Il coraggio bisogna volerlo (Silvana De Mari)

A chi ha sarà dato
A chi ha sarà dato. A chi ha fede sarà data altra fede, a chi ha determinazione sarà data altra determinazione. a chi ha coraggio sarà dato altro coraggio. Vale per il coraggio la stessa regola che vale per qualsiasi capacità umana ( il coraggio è una capacità, la capacità di pensare in maniera lucida e agire di conseguenza anche in presenza di paura) : è importante la genetica, è importante quello che è successo nella nostra infanzia, ma per il resto fondamentale è l’abitudine. La potenza delle abitudini è enorme, e con l’abitudine ogni capacità diventa più forte. Il nostro cervello è basato sulle abitudini.
Anche l’ansia, mostruosa parola che si autoalimenta e si auto genera, è soggetta all’abitudine e può crescere fino a diventare infinita e devastante.
Il coraggio bisogna volerlo, dichiarare di volerlo e scriverlo.
il coraggio può essere su due linee diverse: quello fisico, e l’altro. Il coraggio fisico a volte ci mette nei guai, persone che ne hanno troppo, motociclisti, atleti metropolitani, spesso pagano con un prezzo alto il loro disprezzo per i dolore. Il coraggio fisico ci permette di imparare a usare i pattini, la bicicletta e sfidare le dittature. L’altro coraggio è quello di andare soli contro tutti. La bellissima fiaba di Andersen, I Vestiti nuovi dell’Imperatore, e il terrificante e geniale romanzo 1984 di George Orwell descrivono lo stesso terrificante fenomeno: la negazione della realtà, quando tutti la negano.
Come diceva la buonanima di Chesterton, insieme a Tolkien uno dei grandi scrittori cattolici inglesi, viene il momento in cui è necessario impugnare le spade per affermare che l’erba è verde.
Questo è il vantaggio di essere uno scrittore fantasy.
Noi abbiamo una certa dimestichezza con le spade.
(Silvana De Mari)

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