Il Ddl Zan in pillole (amare)

QUANTI CASI DI OMOFOBIA OGNI ANNO IN ITALIA?

I casi di omofobia ufficialmente segnalati in Italia e raccolti dall’apposito ufficio interforze (OSCAD) sono 66 in due anni, quindi circa 33 ogni anno. Tanto per fare un esempio, in un anno si contano quasi un milione e mezzo di furti…

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QUANTO RISCHIA OGGI CHI AGGREDISCE UNA PERSONA IN QUANTO OMOSESSUALE?

Chi aggredisce una persona in quanto omosessuale rischia già oggi condanne fino a 16 anni come previsto dalle aggravanti dell’art. 61 del Codice Penale applicate al delitto di lesioni personali. Pene molto alte anche per i casi di diffamazione, calunnia, rapina, violenza privata, maltrattamenti in famiglia, tentato omicidio e omicidio, aumentate di 1/3 per i futili motivi e di un ulteriore terzo se è stata usata crudeltà verso le persone offese. Serve aggravare ulteriormente le pene? Siamo d’accordo. Ma non è giusto farlo favorendo alcune categorie e non altre. Perché picchiare un anziano dovrebbe esser meno grave che picchiare un gay?

LE TRE PRINCIPALI CRITICITÀ DEL DDL ZAN

  1. La legge Zan all’art. 1 equipara il sesso all’identità di genere “percepita”. Questo vuol dire che ciascuno potrà identificarsi come vuole, e questa identificazione dovrà essere riconosciuta ai fini di legge (viene chiamata Self-Id, ovvero basta sentirsi, percepirsi di un qualunque genere, per un tempo indefinito e senza limiti di cambiamenti). Un uomo che si senta donna potrà iscriversi a una gara femminile, o chiedere di essere ricoverato in un reparto femminile, o di essere candidato alle elezioni nelle quote rosa, o se detenuto potrà chiedere di esser trasferito nel reparto femminile. La donna diventa una sfumatura nell’arcobaleno delle 58 e più identità di genere. Contro questa norma si sono espresse le femministe, Arcilesbica e molti anche da sinistra.
  1. L’art. 2 introduce il reato di “istigazione alla discriminazione” che non è in alcun modo definito. Potrebbe essere istigazione alla discriminazione manifestare la propria contrarietà all’utero in affitto, o all’adozione gay, che sono considerati “diritti riproduttivi” delle coppie dello stesso sesso. Oppure potrebbe essere considerato reato usare parole come mamma e papà invece che genitore 1 e 2, ovvero rifiutare le lezioni di GENDER nelle scuole dei propri figli. Un sacerdote potrebbe essere incarcerato per aver semplicemente affermato che i rapporti omosessuali sono peccati mortali. Il titolare di una palestra potrebbe essere accusato di omotransfobia per aver vietato l’uso degli spogliatoi femminili a un maschio che si senta donna. La pena è da 2 a 6 anni di reclusione… Di fatto si tratta di un reato di opinione, che condizionerà ogni libera espressione di un pensiero o di un convincimento morale o politico, o religioso. La presunta scriminante della libera manifestazione delle idee, prevista dall’art. 3, non opera nei casi di istigazione alla discriminazione, e dunque è del tutto inutile
  2. L’art. 7 introduce la giornata nazionale contro “l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia”. Le scuole, nonché le altre amministrazioni pubbliche dovranno promuovere attività e iniziative. Dalla scuola d’infanzia (3-6 anni) fino al liceo, i i bambini e i ragazzi saranno sottoposti alla propaganda invasiva delle associazioni LGBT che avranno libero accesso e potranno diffondere tra i più piccoli l’ideologia GENDER, spiegando che non si nasce né maschi né femmine, che ognuno può scegliere il proprio sesso, che non esistono padre e madre ma genitore 1 e genitore 2 etc… I genitori che rifiuteranno saranno considerati discriminatori e rischieranno il carcere e la revoca della responsabilità genitoriale.

COSA VUOLE DAVVERO OTTENERE IL DDL ZAN?

Il risultato finale che si vuol raggiungere è negare alla famiglia la sua unicità, rispetto ad ogni altra forma di relazione, pur legittima, ma che famiglia non è. Verrà negato il diritto dei nascituri ad avere un padre e una madre certi, imponendoci l’adozione a single o a coppie di uomini o donne e l’uso dell’utero in affitto. Padre e madre vengono di conseguenza considerati termini discriminatori da cancellare dal vocabolario (accade in alcuni paesi in cui esistono leggi simili al DdlZan). Anche la differenza sessuale viene negata. Se chiunque puo’ essere donna, tutti i diritti propri delle donne, dovute alla diversità biologica e compensativi degli impegni della maternità e degli svantaggi dell’essere donna sul lavoro e nella società, vengono minati e perdono efficacia e utilità.
Perfino le leggi sul femminicidio, agevolazioni per l’imprenditoria femminile e altre norme ad hoc vengono minate.
Con il DDL Zan ci perde la società, in libertà di espressione, libertà religiosa, libertà educativa, libertà di parola, libertà di propaganda su temi sociali e politici.

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