E’ giusto combattere gli orchi (Silvana De Mari)

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Con la nascita di Cristo la storia è cambiata, è stata divisa in un prima e in un dopo. Una donna con un bimbo in braccio cambiano per sempre l’umanità e la storia.
L’etica cambia, e di conseguenza cambia l’epica. Nel poema epico precristiano, Iliade, Odissea Eneide, vengono graziosamente descritti come giusti e normali l’assassinio del bambino e lo stupro etnico. L’ira funesta cantami o diva è il verso che descrive la collera di Achille perché gli è stata sottratta la schiava Briseide: sul suo diritto di mettere le mani sulla schiava preda di guerra non si discute. Astianatte, figlio di Ettore, figlio dell’eroe sconfitto e uccido, di stirpe reale sarà ucciso gettandolo giù dalle mura su consiglio di Ulisse. Anche dopo l’avvento di Cristo bambini saranno uccisi e donne violate, ma sarà fatto con vergogna, senza sbandierarlo, senza scriverlo: non potrà più essere messo nel poema epico.

L’assassinio intenzionale del bambino e lo stupro di sua madre nel poema epico post cristiano è un comportamento che appartiene solo agli orchi. Nel poema epico cristiano è giusto combattere gli orchi, coloro che uccidono intenzionalmente i bambini. Ne Il Signore degli Anelli, e uomini armati di coraggio combattono per il Bene, le Cronache di Narnia, in cui Babbo Natale regala il coraggio ai bimbi, Harry Potter si batte contro i Mangiatori di Morte, perché innocenti non siano uccisi. La storia di Arduin il Rinnegato, signore dell’onore e del coraggio, comincia per l’orrore di bambini assassinati.

Silvana De Mari

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