Le origini occulte delle pratiche olistiche (seconda parte)

holistic-health-program2La piu’ diffusa delle medicine alternative alla medicina tradizionale e’ l’omeopatia: e’ difficile trovare in Italia una casa in cui non sia entrato un flacone di gocce o pillole omeopatiche, come non esiste ormai nel nostro paese farmacia che non venda e che non proponga con insistenza crescente i prodotti omeopatici.

Fare una breve analisi della medicina alternativa più diffusa nel mondo occidentale non è cosa facile: si rischia di andare controcorrente e di rivelare aspetti assolutamente sconosciuti alla stragrande maggioranza delle persone.

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In passato ho assunto prodotti omeopatici, quando la medicina ufficiale non aveva risolto alcune manifestazioni dolorose che mi affliggevano. Talvolta sembravano funzionare, talvolta no. Poi ho voluto saperne di più, e le scoperte che ho fatto mi hanno obbligato ad una scelta: ora non faccio più uso di prodotti omeopatici. Faccio ricorso alla medicina ufficiale e, quando possibile, per lievi problemi di salute, mi affido ai prodotti naturali, facendo uso di erbe officinali.

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Parlando con altre persone, ho scoperto che molti sono convinti che l’omeopatia (come pure i fiori di Bach e le altre forme omeopatiche) sia semplicemente una medicina naturale, e che i prodotti omeopatici siano solo degli estratti di erbe officinali. Vorrei perciò chiarire brevemente questo “qui pro quo”.


Origini

L’omeopatia fu fondata da Samuel Hahnemann (1755-1843). Egli era affiliato ad una loggia massonica, ed era amico di Mesmer, uno dei maggiori oppositori della fede cristiana e ideatore dell’ipnosi e del “magnetismo animale”.

La sua vita fu segnata da molte disgrazie e lutti familiari per cause non naturali (due figlie furono uccise, un’altra morì in circostanze inspiegabili e l’unico figlio scomparve misteriosamente).

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Hahnemann non era soddisfatto dei risultati della medicina tradizionale, perciò decise di voler trovare egli stesso la ragione delle malattie ed una loro possibile soluzione.

Egli arrivò all’ipotesi che il male era prodotto da una “potenza spirituale nemica”, e che le malattie potevano essere guarite proprio grazie a quelle sostanze, diluite, che le avevano generate. Stabilì perciò il principio della “similitudine”, che afferma che “il simile guarisce il simile” (similia similibus curentur). Ma questo principio non era affatto una scoperta: in Tibet, in Cina ed in Arabia era già conosciuto da secoli.
Nome e principi

L’etimologia del nome “omeopatia” viene dal greco “homoion” (simile) e “pathos” (malattia).

Questa cura consiste nel curare il malato con un medicinale che produrrebbe in un essere sano gli stessi sintomi della malattia. Questo è il primo principio: il principio della similitudine.

Il secondo principio: la diluizione. Il principio attivo che produce la malattia deve essere diluito per avere la minore concentrazione possibile, perché una dose infima possiede delle virtù guaritrici maggiori. Questa diluizione viene indicata con la lettera D, seguita dal numero di diluizioni in 9 parti di alcool. Ad esempio una diluizione D20 equivale ad un litro di principio attivo versato nella totalità d’acqua del nostro globo terrestre.

Hahnemann stesso affermò che a partire dalla diluizione D30, non esiste più una sola molecola di principio attivo nel prodotto omeopatico. Secondo lui, la materia viene ridotta alla sua sostanza intrinseca e pura ed assume il suo potenziale spirituale.

Terzo principio: processo di scuotimento. I prodotti omeopatici, non hanno secondo Hahnemann un effetto chimico, ma un effetto dinamico, perché entrano in gioco delle forze esterne. Bisogna perciò “dinamizzare” il prodotto tramite lo scuotimento: la “forza cosmica” viene così trasmessa da chi prepara il medicinale al prodotto stesso, in modo misterioso.
Cos’è in realtà?

La nozione di forza cosmica, di potenza dinamica, di armonia con l’energia terrestre, rinvia ad una visione del mondo di tipo occulto: parlano in questi termini anche la magia, lo yoga, la radioestesia, l’antroposofia, e in generale tutto il movimento New Age. Infatti il linguaggio di Hahnemann è molto simile a quello degli yogi e dei guru orientali: questo dimostra ampiamente che l’omeopatia si basa principalmente sulle filosofie orientali.

Nell’omeopatia c’è veramente la dottrina della spiritualizzazione della materia, perché la forza guaritrice è di tipo spirituale e non chimico.

La cosa sorprendente è che Hahnemann ha affermato egli stesso di aver ricevuto il suo metodo curativo grazie alle rivelazioni spiritiche (cfr. Larousse du 20 siècle, ed. 1930), ma nessuno ci ha fatto caso. Nelle opere che ha scritto ha rivelato una grande avversione per Gesù Cristo, e una grande stima invece per Confucio.
Ragioni del successo

L’omeopatia ha avuto un grande successo nel mondo occidentale, dovuto alla sfiducia progressiva per la medicina tradizionale.

Innanzitutto bisogna chiarire che l’omeopatia non ha alcun effetto sulle malattie gravi; i prodotti omeopatici vengono prescritti solo per lievi affezioni.

Il prodotto omeopatico ha quasi certamente un effetto “placebo”, in cui la guarigione o l’attenuazione del male dipende dalla convinzione del malato. L’effetto sul malato è di tipo psichico e non certo chimico. [N.d.r.: recentemente questa posizione è stata ribadita pubblicamente anche da Piero Angela, autore della serie di trasmissioni scientifiche Superquark.]
Come comportarsi?

Un cristiano deve curarsi con preparati omeopatici? Sicuramente dobbiamo documentarci: non possiamo classificare in modo acritico ogni metodo di guarigione come occulto, ma non dobbiamo neppure chiudere gli occhi su fatti lampanti ed allarmanti.

Se una certa pratica affonda le sue radici nella superstizione, o nell’esoterismo (anche quello di provenienza “religiosa” orientale), come nei casi che abbiamo appena visto, faremmo meglio ad astenercene. Abbiamo anche ragione di allontanarci immediatamente da qualsiasi medico omeopata che faccia una diagnosi grazie al pendolino.

Il mondo ci spinge a ricercare la salute con qualsiasi mezzo: ma la Bibbia ci insegna che in ogni situazione dobbiamo ricercare innanzitutto il pensiero di Dio e la Sua volontà.

Certamente la fede in Dio ci deve portare ad usare la vera scienza, fatta di prove e controprove, e non di teorie o ipotesi pseudoscientifiche.

da: altervista.org