Padre Geppo e la Confessione

geppo-papaPadre Geppo fu un gesuita atipico nelle sue apparenze, vestito sempre molto semplice anzi possiamo dire povero, forse per la sua origine contadina e il suo desiderio di essere povero insieme ai poveri.
Fu atipico anche nell’attivita’ pastorale,  possiamo dire un creativo, un inventore di iniziative a scopo evangelizzatore: un coro per annunciare il Vangelo nelle piazze e portare la preghiera della pace nelle famiglie (gli Alunni del Cielo), un numero telefono per ascoltare un commento spirituale ogni giorno (Voce Amica), arte e sport per portare i giovani a Dio, e molto altro.
Fu invece un gesuita molto tipico nella fedelta’ alla Confessione.
Sentiva un gran bisogno di questo sacramento, come confermato dalla sua costanza nel confessarsi ogni due settimane dai Francescani di Sant’Antonio da Padova a Torino.

Riteneva importante la Confessione non solo per i peccati gravi (quelli mortali) ma anche per quelli veniali e per lottare anche contro le nostre piccole imperfezioni caratteriali che ci predispongono al male.
Questo suo convincimento si esprimeva anche nelle scelte: ininterrottamente per oltre 25 anni alle sue preghiere e Messe infrasettimanali con i suoi gruppi invitava uno o due confessori (per chi li ricorda Padre Mauro e Padre Boschi).

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Forse uno dei segreti della sua opera a livello spirituale e’ stato proprio questo affidare le anime di cui era pastore alla Guarigione che solo il perdono di Dio puo’ dare.
Ricordava spesso che anche il Papa (allora era Giovanni Paolo II)
si confessava ogni settimana.
Se lo faceva il Papa tantopiu’ ne abbiamo bisogno tutti.
Paolo Botti

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