante canale YouTube “La forza della verità” della psicologa citata.
Per vedere altri cartoni animati geovisti, si può cliccare su
https://www.youtube.com/playlist?list=PLKKIqInDswk3jn9_younL8WNUGeQ7r89c



Alcuni commenti
DOMY C. Povero piccolo! C’è da fare una profonda riflessione sull’effetto del senso di colpa nella crescita emotiva di un bambino. Sarei curiosa di avere il parere di un insegnante in merito.
ILEANA MORTARI Ho letto in Harvey che un aspetto preoccupante è anche il fatto che lo stesso Corpo Direttivo americano interviene attivamente nel privilegiato rapporto fra genitori e figli, imponendo, attraverso varie pubblicazioni, le sue modalità educative, rigide e non rispettose dei reali bisogni del minore.
ESTER M. La parola Geova è ripetuta talmente tante volte che nella mente di un bambino ci deve entrare per forza. Un plagio, un indottrinamento fin dalla più tenera età… allucinante! Sono episodi abbastanza brevi, quelli dei cartoni (circa 2 minuti), ma sono impregnati di tutto quello che basta per fare il lavaggio del cervello a piccole menti acerbe… Io li trovo aberranti!
Inizio modulo
3-6-20 gruppo FB “Emarginazione e ostracismo”




UNA FANCIULLEZZA PERSA, MA UN’ETA’ ADULTA RECUPERATA

LISA R- Per Marco L (pseudonimo) l’esperienza con i Tdg è stata alquanto negativa:

“Ho perso praticamente la mia fanciullezza a studiare la Bibbia e ad andare di casa in casa per le vie del mio paese quando avrei dovuto giocare a pallone con i miei coetanei’ e aggiunge: ‘Per questo ci tengo che si sappia… Non per me, ma per i tanti bambini indifesi che vengono in qualche modo obbligati dai genitori a seguire le rigide regole della religione geovista’. Quando lui ha sentito dentro di sé la volontà e la forza di lasciare quel mondo che non gli apparteneva, ha generato inevitabilmente l’ira soprattutto del padre, noto anziano di Congregazione, anche perché con un figlio disassociato, avrebbe perso molti dei privilegi acquisiti in anni di devoto servizio. “Per circa un anno non abbiamo quasi parlato… Sinceramente per non soffrirne ho cercato di non tenere affatto in considerazione quello che dicevano, anche se è stata molto dura. Praticamente ho tutta la famiglia nei Testimoni. Io sono l’unica pecora nera, nera ma felice”. Da due anni e mezzo, vive fuori dall’Italia e in conseguenza del suo comportamento, ora suo padre è stato ‘declassato’ da anziano importante a semplice declamatore. Ora studia all’Università, ma certamente porta dentro di sé il peso del suo passato. Racconta: “Un padre che NON TI GUARDA neanche più in faccia, che dice che si VERGOGNA di averti come figlio, penso sia una cosa che lascia un segno profondo di tristezza. Io ringrazio di aver sempre avuto carattere e di essere riuscito a costruire una buona stima di me stesso, indipendentemente dai miei genitori. La cosa che mi rende triste è che c’è tanta gente, soprattutto figli di testimoni, che lì dentro soffrono e buttano via la loro vita. In futuro vorrei fare qualcosa di concreto per loro.” 11-12-20 Gruppo FB “Il vero volto del geovismo”


ILEANA MORTARI a Domy che chiede di approfondire l’argomento Bambini 6-1-21 Gruppo “TdG. L’altra verità”, dove si è discusso di un cartone animato di Lele e Sofia.

