La IV Crociata, ferita tra cattolici e ortodossi

iv crociataDal 25 al 29 agosto 2004, a 800 anni dalla Quarta Crociata (1204), storici di tutto il mondo si diedero appuntamento a Istanbul, luogo della sanguinosa battaglia, per il convegno indetto dalla SSCLE (Society for the Study of the Crusades and the Latin East), 2004, dal titolo: “Around the Fourth Crusade, Before and After”. Durante il convegno gli studiosi hanno elogiato il libro di Marco Meschini su questa crociata dal titolo “1204: l’incompiuta. La quarta crociata e le conquiste di Costantinopoli” ( Ancora, pagg. 276, euro 18,50).

Ottocento anni fa la Quarta Crociata conquistò Costantinopoli, capitale dell ‘Impero bizantino. Fu un evento drammatico, spesso evocato fra le ragioni che dividono cattolici e ortodossi. Ma come andarono realmente i fatti? Lo abbiamo chiesto a Marco Meschini, storico dell’Università Cattolica di Milano.

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La conquista di Costantinopoli era negli scopi della crociata?

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Marco Meschini: No. La Crociata era un pellegrinaggio armato finalizzato alla difesa della Cristianità: la riconquista dei Luoghi Santi in Terrasanta oppure la lotta contro i musulmani in Spagna. Nel 1198 Papa Innocenzo III volle appunto una spedizione che riconquistasse Gerusalemme, caduta nel 1187. La deviazione contro Costantinopoli fu dunque qualcosa di eccezionale e non preventivato.

Perché la Quarta crociata rimase “incompiuta”?

Marco Meschini: Quando il corpo di spedizione principale della Crociata si ritrovò a Venezia, nel 1202, mancavano uomini e soldi per andare in Egitto e di là in Terrasanta, come era stato programmato. I veneziani proposero allora la conquista di una città cristiana, Zara, che si era ribellata. Nonostante l’opposizione di molti, i comandanti crociati accettarono per tentare di ripianare i loro debiti. Il Papa poi scomunicò i veneziani e una parte dei crociati

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Marco Meschini: Dopo la conquista di Zara si presentò un giovane pretendente al trono bizantino, Alessio IV, il cui padre era stato accecato e deposto.
Alessio fece questa proposta: se lo avessero aiutato a diventare imperatore, avrebbe estinto i debiti dei crociati e aiutato la riconquista di Gerusalemme. I veneziani e i capi crociati accettarono, trascinandosi dietro quanti non potevano opporsi.

E il Papa?

Marco Meschini: Era contrario, perché la Crociata non doveva immischiarsi nei torbidi affari bizantini. Ma, incapace di far valere la sua posizione, rimase inascoltato. Così, nel 1203, i crociati conquistarono Costantinopoli a vantaggio di Alessio IV.

1203? E allora perché si parla del 1204?

Marco Meschini: Perché Alessio IV non riuscì a pagare quanto promesso e i bizantini lo eliminarono, eleggendo un nuovo imperatore, Alessio V. Egli sfidò veneziani e crociati, ma perse: il 12 aprile 1204, infatti, questi ultimi presero e tennero per sé la capitale, fondando l’Impero latino d’
Oriente.

Si dice che alla conquista sia seguito un orribile massacro.

Marco Meschini: Morti ve ne furono, purtroppo, da una parte e dall’altra. Ma il massacro sfrenato di cui si è troppo a lungo parlato non trova conferma nelle fonti a nostra conoscenza. Soprattutto non c’è traccia della volontà di fare vittime innocenti. La città comunque venne saccheggiata e devastata da un incendio.

E Gerusalemme finì dimenticata?

Marco Meschini: Alcuni crociati, soprattutto quelli che si erano opposti alle deviazioni contro Zara e Costantinopoli, raggiunsero la Terrasanta. Ma erano troppo pochi per ottenere risultati importanti. Tuttavia il loro comportamento cambia profondamente il nostro giudizio su quegli eventi: non è vero che l’Occidente cattolico abbia voluto conquistare la capitale dell’Ortodossia. Fu un grave errore, e anche una colpa, da parte di alcuni, i quali però non avevano titoli per rappresentare il Cattolicesimo intero.

Eppure sembra che gli ortodossi non riescano a perdonare ai cattolici quel disastro.

Marco Meschini: Il problema è duplice. Innanzitutto, i nuovi padroni elessero un imperatore e un patriarca latini, senza tenere conto del fatto che esisteva già un patriarca ortodosso e, soprattutto, che il capo dell’ Ortodossia era proprio l’imperatore. Non furono quindi accettati dai bizantini, anche se alcuni tentativi furono fatti.

E il secondo fattore?

Marco Meschini: Il Papa fu travolto dagli eventi. Innocenzo III non aveva voluto quella strana conclusione della Crociata, eppure Dio – secondo la mentalità medievale – sembrava averla voluta.
Fu così che accettò il fatto compiuto, nella speranza che la Chiesa bizantina si sottomettesse a quella romana. Ma proprio il primato del Papa è una delle questioni più delicate nei rapporti tra cattolici e ortodossi, e la Chiesa bizantina si oppose. L’ unione non può essere imposta, deve essere consentanea e libera.

C’è speranza per il futuro?

Marco Meschini: La completa rappacificazione tra Cattolicesimo e Ortodossia è una delle sfide più alte per la Chiesa del Terzo millennio. Mi sembra che la strada da seguire sia già tracciata: Paolo VI e il patriarca ecumenico Atenagora, nel 1965, hanno revocato le famose scomuniche del 1054, e Giovanni Paolo II, nel maggio del 2001, ha chiesto perdono agli ortodossi per gli eccessi del 1204. Purificare la memoria alla luce della verità e, soprattutto, amare il fratello nella comunione che viene da Cristo è quanto tocca a noi oggi.
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