Errori dei media sulla prostituzione

E’ vero …
arrivano sempre più ragazzine albanesi, moldave e rumene, che in molti casi sono semi consenzienti nel senso che vengono portate in Italia e messe in strada da pseudo fidanzati (come avvenne negli anni 90 con le albanesi) … ma si può considerare “libera” una ragazza di 17-18 anni che si prostituisce da quando ne aveva 13-14 perché viveva in ambienti degradati, magari venduta da famigliari?
E’ libera se dice al suo fidanzato “voglio cambiare” e non può farlo perchè sennò sono botte?

E’ vero
di italiane ci sono solo più le tossicodipendenti e alcune storiche disperate (50-60 anni)…

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Non è vero …
che i clienti stiano aumentando, il “fatturato” nazionale della prostituzione è in calo da anni, causa la crescita di altri vizi come il gioco online, la droga, la crisi economica

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Non è vero …
che i clienti sono quasi tutti padri di famiglia.
La maggioranza è composta da single anche giovanissimi.
Non essendovi stigma sociale, andare “a ragazze” è considerato quasi cosa normale.

E’ vero …
che per le africane lo sfruttamento è sempre altissimo con minacce non sulla ragazza ma sulle famiglie di origine (e questo vale anche per le russe, bulgare, polacche e molte rumene)…

Abbiamo decine di testimonianze che dimostrano che lo sfruttamento è ancora altissimo, più subdolo perchè alle ragazze è dato un tornaconto maggiore (ti sfrutto, ma ti dò il 20%)…il che significa che la ragazza è combattuta tra il volere una vita diversa e le pressioni della famiglia (più o meno ignara) “mandaci i soldi per rifare la casa, per pagare la scuola, per curare i nonnni….”
Da tutta Italia ci arrivano segnalazioni di clienti e ragazze che segnalano situazioni di sfruttamento…

Su Torino e provincia conosciamo annualmente e personalmente circa 800 ragazze…80% sfruttate…

idem su molte zone della Lombardia…

Quello che i giornali possono divulgare è che è inammissibile

“andare con minorenni”

“andare con donne sfruttate”

“andare con donne libere ma che non hanno altre vie di uscita”

“andare con donne che non hanno le risorse culturali per cambiare vita”

Se un cliente ci pensa capisce subito che una donna che abbia un lavoro, una cultura, una famiglia, degli affetti e una vita normale non si prostituirebbe mai, nè in strada, nè altrove.

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