ILEANA Certo, io ho moltissimo materiale. Ma il 1° scoglio è che queste informazioni DEVONO UISCIRE DI QUI. Non serve a niente che ce le diciamo tra noi, che già grosso modo purtroppo lo sappiamo. Perchè non facciamo che CIASCUNO DI NOI fa vedere questo video ad almeno 10 persone IGNARE nel mese di gennaio, più gli ottimi interventi della Ricci, più altro che trovate di interessante e in febbraio idem e così ogni mese?
Si ripresenta come sempre la constatazione che 59 milioni di italiani IGNORANO TUTTO dei TdG. E invece LA GENTE DEVE SAPERE. E noi dobbiamo rivelare queste nefandezze. Poi ci vogliono degli esperti legali che ci dicano gli estremi necessari per una denuncia. E’ noto che nel 20° secolo si è sempre più sviluppata l’attenzione all’infanzia, sono sorte miriadi di associazioni, gruppi, servizi sociali e altro a favore dei bambini. Perchè non mandiamo a queste sedi, a insegnanti, educatori, assistenti sociali et similia quegli orripilanti video? Vedrete che, almeno per compassione, qualcuno di più si muoverà.

MA SE NESSUNO DENUNCIA NIENTE, abbiamo le mani legate. Lancio una sfida. Oggi è il 6 gennaio, Giornata Mondiale dell’Infanzia. Anche con i limiti del Covid, usiamo telefono e computer e diamoci da fare IN CONCRETO. Lancio lo slogan: MENO POST, PIU’ AZIONE! Tra un anno esatto ritroviamoci nella mia pagina fb e diciamoci che cosa siamo riusciti a combinare o almeno ad avviare. Personalmente non vedo altra strada.
LETI H.. Nel risentire nel cartone quel linguaggio e quella retorica ho pianto come una bambina… ho la sensazione che non ne usciremo mai
ILEANA MORTARI. No invece, ne usciremo se ci diamo da fare in tanti. Coraggio! E’ matematicamente dimostrato che molti ce l’hanno fatta ad uscire dalla gabbia; e allora possono farcela anche altri.

S.MARISA. Grazie Ileana. Chi non è mai stato tdg DEVE conoscere cosa si nasconde dietro ai finti sorrisi dei tdg, dietro la loro facciata di saccenza e di perbenismo. Ti ringrazio di dare voce a chi voce non ha e a quanti non tdg soffrono per aver dentro quella gabbia un proprio caro. Buon lavoro.


IL BENE PUO’ SEMPRE VINCERE SUL MALE
MARIO S. Io mi sono “svegliato” a 40 anni e quello che ho perso ormai è andato, non si torna più indietro purtroppo. Ma per fortuna posso recuperare con i miei figli e finalmente abbiamo festeggiato il nostro primo Natale e ultimo dell’anno come tutti. Vedere la gioia di mia figlia scartare il dono di Babbo Natale è stata una gioia.
MONICA P. 35 anni sotto questi padroni lasciano segni indelebili … certo si può sempre tornare indietro e ricostruire…. ma il dolore riaffiora sempre. La cosa più bella è quella di sapere che ho salvato mia figlia…ed è bello vedere crescere un bambino libero … 
ILEANA MORTARI
La vita offre sempre una 2° o 3° possibilità e io lo posso dire con certezza, perchè conosco personalmente molti ex TdG che si sono rifatti una vita, una famiglia, un lavoro, una cerchia amicale e sociale. Che io sappia, il traguardo massimo è stato raggiunto da Christian Rossi, svizzero, 2 lauree, ora docente di psicologia all’università di Zurigo. Per il momento è un caso unico e anche utopico, ma “a che cosa serve l’utopia?”, si chiedeva uno scrittore, e rispondeva: “ad andare sempre avanti, nonostante tutto”.

CONCLUSIONE
Mai come in questa esperienza che sto facendo da 4 anni vale il detto che non si può fare di tutte le erbe un fascio. Come si è visto da tante testimonianze, c’è chi resta marchiato a vita dalla W.T, ma ci sono anche (e non sono pochi) quelli che se la lasciano completamente alle spalle. Nei prossimi aggiornamenti documenterò le esperienze di uscita positive da me conosciute, che mi auguro vengano ampliate da altre comunicatemi dai lettori. Grazie

Ileana Mortari

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