Misure per la riapertura delle strutture educative in Belgio (Comunità francese)

Fase di emergenza. In Belgio, in seguito alla diffusione del Covid-19, il Consiglio nazionale per la sicurezza ha stabilito le priorità per la sicurezza del Paese e ha elaborato un piano d’azione. Il 17 marzo, il Governo federale ha deciso il lockdown fino al 4 maggio. Nella Comunità francese, durante il lockdown, ossia fino al 3 maggio compreso, i centri di cura per l’infanzia hanno fornito un servizio alle famiglie che lavorano nei cosiddetti settori “essenziali” (assistenza sanitaria, distribuzione, ecc.) e a quelle che non avevano altre soluzioni per la cura dei propri figli se non quella di affidarsi ai nonni (pubblico fragile), o alle famiglie che si trovavano in particolari situazioni di disagio sociale.

Fase di progressiva riapertura (1). Dal 4 maggio, tutti i bambini, senza distinzioni, possono frequentare il proprio centro per l’infanzia (eccetto i bambini che presentano segni di malattia). I genitori non sono tenuti a fornire giustificazioni o pagare un contributo finanziario per i giorni di assenza fino al 17 maggio 2020 compreso. Dal 18 maggio 2020, i centri per l’infanzia hanno avuto la possibilità di richiedere un contributo finanziario ai genitori, indipendentemente dal fatto che il minore frequentasse il centro, sulla base delle condizioni del contratto redatto al momento dell’iscrizione. Fino al 18 maggio, le strutture per l’infanzia hanno potuto beneficiare di un contributo finanziario per evitare la chiusura o il fallimento. A seguito della decisione del 15 maggio 2020 da parte del Consiglio di amministrazione dell’Ufficio per la nascita e l’infanzia, è stato possibile, per il periodo dal 18 maggio al 31 agosto, modificare, per tutte le strutture di cura per l’infanzia, i motivi delle assenze e ridurre l’onere finanziario sui genitori in tre casi: 1) quando la situazione finanziaria dei genitori è peggiorata a partire dal 14 marzo. Tra i casi contemplati vi sono: un significativo calo del reddito, uno stato di disoccupazione temporanea per cause di forza maggiore o ragioni economiche, la perdita del lavoro, la cessazione dell’attività, il congedo parentale “corona”, ecc.; 2) quando vi sono giustificazioni di tipo sanitario, tenendo conto dei casi di persone a rischio di Covid-19, sulla base delle prescrizioni delle autorità sanitarie, nelle famiglie in una situazione di quarantena; 3) quando vi sono difficoltà organizzative da parte dei genitori nella gestione dei minori, come ad esempio la circolazione dei bambini con disabilità a causa delle difficoltà logistiche dei servizi di supporto o, in generale, l’incapacità dei genitori di prendersi cura dei propri figli da soli. In questi casi, è previsto un contributo da parte dell’Ufficio per la nascita e l’infanzia per supportare la partecipazione finanziaria delle famiglie, sulla base del contratto, fino a un importo massimo di 16 € al giorno.

