Cos’è il Matrimonio (schede su matrimonio e convivenza – parte 4)

Il matrimonio tra uomo e donna pone una sfida per i revisionisti

1) Lo Stato ha interesse a regolare alcune relazioni?

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Perché lo Stato non norma le nostre amicizie ordinarie? Perché non prevede azioni civili per chi trascura o addirittura tradisce i propri amici? Perché non ci sono cerimonie civili per la formazione di nuove amicizie o ostacoli legali alla loro fine? Perché le amicizie ordinarie non influenzano il bene comune politico in maniera sistematica, il matrimonio, invece, ha un interesse pubblico di grande rilevanza, come la storia delle culture dimostra, per cui deve essere regolato.

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Le società si fondano sulla famiglia, costruita su matrimoni forti e stabili, per produrre quello di cui hanno bisogno ma che non possono ottenere da sé: persone sicure, cittadini capaci di rispettare le norme (…). Ci sono ampi studi che dimostrano che quando declina la cultura matrimoniale naturale, le spese dello Stato crescono enormemente. Queste le ragioni per cui lo Stato ha un interesse verso il matrimonio che è più profondo di quello che può avere per le amicizie ordinarie.

2) Solo se sono romantici?

La romanticità è il desiderio che porta all’unione fisica e il matrimonio ha molto a che fare con questo. Una volta ammesso ciò, ritorniamo alla questione su cosa sia l’unione fisica. Basta qualsiasi tipo di rapporto fisico? Molti pensano di no. Ma allora perché il sesso è così importante? Qualcuno potrebbe provare complicità e romanticità in altri rapporti, ad esempio con la persona con cui gioca a tennis. Dov’è la differenza dunque? Dobbiamo tornare al coito (…). La ragione per cui il matrimonio tra uomo e donna coinvolge la romanticità è che questa è necessaria a condurre all’unione fisica (…) ma l’unione fisica è possibile solo tra uomo e donna.

3) Solo se sono monogami?

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Supponiamo che tre uomini abbiano una relazione romantica. Cambierebbe qualcosa? (…) Se l’unione tra Joe e Jim deve essere riconosciuta sulla base dell’amore romantico, perché non dovrebbe essere riconosciuta anche quella tra Joe, Jim e John? (…) Solo nella concezione coniugale è chiaro come mai il matrimonio possa essere solo tra due persone: il matrimonio è un’unione che può essere raggiunta solo da due persone perché nessun atto singolo può unire organicamente tre o più persone.

4) Non è solo naturale?

Molti pensano che la tendenza omosessuale sia naturale e voluta da Dio (…). Come una cosa che è naturale e voluta da Dio può essere d’impedimento a una cosa buona come il matrimonio? Non pretendiamo di conoscere la genesi dell’omosessualità, ma la riteniamo irrilevante in questo dibattito. Siamo d’accordo con uno dei promotori dei matrimoni omosessuali, il professor John Corvino: «Il fatto è che ci sono moltissimi tratti genetici indesiderabili. L’alcolismo potrebbe anche avere una base genetica, ma non significa che per questo gli alcolisti abbiano il diritto di bere quanto vogliono. Molti potrebbero avere tratti violenti, ma non significa che abbiano il diritto di esercitare la violenza. Persone con queste tendenze non possono dire: “Dio mi ha voluto così” come scusa per poter agire come vogliono».

Come il professore, nemmeno noi vogliamo paragonare l’omosessualità a queste tendenze. Il punto è semplicemente che non si possono riconoscere le unioni omosessuali come matrimoniali sulla base di ciò che causa l’omosessualità (…). Se scoprissimo una tendenza genetica nel desiderio di avere più partner, questo non potrebbe essere un argomento a favore del riconoscimento legale della poligamia.

La legge sul matrimonio tradizionale impone vedute morali e religiose a tutti?

Questa obiezione è l’ultima per una ragione: finora, come promesso nell’introduzione, si è argomentato per difendere la visione coniugale del matrimonio, rispondendo a molte obiezioni pratiche o teoretiche, senza appellarsi ad alcuna rivelazione né autorità religiosa. Questo riflette la differenza cruciale tra il matrimonio e altre questioni relative al credo e alle pratiche meramente religiose, come la credenza nella trinità o il battesimo (…). Come abbiamo dimostrato, la bontà del matrimonio naturale e il suo apporto al bene comune possono essere compresi, analizzati, e discussi senza argomentazioni teologiche.

di Robert George, Ryan Anderson e Sherif Girgis in “What is Marriage? (Cos’è il matrimonio?)” università americane di Princeton e Notre Dame

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