La storia di Vera: voleva solo trovare un lavoro

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Bucarest-ROMANIA  e Valona-ALBANIA.
Una giovane ragazza rumena di nome Vera, conosce un commerciante albanese che la corteggia e le propone di partire per l’Italia dove lui ha dei contatti e puo’ darle un lavoro.
Dopo averci pensato un po’ su Vera si decide e lascia la Romania dove un qualunque lavoro non le avrebbe dato comunque la possibilità di vivere dignitosamente dato che i salari sono troppo bassi e la vita costa cara.
Si passa per l’Albania e poi la Grecia e infine si arriva in Italia .. ma qui le cose si complicano. Il passaporto sparisce e arrivano le botte del “fidanzato” , <<lavora per me…>>
<<se sarai brava potrai anche mandare qualche soldo a casa…>>.

E comincia un periodo di sofferenze atroci.
Botte a casa dal “padrone”, botte in strada da chi periodicamente la rapina, la picchia…., botte anche dalla “collega” in strada più impaurita di lei che la vede parlare con qualche italiano di “fuga”, “documenti”, “libertà”, se lei scappa anche la sua vicina e “compagna di sfruttamento” subirà punizioni.
Poi un giorno dopo l’ennesima sfuriata e percosse del ” fidanzato” <<non ti dai abbastanza da fare per fare soldi…>> decide di fuggire.
Una amica le parla di associazioni, enti che la possono aiutare e con l’aiuto di un cliente “sensibile” scappa verso la libertà, contatta gli Amici di Lazzaro e grazie alla collaborazione con tante altre associazioni si sta rifacendo una vita, ha i documenti, un lavoro dignitoso , una casa sua e soprattutto ha la serenità dentro.
In Italia di donne e ragazze che vivono la condizione di Vera ce ne sono migliaia. Schiave oggi. Non possiamo tacere.

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