Ddl Zan. Terragni (giornalista), obiettivo non è proteggere le persone omosessuali o transessuali ma imporre una cultura centrata su un individuo “neutro”

Il Ddl Zan “non si prefigge la protezione delle persone omosessuali e transessuali”; bensì “l’imposizione di una cultura centrata su un individuo neutro, sciolto da qualsiasi legame con il proprio corpo, capace di arbitrio assoluto fino a decidere il proprio sesso”. Ne è convinta Marina Terragni, giornalista e scrittrice. In videocollegamento con la sala Nassiriya del Senato, la giornalista, femminista storica, interviene all’incontro promosso dal network Polispropersona e invita a recuperare lo schema del ddl Scalfarotto-Annibali, “ripresentato anche in questa legislatura e sottoscritto anche dall’on. Zan, nel quale si parlava esplicitamente di transessualità”. Terragni riferisce di aver ricevuto “insulti e minacce” per la sua partecipazione all’incontro odierno, e di sentirsi continuamente dare dell’omofoba per sostenere il ddl Scalfarotto. “Utero in affitto, commercio di gameti, gravidanze e baby trans, trapianti di utero. Tutto questo è ciò che gira intorno a questo tipo di provvedimenti, come dimostrano leggi analoghe in altre parti del mondo”, avverte richiamando un sondaggio realizzato da “La Stampa” lo scorso maggio, secondo il quale “la stragrande maggioranza degli italiani ha espresso assoluta contrarietà all’autodefinizione dell’identità di genere”, concetto che, secondo la giornalista “il ddl Zan vorrebbe viceversa imporre”. “Ben venga una legge contro l’omotransfobia – conclude -, ma no all’imposizione di modelli culturali per via legislativa”.

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