Misure per la riapertura delle strutture educative in Finlandia

Fase di emergenza. Il Ministero finlandese dell’istruzione e della cultura, il Ministero degli affari sociali e della sanità e l’Agenzia nazionale finlandese per l’educazione sono i soggetti che hanno redatto le indicazioni su come gestire il settore dell’educazione e cura della prima infanzia nella crisi causata dalla pandemia da Covid-19.
Le raccomandazioni per l’educazione e cura della prima infanzia e per l’istruzione preprimaria prevedevano che le strutture di accoglienza fossero mantenute in funzione. Tali servizi hanno quindi garantito l’accesso ai figli di coloro che sono impiegati in settori essenziali per il funzionamento della società e hanno consentito ai genitori di lavorare. Tuttavia, il Governo ha raccomandato che, ove possibile, i bambini fossero tenuti a casa. La maggior parte dei bambini finlandesi è infatti rimasta a casa durante la crisi.
Un recente decreto ha stabilito, inoltre, che alcuni bambini che frequentano l’istruzione preparatoria all’istruzione di base hanno diritto all’insegnamento in presenza. Si tratta degli alunni provenienti da contesti migratori (circa 3000) a cui viene rivolta una particolare attenzione per quanto concerne lo studio della lingua finlandese e svedese e l’acquisizione di competenze per l’istruzione preprimaria e per la scuola dell’obbligo. L’obiettivo è fornire supporto agli alunni i cui genitori non sono sempre in grado di aiutare i propri figli nella didattica a distanza.

Fase di progressiva riapertura. In base alla valutazione delle autorità sanitarie, il Governo ha deciso, tra la fine di aprile e gli inizi di maggio, di revocare molte delle restrizioni previste per il settore educativo durante la prima fase. Nel comunicato stampa del Governo si afferma che l’esperienza internazionale e nazionale ha dimostrato che i bambini non sono essenzialmente una fonte di infezione da coronavirus. Pertanto, viene stabilito che l’apertura delle scuole è sicura sia per gli alunni che per il personale e non vi sono più motivi per prolungare le restrizioni precedenti previste dal Decreto sull’applicazione dei poteri di emergenza concernenti il settore educativo.
Tale decisione è stata presa prima della fine di aprile per quanto riguarda il settore dell’educazione e cura della prima infanzia, dell’istruzione primaria e secondaria inferiore; e successivamente, il 6 maggio, per tutte le altre scuole.
Per il settore dell’infanzia, dell’istruzione primaria e secondaria inferiore, l’insegnamento in presenza, per tutti e senza le restrizioni previste nella fase precedente, è ripreso il 14 maggio 2020, se pur in maniera controllata e con maggiore attenzione alla sicurezza. Le autorità locali non possono quindi decidere autonomamente di chiudere le scuole, né di organizzare l’insegnamento solo sotto forma di didattica a distanza.
Le indicazioni date dagli organi centrali ai soggetti che gestiscono i servizi educativi e le scuole si basano essenzialmente sul fatto che nessun bambino o adulto dovrebbe frequentare le strutture prescolari e scolari se presenta sintomi che indicano una possibile malattia. Inoltre, i momenti dedicati alla ricreazione e ai pasti scolastici devono essere organizzati con la classe/gruppo di alunni.

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Fonte: Indire, “Misure per la riapertura delle strutture per l’educazione e cura della prima infanzia nell’emergenza Covid-19 in alcuni paesi europei”, Firenze 2020.