Custodero e Fabo sono storie totalmente diverse

Cosa è la sedazione profondaLa storia di Giovanni Custodero non e’ la stessa storia di Dj Fabo e la sedazione profonda prevista dalla legge 38 (legge che rimane gravemente ingiusta perchè permette la non idratazione e la non alimentazione, ovvero la morte per fame e e per sete . Nota della redazione) non e’ l’anticamera dell’eutanasia. Fatto salvo il rispetto per entrambe le persone, per la loro sofferenza e per un dolore che evidentemente era diventato insopportabile per entrambi, urge ripristinare la verita’ delle cose e le differenze che separano i due casi”.

Lo precisa la senatrice Paola BINETTI, UDC, per la quale “la sedazione profonda, prevista da ben 10 anni dalla legge sulle cure palliative, si riferisce a pazienti che sono gia’ arrivati al capolinea della loro esistenza e per i quali i farmaci attualmente disponibili non sono in grado di attenuare dolore e sofferenze. È un lungo sonno farmacologico che non accorcia la vita, ma ne riduce il profondo disagio. Lo afferma un parere del Comitato nazionale di bioetica emesso all’inizio della scorsa legislatura e quindi ben prima della approvazione della legge sulle DAT o del caso di Fabio Antonini. La sedazione profonda esisteva come opportunita’ prevista dalla legge prima che Cappato portasse Fabo a morire in Svizzera”. Oggi “con la morte di Giovanni Custodero si sta facendo una grande confusione, assimilando la sua vicenda a quella di Fabo. Li si tratto’ di vero e proprio suicidio assistito, equivalente di una vera e propria forma di eutanasia, in questo caso no. Giovanni- continua la parlamentare centrista- ha fatto ricorso alla sedazione quando era ormai arrivato al suo traguardo: si e’ addormentato dopo aver lungamente lottato. Il suo cancro e’ stato piu’ aggressivo di quanto non potessero combatterlo i nuovi farmaci innovativi in oncologia. Ha lottato per vincere e poi ha accettato un risultato che aveva provato a ribaltare fino alla fine. La comprensione umana e’ per entrambi, ma non bisogna confondere nella testa e nel cuore della gente le due posizioni che restano profondamente diverse. E proprio in omaggio a Giovanni c’e’ da auspicare che la lotta contro il cancro prosegua incrementando i fondi di ricerca e migliorando la qualita’ dell’assistenza”.

NOTA della redazione: l’articolo pur se preso da un comunicato politico non significa un e appoggio ad un partito, ma ha interesse per il contenuto contro l’eutanasia.

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