Lotta culturale ai predicatori d’odio

Alexandre del Valle, saggista e analista francese, sui media francesi rileva che i social network bloccano politici occidentali ma si girano dall’altra parte sui regimi islamici:
– Recep Tayyip Erdoğan (17,3 milioni su Twitter, 10 milioni su Facebook),
ha insultato Emmanuel Macron, ha minacciato i paesi dell’Unione Europea (Austria, Francia, Grecia, Cipro), nega il genocidio armeno, ha combattuto i curdi in Siria e Iraq, sostenuto i jihadisti di Siria e Libianel e nel Karabakh in Armenia, ha sostenuto Daesh, sta reislamizzando la Turchia dopo decenni di laicità.

– Ramzan Kadyrov , il raiss della cecenia (400.000 su Facebook), che sui social ha giustificato la strage di Charlie Hebdo,
– L’ayatollah Khamenei, su Twitter ha invocato l’eliminazione di Israele e sostiene la diffusione della sharia.
– Mahathir bin Mohamad, (4 milioni di follower su Facebook e 1,3 milioni su Twitter). Il 29 ottobre 2020 scrisse che “i musulmani hanno il diritto di uccidere milioni di francesi” (commentando la decapitazione di Samuel Paty)
Il suo account è funzionante…. nessun blocco.
– Mohamed al-Arifi (25 milioni di follower) che giustifica il diritto di picchiare la moglie
http://www.freedomisknowledge.com/otw/howtobeatyourwife.html
– Youssef Al Qardaoui (642.362 su Facebook),chiedeva l’uccisione di apostati, ebrei, omosessuali, adulteri, sostenitore dei kamikaze
– Hani Ramadan, fratello di Tariq, che sostiene la lapidazione ed espulso dalla Francia.
– Tareq al-Suwaidan, il predicatore bandito dal Belgio, dagli Stati Uniti e dall’Italia per le sue idee.
Ma vi sono decine di altri dittatori e predicatori d’odio ben saldi nei loro profili.
Magari è una svista. Magari sono i loro dollari. Magari è che usano il diritto occidentale per minare dall’interno la società occidentale.

Bisogna lottare culturalmente contro tali personaggi.
Bisogna lottare spiritualmente, con la preghiera e l’annuncio del Vangelo, unico vero antidoto al male.

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