La tratta in Germania: casi studio

Sebbene in Germania siano numerosi i casi di tratta di esseri umani e di sfruttamento del lavoro, le indagini sono sproporzionatamente poche e i giudizi ancora meno numerosi. Il primo caso illustrato di seguito è relativo al settore dei trasporti e della logistica. Il secondo caso riguarda lo sfruttamento nel settore della ristorazione. In questo caso la corte ha emesso una sentenza.

Camionisti filippini

Il caso dei camionisti filippini attira l’attenzione in Germania dall’autunno 2018. Un sindacalista olandese è venuto a conoscenza della situazione di 16 camionisti filippini nello stato tedesco del Nordreno-Vestfalia, durante le indagini sulla tratta di esseri umani contro una compagnia di trasporti danese nei Paesi Bassi. Questa società sembra essere coinvolta in ulteriori casi di tratta in Danimarca. I lavoratori conducenti di camion in Germania avevano un contratto di lavoro con un’impresa di trasporti polacca che aveva fornito loro un permesso di lavoro. Questa impresa sembra essere una società fantasma della citata azienda danese di logistica, che ha fornito sia i lavoratori che i veicoli di traino. Un’impresa tedesca forniva invece i rimorchi. L’appaltatore principale aveva dato istruzioni alla società tedesca, che aveva di conseguenza commissionato la suddetta società danese come subappaltatore. Erano quindi coinvolti un appaltatore principale, due subappaltatori e una società fantasma, tutti collegati tra loro. Nonostante fossero impiegati in Polonia, i camionisti lavoravano soprattutto in Germania ininterrottamente per un periodo da tre a otto mesi. I periodi massimi di guida e di riposo non venivano osservati. Vivevano in due nelle cabine di guida per diversi mesi. La loro retribuzione, che era già al di sotto del salario minimo tedesco, veniva stata arbitrariamente ridotta. Sul posto di lavoro, il regime sanitario era molto scadente. Inoltre, dovevano pagare elevate commissioni di intermediazione per essere assunti come autisti di camion nell’UE e per ricevere i documenti necessari. Queste condizioni di lavoro disumane, l’isolamento, soprattutto a causa della connessione tra lavoro e vita nel camion, insieme alla discriminazione sono indicatori della tratta di esseri umani, del lavoro forzato e/o dello sfruttamento del lavoro.
Finora, le vittime non sono state chiamate a testimoniare dal pubblico ministero. Un’indagine sui reati di cui sopra è essenziale per garantire alle vittime uno status di protezione, compresi il mantenimento, l’alloggio e i permessi di soggiorno e di lavoro in Germania. Le dichiarazioni dei testimoni sono importanti anche per dimostrare gli elementi criminali incentrati sulle vittime. La loro situazione attuale, sia per quanto riguarda i permessi di soggiorno che le condizioni di vita, è vulnerabile. Al momento vengono esaminate opzioni alternative di permessi di lavoro e di soggiorno per loro.

Assistenti di cucina indiani

Nel caso degli assistenti di cucina indiani, i tre imputati avevano impiegato sei uomini in un ristorante indiano, senza permesso di soggiorno né di lavoro, per un periodo di cinque anni. Nonostante il loro soggiorno illegale sul territorio, i lavoratori avrebbero dovuto essere pagati circa 5,50 euro all’ora, secondo il salario concordato collettivamente . In realtà, tuttavia, i lavoratori ricevevano tra i 2 e i 4 euro all’ora. 165 Inoltre, non sono stati pagati i contributi previdenziali. Pertanto l’intenzione dei datori di lavoro era quella di trarre profitto dallo sfruttamento, che in totale ammontava a 53.000 euro. I lavoratori erano in parte alloggiati in un albergo chiuso, dove a volte non erano disponibili elettricità, riscaldamento e acqua corrente. I lavoratori dovevano vivere in spazi angusti, mentre l’affitto veniva detratto dalla loro retribuzione. I datori di lavoro andavano a prendere i lavoratori al mattino e li riportavano di sera. Di conseguenza, i datori di lavoro esercitavano un grande potere e controllo sulla vita dei dipendenti.
Nel 2016, il tribunale distrettuale ha emesso una sentenza sulla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento lavorativo e traffico in sei casi. Due dei colpevoli sono stati condannati a una pena detentiva sospesa, mentre il terzo è uscito è stato punito con una multa. Le loro confessioni sono state considerate una circostanza attenuante. I proventi dello sfruttamento sono stati confiscati. Sussistevano anche gli altri elementi della fattispecie di reato di tratta, vale a dire la locazione di locali e la finalità dello sfruttamento. Di conseguenza, il tribunale ha dichiarato la condotta degli imputati come tratta di esseri umani.

Fonte: Rapporto CILD (Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili) 2019 sulla Tratta

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