La Prevenzione dei Rischi del Viaggio: Analisi e Prospettive per un Ponte Operativo tra l’Italia e la Nigeria

Le ONG intervistate nell’ambito della ricerca sono le più rappresentative all’interno del panorama nigeriano della lotta alla tratta di esseri umani. Nonostante le poche risorse a disposizione e il contesto difficile in cui operano, hanno saputo costruire know-how e strumenti di lavoro relativi al sostegno delle donne sopravvissute alla tratta collaborando anche con partner internazionali. Inoltre, è stato possibile intervistare anche le istituzioni governative che si occupano del fenomeno, in particolare il NAPTIP (National Agency for the prohibition of Trafficking in persons) e la National Commission for Refugees Migrants and Internally Displaced Persons. Sono infine state raccolte testimonianze relative al lavoro portato avanti dalla Edo State Task force, creata dal Governo dell’Edo State nel novembre 2017, che fino al luglio 2019, ha organizzato, in collaborazione con l’OIM, oltre 10000 rimpatri assistiti di Nigeriani dalla Libia.

Una parte rilevante delle interviste è stata dedicata ai cambiamenti registrati nel fenomeno della tratta nel corso degli anni; concorde è la convinzione che sia un fenomeno in continua evoluzione, in cui i trafficanti cambiano strategia, rotte e modalità a seconda delle necessità e delle leggi poste in essere a contrasto della migrazione irregolare e dello sfruttamento.

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Nonostante il grande impegno di tutte le ONG intervistate e del NAPTIP, in cui molti degli sforzi sono dedicati a campagne di sensibilizzazione, si può senza dubbio affermare che tali attività sembrano un’oasi nel deserto. Il contesto in cui operano è caratterizzato da forte precarietà economica e totale mancanza di stabili e reali alternative di vita per le donne a rischio di tratta. La campagna di sensibilizzazione a cui abbiamo potuto partecipare nel corso della ricerca in Nigeria, ad esempio, presso la sede di una scuola primaria e secondaria in un sobborgo di Benin City, nonostante l’impegno profuso sia dal personale scolastico sia dall’organizzatrice, Sister Florence Nwaonuma, Presidente della ONG Fulife, è stata condotta in condizioni proibitive, interessando un numero eccessivo di studenti, senza mezzi tecnici e logistici adeguati alla trasmissione di messaggi importanti e alla loro elaborazione collettiva e individuale. Molte ONG lamentano una mancanza di sistematizzazione e strutturazione di tali momenti, fatti a spot, senza un follow up e una presenza costante dovuta all’assenza di risorse.

Il problema delle risorse è un punto focale: da un lato il Governo nigeriano non finanzia in alcun modo le ONG locali che lavorano nel contrasto alla tratta di esseri umani (come emerso costantemente nel corso delle interviste effettuate), adducendo motivazioni legate alla necessità di avere il controllo sulla spesa e alla nascita di organizzazioni poco trasparenti volte più a ottenere finanziamenti che a realizzare progetti. Dall’altro lato però finanziare direttamente il Governo nigeriano potrebbe non tenere conto dell’alto livello di corruzione presente in alcune delle istituzioni coinvolte, e della minore priorità che il Governo può assegnare alla tratta.

Ulteriore criticità riscontrata è quella per cui le espressioni “tratta”, “traffico”, o “migrazione irregolare” sembrano in alcune situazioni intercambiabili, quando invece sono fenomeni diversi, la cui specificità non va dimenticata. Ad esempio, nel concept note di presentazione della tavola rotonda organizzata dal Senato nigeriano a Benin City in data 26 e 27 febbraio 2018, si legano le espressioni irregular migration e human trafficking, senza una ulteriore specifica delle differenze tra i due fenomeni.

In conclusione, le attività di sensibilizzazione non possono prescindere da un intervento più strutturale che possa contemplare miglioramenti sistemici nei diversi ambiti della vita della popolazione nigeriana che soffrono di gravi carenze: economia, educazione, sanità, pari opportunità. Un esempio per tutti è quello relativo ai progetti di reinserimento socio-lavorativo, portati avanti con molto impegno dalle ONG intervistate: quando si prevede l’avviamento di un’attività come fare a consolidarla senza una rete elettrica che possa garantire continuità nell’erogazione dei servizi alla potenziale clientela?

Rapporto Actionaid “Mondi Connessi, la migrazione femminile dalla Nigeria all’Italia e la sorte delle donne rimpatriate”

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