Modalità e motivi della presenza in Italia della comunità indiana in Italia (2019)

Si può analizzare la tipologia dei permessi di soggiorno di cui erano titolari, al 1° gennaio 2019 e 2018, i cittadini della comunità indiana e il complesso dei cittadini non comunitari, distinguendo tra “permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo” (rilasciati a tempo indeterminato) e permessi di soggiorno soggetti a rinnovo. Si conferma il processo di progressiva stabilizzazione della comunità indiana in Italia con l’aumento costante della quota di titolari di un permesso per soggiornanti di lungo periodo, che al 1° gennaio 2019 ha raggiunto il 60,3%. Si tratta di un dato significativo per la collettività indiana, seppur l’indicatore sia al di
sotto del dato medio del totale dei non comunitari di 2 punti percentuali. Anche per il complesso della popolazione straniera non comunitaria si registra una crescita della quota di lungosoggiornanti (da 61,7% a
62,3%) nell’ultimo anno.

In riferimento ai motivi delle presenze, alla data del 1° gennaio 2019, il grafico 3 mette in evidenza la prevalenza tra i permessi di soggiorno soggetti a rinnovo, dei motivi familiari, cui è legato il 43,7% dei titoli; un valore in crescita di circa un punto percentuale rispetto all’anno precedente, a segnalare – insieme all’incremento della quota di lungosoggiornanti – un progressivo e costante processo di stabilizzazione sul territorio dei migranti.
Seguono, per rilevanza, i motivi di lavoro, collegati al 31% dei titoli soggetti a scadenza, percentuale inferiore di 2,6 punti a quella registrata l’anno precedente. Di tutto rilievo anche la quota di permessi di soggiorno legati a richiesta o detenzione di una forma di protezione internazionale o umanitaria: 18,7% a fronte del 17,1% registrato al 1° gennaio 2018.
I motivi familiari rappresentano la principale motivazione di soggiorno in Italia anche per la metà dei titoli soggetti a rinnovo dei migranti appartenenti alla comunità indiana.
I permessi per motivi di lavoro ammontano invece a 24.922 pari al 38,6%. I motivi di studio danno diritto di soggiorno in Italia all’4,5% dei cittadini indiani titolari di permessi di soggiorno soggetti a rinnovo; solo l’1,2% è invece rilasciato per richiesta di asilo, motivi umanitari o protezione internazionale, mentre il 6% dei permessi è stato rilasciato per altri motivi (cure mediche, motivi religiosi etc.).
Rispetto all’anno precedente la quota di permessi di soggiorno soggetti a rinnovo, della comunità in esame, è rimasta pressoché costante (+0,3%). Si rileva una variazione importante, invece, nella distribuzione per motivi di rilascio dei titoli. In particolare, si riduce ancora la quota di titoli legati a motivi di lavoro (scesi dal 43% al 38,6%) e dei titoli legati ad altre motivazioni (passati da 7,4% al 6%); mentre aumentano le altre tipologie.
L’incremento più significativo riguarda i titoli per motivi familiari, la cui incidenza percentuale aumenta di 4,5 punti, seguiti dai permessi per richiesta di asilo o per riconoscimento di qualche forma di protezione, la cui incidenza passano dal 0,8% all’ 1,2%. In aumento anche la percentuale relativa ai motivi di studio di 1 punto percentuale. Il confronto con il complesso dei non comunitari evidenzia quale elemento distintivo della comunità indiana l’alta incidenza dei permessi di soggiorno per ricongiungimenti familiari, di 6 punti percentuali più elevata rispetto a quella registrata sullo stesso totale dei non comunitari.

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Analisi dei nuovi ingressi

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In relazione alla comunità in esame, i nuovi titoli di soggiorno rilasciati nel 2018 ammontano a 13.621, numero in netto aumento rispetto all’anno precedente (+57%). La comunità indiana si colloca in quarta posizione per
numero di nuovi permessi di soggiorno rilasciati nel 2018.
Analizzando le caratteristiche socio-demografiche dei cittadini indiani cui è stato rilasciato un permesso di soggiorno nel corso del 2018, si registra sempre una prevalenza del genere maschile (52,6%) e si tratta in
particolare di giovani maggiorenni fino a 29 anni (42,6%), celibi/nubili nel 67% dei casi.

In riferimento ai motivi di rilascio dei nuovi permessi di soggiorno ai cittadini indiani che hanno fatto ingresso nel Paese nel 2018, si evidenzia la netta prevalenza dei permessi per motivi familiari, pari al 58,3% del totale, in aumento del 63,6% rispetto all’anno precedente. Tra questi, il 37% (2.938 unità) è composto da minori entrati per ricongiungersi alle proprie famiglie, ovvero più del 99% degli under 18 appartenenti alla comunità entrati durante lo stesso periodo.
I permessi rilasciati per motivi di lavoro interessano invece il 20% delle autorizzazioni al soggiorno per i cittadini indiani, mentre residenza elettiva, religione e salute raggiungono nel 2018 quota 4,4%, in sensibile aumento rispetto al 2017, mentre è pari al 3,5% la quota relativa ai motivi di richiesta di asilo/protezione internazionale/motivi umanitari. Infine, da sottolineare la rilevanza dei permessi rilasciati per studio, che
rappresentano quasi il 14% del totale, a fronte del 9% circa degli altri gruppi di confronto.
Nel confronto col complesso dei non comunitari appare evidente la maggior incidenza, tra i motivi di rilascio dei nuovi titoli relativi alla comunità in esame, dei ricongiungimenti familiari (58,3% a fronte di 50,7%), mentre nettamente inferiore è la quota legata alla richiesta o alla detenzione di una forma di protezione (3,5% a fronte di 26,8%) e di residenza elettiva/religione/salute (4,4% a fronte di 7,3%).
Un dato rilevante riguarda gli ingressi per lavoro stagionale: l’India, nel 2018, risulta la prima nazione di provenienza dei migranti stagionali con 2.133 ingressi.

Fonte: Rapporto annuale sulla presenza dei migranti 2019

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