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Fase di progressiva riapertura (2). La circolare 7599 del 27 maggio 2020, contenente le indicazioni per le scuole materne e primarie, fa seguito alla decisione del Comitato di concertazione (CODECO) che ha avviato una nuova tappa nel piano di ripresa progressiva delle lezioni per questi livelli di istruzione (il piano corrisponde a una logica evolutiva e non definitiva). La nuova tappa decisa dal CODECO è l’ultima prevista per questo anno scolastico. È tuttavia sempre possibile recedere dalla decisione presa se la situazione sanitaria lo dovesse esigere.
Il CODECO ha basato la sua decisione sull’ultimo rapporto del gruppo di esperti per la fine del lockdown (GEES), istituito dal Governo federale.
Per quanto riguarda la riapertura degli istituti, il Consiglio nazionale di sicurezza prevede due fasi:
• a partire dal 2 giugno, tutte le classi della scuola materna possono riprendere a tempo pieno;
• a partire dall’8 giugno, tutte le classi della scuola primaria possono riprendere a tempo pieno.
Gli enti organizzatori dell’offerta scolastica, in base alle loro realtà locali possono decidere di differire o adattare questa nuova tappa di ripresa delle lezioni. Per quanto riguarda il servizio di “garderie” (accoglienza e cura) degli alunni, la mattina e la sera, questo è garantito per le fasce orarie previste in tempi normali dagli istituti e dal personale dedicato, nel rispetto delle norme di sicurezza descritte in precedenza.
La nuova circolare 7599 summenzionata fornisce tutti i dettagli per la riapertura degli istituti di questi due livelli educativi. Qui di seguito ne diamo una sintesi.
Innanzitutto, la circolare precisa che le regole di sicurezza possono alleggerirsi alla luce delle nuove informazioni sui rischi e sul ruolo dei bambini nell’epidemia da Covid-19, ossia che non esiste alcuna prova, al momento, che i bambini siano un veicolo di contagio, ma semmai il contrario, e che, invece, la non scolarizzazione ha un impatto certo e importante sullo sviluppo generale, mentale e sociale dei bambini e delle loro famiglie. Fa riferimento anche all’esperienza di altri Paesi che hanno riaperto le proprie scuole dell’infanzia e primarie senza registrare un aumento significativo del contagio (per esempio la Danimarca). Ciò nonostante le scuole devono attenersi a un protocollo sanitario definito per garantire sicurezza e poter agire rapidamente in caso di malattia di bambini o personale scolastico.

In questo nuovo contesto, gli esperti del GEES hanno formulato pertanto nuove raccomandazioni meno rigide per gli alunni delle scuole materne e primarie rispetto a quelle stabilite nella circolare precedente (7550) che, invece, rimangono valide per le scuole secondarie. La scelta di concentrarsi su questi livelli si spiega con il minor rischio epidemiologico che presenta il ritorno a scuola dei bambini di questa fascia di età, sia tra di loro che nei confronti degli adulti; si spiega anche per il maggiore impatto del lockdown sulla salute mentale degli alunni più piccoli.
In seguito, la circolare stabilisce i seguenti principi generali (sintetizzati qui di seguito): 1) distanziamento sociale che resta essenziale e che deve essere rispettato per quanto possibile tra i membri del personale e tra i membri del personale e i genitori; 2) mascherina che non è più consigliata per gli alunni, né della materna, né della primaria. Nella scuola materna, non è più consigliata nemmeno per il personale che ha contatti con i bambini. Rimane sempre fortemente raccomandata nei contatti tra adulti; 3) igiene delle mani in più occasioni e ripetutamente durante la giornata; 4) sapone, gel idro-alcolico, fazzoletti di carta: tutte le scuole devono averne a disposizione per alunni e personale; 5) pasti: i pasti caldi non devono essere serviti nel refettorio. Da preferire pasti freddi serviti in classe; 6) accesso ai bagni controllato in modo da evitare assembramenti; 7) particolare cautela riguardo alle persone che presentano segni di malattia e che devono assolutamente restare a casa. Può essere previsto uno spazio attrezzato con termometro digitale a distanza.
Per quanto riguarda le misure specifiche relative all’insegnamento, si stabilisce che il gruppo classe sia considerato una “bolla di contatto”. Ciascun gruppo può superare i venti alunni. Dal momento in cui la bolla è costituita, si deve fare in modo di mantenerla fino alla fine dell’anno scolastico. Il gruppo classe può avere dei contatti con diversi adulti, ma cercando di limitarne il numero. Il distanziamento non deve essere più applicato ai bambini, né tra di loro, né con l’insegnante. Durante la ricreazione, gli alunni giocano il più possibile per “bolle di contatto”.

Fonte: Indire, “Misure per la riapertura delle strutture per l’educazione e cura della prima infanzia nell’emergenza Covid-19 in alcuni paesi europei”, Firenze 2020.

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