La preghiera come medicina di tutte le nostre debolezze (Padre Andrea Gasparino)

Luca 22,45 Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. 46 E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione». Allora avviciniamoci bene a questi insegnamenti di Gesù, cercando di ricavare il massimo da quello che Lui ci dice. Luca 22,40 Giunto sul Getsemani disse loro: – pregate per non entrare in tentazione

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Primo insegnamento

La prima legge della preghiera è capire il bisogno assoluto di pregare.

Molto sovente sento delle persone dire: Ma perché pregare?

Il perché l’ha insegnato Gesù con il suo esempio e l’ha insegnato infinite volte col suo insegnamento esplicito.

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Gesù ha insegnato la preghiera come medicina di tutte le nostre debolezze.

Ecco perché pregare: siamo fragili.

Nel testo di Matteo Gesù dirà di più. Dirà: lo Spirito è pronto ma la carne è debole.

Come dire: tu puoi sognare di fare tante cose ed essere tanto forte ma la tua debolezza è più forte dei tuoi sogni.

Siamo impastati di debolezze.

C’è un divario, c’è un abisso tra i nostri desideri e la nostra buona volontà.

La preghiera colma l’abisso.

Divo Barsotti dice: Sentire il bisogno della preghiera manifesta la vitalità di un’anima. Uno dei criteri per giudicare, dice, se un’anima è viva, è se sente il bisogno di pregare perché, se l’ammalato non ha appetito, se non riesce più a mangiare, sono poche le speranze.

Ecco, chi non sente il bisogno della preghiera, è perduto.

Chi non trova il tempo di pregare, non può vivere da cristiano.

Il teologo Karl Barth diceva: Il cristiano nasce e scompare con la sua preghiera. Quando preghi nasce il cristiano, se cessa la preghiera scompare il cristiano.

Secondo insegnamento

Luca 22 41 – Si allontanò da loro quasi ad un tiro di sasso. –

Per pregare è necessario un raccoglimento, è necessario un isolamento; senza raccoglimento non c’è preghiera.

Romano Guardini, nel suo libro “Il testamento di Gesù”, scrive: Così solo l’uomo in raccoglimento è qualcuno. Perché l’io dell’uomo dissipato è qualcosa ma non qualcuno.

Uomini, quanto é importante il raccoglimento, vigilate.
Il raccoglimento non nasce spontaneo: deve essere voluto ed esercitato, occorre creare il silenzio, l’unità interiore per rispondere al richiamo di Dio: Sono qui Signore.

Poi aggiunge: essere presenti è qualcosa di più che stare in ginocchio.
È ascoltare il richiamo di Dio: sono qui Signore
È un atto interiore che si traduce in un continuo, che si traduce in attenzione, nell’essere totalmente presenti.

Terzo insegnamento

L’insegnamento di Gesù sulla preghiera, sempre al versetto 41: si allontanò e, inginocchiatosi, pregava.

Far pregare anche il corpo.

Se prega il corpo, può pregare lo Spirito.
Se il corpo non collabora, disturba la preghiera.

Quando potete, pregate in ginocchio.
Quando siete stanchi, o non potete, anche da seduto.
Puoi pregare se sei seduto, però non esserlo in modo pigro.
C’è il modo di essere seduto da pigri: non aiuta questo la preghiera.
Se sei solo, meglio in ginocchio oppure prostrato profondamente.

La potenza della prostrazione é grandissima, eccita proprio lo Spirito.

Comunque è una regola importantissima della preghiera: far pregare anche il corpo.
Perché se il corpo non prega, ne va della tua preghiera.

Quarto insegnamento

Versetto 42: Padre, se vuoi allontana da me questo calice. Tuttavia, non sia fatta la mia ma la Tua volontà.

Entrare in un rapporto vivo e affettuoso con Dio, affettuoso e ubbidiente.

Qui siamo proprio al cuore della preghiera: quando il rapporto con Dio diventa abbandono, intimità, obbedienza, obbedienza amorosa, siamo alla vetta della preghiera: la preghiera è diventata amore.

La chiamiamo la preghiera del cuore.

Ne parleremo molto della preghiera del cuore.

Mi affretto subito a dire: quando parliamo di preghiera del cuore, non stiamo parlando di preghiera sentimentale.

La preghiera del cuore è l’opposto della preghiera sentimentale.

Il modello perfetto della preghiera del cuore è appunto la preghiera sanguinante di Gesù a Getsemani.

È qui che nascono i frutti della preghiera, i più bei frutti della preghiera. Qui nasce la consolazione dello Spirito.

Luca 22 43: Gli apparve un angelo dal cielo a confortarlo.

La consolazione dello Spirito, lo Spirito che consola Gesù.

Lo sapete? Nel linguaggio di Luca, angelo e Spirito sono spesso sinonimi.

Forse ricorderete in Atti 8 26-40:
26 Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: «Alzati, e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». 27 Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, 28 se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. 29 Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti, e raggiungi quel carro». 30 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». 31 Quegli rispose: «E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. 32 Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo:
Come una pecora fu condotto al macello
e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa,
così egli non apre la sua bocca.
33 Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato,
ma la sua posterità chi potrà mai descriverla?
Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita
.
34 E rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: «Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». 35 Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. 36 Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». 37  38 Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. 39 Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. 40 Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo, predicava il vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarèa.

É probabilmente un accenno alla consolazione dello Spirito Santo, quando Gesù abbraccia in pienezza la volontà del Padre.
Padre Andrea Gasparino

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