Padre Arione, il sacerdote che inventò Telefono amico

Il gruppo gospel degli Alunni del Cielo fondato nel ’68 viene considerato il suo capolavoro

M.BO.

Dona ora. Grazie!

TORINO
E’ morto ieri mattina a Cuneo Padre Giuseppe Arione, maestro e guida spirituale di generazioni di cuneesi, fondatore degli Alunni del Cielo, il gruppo musicale di bambini e ragazzi che finì per esibirsi in tutta Europa – e più volte di fronte al Papa – per raccogliere fondi per opere di solidarietà, in tutto il mondo. Inventò anche, alla fine degli Anni Sessanta, «Telefono amico».
Originario di Castiglione Tinella, aveva 86 anni.

Ordinato sacerdote alla fine degli Anni 40, fu mandato a Cuneo tra i primi incarichi. «All’inizio faceva il “pescatore di vocazioni” – ricorda il superiore dei Gesuiti cuneesi, Gigi Manino -: girava le campagne facendo vedere ai ragazzi documentari sulle missioni. E chiedeva chi voleva abbracciare quella vita.

Poi a Entracque, durante un periodo di “colonia” estiva, cercava di distinguere chi avesse caratteristiche più adatte per entrare nel nostro collegio». In queste circostanze fu essenziale nell’educazione cristiana e civile di migliaia di cuneesi, anche se la gran parte di loro non abbracciarono poi il sacerdozio.

Il suo «capolavoro» fu l’invenzione degli Alunni del Cielo, nati nella cappella dei Tomasini di via Statuto, nel 1968, da un gruppetto di otto-nove ragazzi. «Padre Arione – dicono alcuni di loro, ora adulti – capì i tempi che cambiavano, che per stare vicina ai giovanissimi la Chiesa aveva bisogno di nuovi mezzi». «Non è che fossimo dei bigotti – raccontano Elisa Borello, Lella e Bebo Brondino -, ma aspettavamo il sabato sera non per andare in discoteca, ma per cantare il Vangelo, adattandoci a ogni situazione. E’ stato un grande insegnamento, per tutta la vita». Gli Alunni del Cielo crebbero fino a contare 130 elementi. Con un repertorio prevalentemente gospel, guadagnarono una notevole fama. Si pagavano le trasferte, mentre tutto quello che incassavano finiva in beneficenza.
Nel 1975 Padre Arione fu trasferito a Torino al «Sociale», ma non perse mai i contatti con i suoi ragazzi cuneesi, che l’hanno assistito nelle ultime settimane. A Torino fu anche cappellano di giostrai e circensi. E alle Gru distribuiva bigliettini scritti a mano, con sue riflessioni: le chiamava «vitamine spirituali». Stasera a Cuneo il rosario ai Tomasini, alle 18.

Domani a Torino, in Sant’Ignazio, alle 11, seconda celebrazione, cui parteciperà il cardinal Poletto. Alle 15,30 le esequie a Castiglione Tinella, dove avverrà la tumulazione.
«Un uomo limpido – ricorda Padre Pierino Ghi -: raccolse molte offerte, non tenne mai nulla per sé. Aveva grande fede e coraggio, grande spiritualità».