È la vergogna che permette la redenzione (Silvana De Mari)

Approfitto dell’occasione per rispondere a una domanda che negli ultimi tempi mi fanno in continuazione : come faccio a essere così stronza? Mi scuso per il termine molto crudo , ma sono esattamente queste le sillabe scritte in mezzo alle miriadi di “ti vedrò squartata al tg 1 ( ma perché sempre il TG1?)” e “sei vecchia e sempre più brutta”. Bimbi, ho 65 anni: i 65enni sono così.
Come fai a essere così stronza? Che domanda ridicola. È evidente. Mi alleno. Tutti i giorni e con un determinazione eroica. O avete forse pensato che una stronzaggione di livello professionale come la mia possa essere frutto di solo talento o del caso.
Talento ne avevo poco. Sono nata intelligente e buona: sono stata atea per decenni, femminista, terzomondista, pauperista e entusiasticamente a favore dei diritti della minoranze, tutte, incluse orientamenti sessuali. È con una forza di volontà di acciaio che sono diventata stronza, che ho imparato a decodificare i messaggi nascosti, a capire la manipolazione, il dannato messaggio manipolatorio su cui posa vittimismo cronico: (come puoi essere così cattivo, mi hai fatto la bua al cuoricino) il dannato messaggio della sofferenza. La mistica della sofferenza. Il dolore non annulla la colpa, non la attenua nemmeno. È la vergogna che permette la redenzione. È dalla vergogna che passa la via della vera gloria, che è, appunto, la redenzione, quindi il perdono. Per chi ha dei dubbi, vale la pena di rileggere ii Promessi Sposi, e concentrarsi sul personaggio di Fra’ Cristoforo che è un ex assassino per motivi idioti, e che è arrivato al pentimento attraverso la preziosa vergogna. È ignobile la misericordia low cost senza pentimento, e anzi con ulteriore bagno nel vittimismo, con il carnefice che mentre il sangue delle vittime è ancora caldo mostra il suo cuoricino spezzato: non è stato integrato, non si è sentito amato, compreso. Il dolore, la sofferenza è la trappola della comunicazione manipolatoria. Bisogna allenarsi per non caderci. Tutta la civiltà attuale è basato sul vittimismo e la manipolazione. Un colpevole sofferente è un colpevole, come Don Rodrigo che muore di peste.
Vi porterà a essere schiavi o morti, il delirio che gli uomini siano fondamentalmente buoni e che il dialogo risolva tutto. È falso.
                                  Silvana De Mari

Io mi chiamo Joseph è una storia di accoglienza,
di vite complicate, di rinascita grazie a un bambino.
Da leggere dai 10 anni in su.

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