La legalizzazione/depenalizzazione della prostituzione non favorisce la salute delle donne

Trafficking-593x420Un sistema di legalizzazione della prostituzione spesso ordina controlli sanitari e certificazioni obbligatori solo per le donne e non per gli acquirenti maschile. Esami sanitari o test solo per le donne ma non per gli uomini acquirenti non hanno senso dal punto di vista della salute pubblica perché il monitoraggio delle donne che si prostituiscono non li protegge da HIV/AIDS o da malattie sessualmente trasmissibili. Con questo non voglio sostenere che le donne nella prostituzione e gli acquirenti di sesso maschile devono essere controllati. Si tratta semplicemente sottolineare la duplicità di una politica che implica, “possiamo avere sesso sicuro e l’HIV / AIDS sotto controllo se si esaminano le donne sotto un sistema regolamentato o depenalizzato della prostituzione.” Questa  idea è un mito! Acquirenti maschile possono e originariamente trasmettono malattie a le donne che acquistano. E’ stato affermato che i bordelli legalizzati o altri luoghi di prostituzione controllati “proteggono” le donne attraverso politiche che costringono l’uso del preservativo. In uno degli studi di CATW, le donne americane dedite alla prostituzione intervistate riferivano quanto segue: il 47% affermava che gli uomini si aspettavano sesso senza preservativo; il 73% affermava che gli uomini offrivano di pagare di più per sesso senza preservativo, il 45% delle donne affermava che esse venivano violentate se insistevano con gli uomini  di usare il preservativo. Alcune donne affermavano che in alcuni luoghi ci potevano essere regole per far usare il preservativo agli uomini, ma in realtà, gli uomini comunque cercavano di fare sesso senza. Una donna riportava : « é la regola indossare il preservativo durante la sauna, ma é negoziabile tra le parti. Molti ragazzi si aspettano servizi orali senza preservativo” (Raymond and Huges : 2001) In realtà, la politica che obbliga all’uso del preservativo era lasciata alle singole donne che si prostituivano, e l’offerta di denaro in più costituiva una pressione insistente. Una donna affermava: sarei una di quelle bugiarde se dicessi “oh, io ho sempre usato il preservativo”. Se c’era l’offerta di più denaro, allora il preservativo volava fuori dalla finestra. Io cercavo denaro in più. Molti fattori sono di ostacolo all’uso del preservativo: il bisogno delle donne di guadagnare denaro, il declino delle donne più anziane nell’essere attraenti per gli uomini, la competizione dai luoghi in cui non é richiesto il preservativo; la pressione dei lenoni sulle donne a fare sesso senza preservativo per avere più denaro; il bisogno di denaro per l’uso di droghe o per pagare il lenone, e una generale mancanza di controllo che le donne che si prostituiscono hanno sui propri corpi nei luoghi di prostituzione. Parole simili e situazioni di pressioni simili sono riportati dalle donne in prostituzione in Italia.  Le cosiddette “politiche di sicurezza” nei bordelli non proteggono le donne dai mali. Anche quando i bordelli monitoravano i clienti e utilizzavano video, le donne affermavano che esse erano aggredite dai clienti e, a volte, dai proprietari dei bordelli e dai loro amici. Anche quando qualcuno interveniva per controllare gli abusi dei clienti, le donne vivevano in un clima di paura. Anche se 60% delle donne affermava che i clienti qualche volta erano stati ostacolati mentre cercavano di abusare di loro, metà di queste donne rispondeva che, tuttavia, esse pensavano di poter essere uccise da qualcuno dei clienti (Raymond et al :2002)

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