Lo sfruttamento lavorativo dei minori, anche italiani

Nel mondo, secondo le stime condivise da OIL49 e relative al quinquennio 2012-2016, 152 milioni di bambini e adolescenti (di cui 64 milioni femmine e 88 milioni maschi) sarebbero vittime di sfruttamento lavorativo, per un rapporto di 1 minore sfruttato ogni 10 minori, e quasi la metà sarebbe coinvolta in attività lavorative particolarmente a rischio per la salute del ragazzo. In Italia, il lavoro minorile sfruttato riguarda sia minori di origine italiana sia minori stranieri. Nel 2017 sono stati registrati 220 illeciti riguardanti l’occupazione irregolare di bambini e adolescenti e, confermando quanto riscontrato già nel 2016, oltre il 70% delle violazioni riguarderebbe il settore terziario in cui si producono o forniscono servizi. In particolare, 98 violazioni hanno riguardato minori, sia italiani che stranieri, coinvolti nei servizi di alloggio e ristorazione, a seguire 34 violazioni facevano capo a minori che hanno lavorato nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, 25 nel settore agricolo e altri 25 in quello delle attività manifatturiere.

Le violazioni rimanenti riguardano minori impiegati nell’attività artistica, sportiva, di intrattenimento e divertimento, nell’edilizia, nel settore del noleggio, delle agenzie di viaggio, dei servizi di supporto alle imprese, in attività professionali, scientifiche e tecniche e nei servizi di trasporto e magazzinaggio.

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Anche lo sfruttamento dei minori è perpetrato indistintamente dal Nord al Sud Italia. Secondo i dati 2017, la maggioranza delle violazioni sono state segnalate in Lombardia (73), Puglia (69), Campania (12) e Emilia Romagna (11). Anche in questo caso, ci troviamo di fronte alla punta di un iceberg di un fenomeno sommerso e non rilevato.

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