La vita non muore

La vita sempre.
In questi giorni di isolamento, passeggiando quasi furtivamente per le strade deserte o ai margini di giardini interdetti e recintati, mi è capitato di incontrare tante,ma proprio tante, persone anziane ,che portavano a spasso il loro cane. Non ho mai visto tanti cani in giro come in questi giorni. Mi piaceva e commuoveva la tenerezza e la familiarità con cui li trattavano. Parlavano con loro come si parla a un confidente, affidando loro la pienezza e la tenerezza dei loro sentimenti e delle loro nascoste,eppure intuibili, preoccupazioni, sofferenze e solitudini. E i cani comprendevano e rispondevano con occhi lacrimosi, che trasmettevano un messaggio che andava al di là di quanto io potessi comprendere o intuire. Eppure sapevo che quella non era una relazione naturale, anche se vera e bella. Le persone abbiamo bisogno di persone, che ci abbraccino, ci prendano la mano, stiano vicini ai nostri silenzi, ci diano una manata sulla spalla nelle nostre paure, sappiano scorgere e tergere le nostre lacrime più segrete.

Mi venivano negli occhi e nel cuore le centinaia di persone che morivano nelle case di riposo o nelle corsie degli ospedali, senza la vicinanza e la carezza di un parente, di un amico. Senza neppure la santa unzione con l’olio Benedetto, che conforta e apre lo sguardo e il cuore alla visione di una vita nuova, che è luminosa e non finisce mai .e quelle teorie di camion militari che trasportavano, non si sa per dove, i nostri morti. Il cuore si abbandonava alla tristezza, e gli occhi si inumi divano di qualche lacrima furtiva e pudica.

Eppure la risposta arrivava, a volte, improvvisa e luminosa: un giovane papà gioca con i due suoi piccoli bambini, li solleva in alto, diventa per loro cavalluccio a dondolo, si rotola con loro sull’erba fresca, offre loro il mondo, la vita. Oppure una giovane mamma spinge la carrozzina della sua bimba. Ha la luminosità e la dignità di chi dona la vita, la sublimità dell’amore donato, la consapevolezza affascinante di essere amata. E il vecchio, anche se non sa chi siano, sorride con gioia interiore e comprende di non essere vissuto invano. Riprende serenamente il suo cammino, che non ha fine, perché la vita non muore.
Don Benito Rugolino

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