Piccole vite con un valore

I recenti casi di cronaca, legati alla denuncia dell’esistenza, a Roma e a Brescia, di tombe non anonime di feti abortiti in modo spontaneo o volontario -sotto stati riportati i nomi delle madri,violando così la privacy – hanno riportato all’attenzione la pratica della sepoltura dei bambini non nati.
NDR. Si tratta, pare, di un errore dei servizi cimiteriali o del comune, e non c’entrano le associazioni che collaborano con questo servizio che generalmente viene richiesto proprio da chi subisce un aborto.

Un tema su cui interviene Andrea Mazzi, coordinatore del Servizio maternità difficile e vita dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIIi. I’associazione, nella festa di Ognissanti,come ogni anno ha svolto un momento di preghiera nel ricordo di bambini non nati in vari cimiteri tra i quali quello di San Cataldo,dove è presente un apposito spazio per queste sepolture. I Dpr 285/90 prevede che tra le 20 e le 28settimane di gestazione i feti siano seppelliti – seppure classificati come «parti anatomiche riconoscibili,. -,indipendentemente dal fatto che i genitori ne abbiano esplicitamente fatto richiesta.

A chi è data in carico questa operazione?
In che modo si rende presente la Papa Giovanni XXIII, secondo il carisma di don Oreste Benzi, a questo atto? il Dpr prevede che i genitori possano sempre richiedere di seppellire il proprio figlio,anche se l’aborto è avvenuto prima delle 20settimane in questo caso sono loro a doversi fare carico dei costi per la piccola bara e per le onoranze funebri. Sopra le 20 settimane;se non provvedono i genitori, è la struttura ospedaliera che organizza il trasporto presso il cimitero cittadino. La nostra associazione ha un numero verde per le maternità difficili(800.035A36) a cui chiamano anche donne o coppie che chiedono informazioni per il seppellimento: noi le sosteniamo orientandole accompagnandole, se richiesto anche aiutandole ad organizzare la cerimonia funebre. In alcuni casi ci viene chiesto un coinvolgimento maggiore.

Dona ora. Grazie!

A Cesena è stata fatta una convenzione tra l’Asl Romagna e la Diocesi, che prevede che quest’ultima si faccia carico del seppellimento ove richiesto dai genitori, e alla nostra associazione è chiesto di svolgere la pane operativa.

A Modena, nel 2019,siamo stati contattati per benedire le salme di 19 bimbe e bimbi provenienti dal Policlinico cittadino, che sono stati sepolti nel cimitero di San Cataldo. Sulla tutela della privacy delle donne la Papa Giovanni XXIII si è espressa chiaramente. Si nota, però, conte questi casi dì cronaca diventino in qualche modo anche strumentali per condannare l’esistenza di appositi spazi nei cimiteri perla sepoltura dei bimbi non nati. Tutte le volte che si promuovono azioni a favore dei bambini prenatali ci sono persone e associazioni che protestano perché hanno paura che queste siano una forma di attacco subdolo alla legge 194 sull’aborto e alla cosiddetta autodeterminazione delle donne sulla vita nascente. Questo succede sia quando un ente pubblico propone di dare più aiuti alle gestanti, come recentemente in alcuni Comuni del Bresciana, sia quando nascono spazi dedicati nei cimiteri, sia quando si istituisce un registro di questi bimbi, come a Marsala. Eppure, questa è un’azione che porta un grande beneficio alle donne, perché sono proprio loro che chiedono di avere attenzione e rispetto versoi resti del proprio figlio, di poter avere un luogo dove ricordarlo; quindi perché attaccarla Come ci diceva Lata: «II il corpo di tuo figlio, un corpo prezioso!».

E’ chiaro che l’iter del seppellimento deve avvenire con grande attenzione verso i genitori e nel pieno rispetto delle regole della privacy. C’è chi accusa associazioni come la Papa Giovanni di promuovere la sepoltura dei bambini non nati come una sorta di colpevolizzazione delle donne che hanno fatto ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Cosa si può rispondere?Che sì tratta innanzitutto di un gesto di attenzione verso dei nostri simili. i resti di questi bimbi e bimbe morti prima della nascita vanno trattati con la stessa cura e dignità che si deve a tutti i cadaveri umani. il seppellimento un atto profondamente umano e per i credenti è un’opera di misericordia corporale. Se la stragrande maggioranza delle richieste di seppellimento riguarda bimbi morti per aborto spontaneo,perché non concederla anche a quelli tuoni per aborto volontario? Avere una tomba dove recarsi aiuta molto l’elaborazione del lutto ed il suo superamento. L’aborto oggi è un lutto sottovalutato, invece per molti genitori rappresenta un fatto traumatico e può lasciare tracce profonde. Il mancato riconoscimento sociale di questo lutto lasciai genitori nella solitudine, complicando il processo di elaborazione di tale evento. Inoltre, a tanti genitori ripugna il pensiero che il proprio figlio sia equiparato ad una gamba amputata e venga bruciato in un termovalorizzatore «Non vogliamo che i resti del bambino finiscano insieme ai rifiuti speciali destinati all’inceneritore,. hanno testimoniato Carla e Matteo. E possibile dare sepoltura ad un feto morto prima della ventesima settimana di gestazione solo se lo richiedono i genitori,mentre in assenza di comunicazione il feto è classificato tra i «rifiuti speciali sanitari»,destinati all’inceneritore. E vero che molte donne, che si trovano ad affrontare un aborto spontaneo, non lo sanno?Sì, tante donne non sanno di poter chiedere il seppellimento e quando si recano in ospedale c’è poca informazione, per cui spesso scoprono dell’esistenza di questa possibilità quando è tardi. Infatti, per la legge i genitori hanno 24 ore di tempo per richiedere il seppellimento del loro piccolo. Inoltre, abbiamo testimonianze di ostacoli a livello sanitario. Se però i genitori non demordono, riescono ad ottenere il loro scopo. Noi cerchiamo di incoraggiare questa pratica. Ogni anno il 1 °novembre, solennità di tutti i Santi, ci troviamo in vari cimiteri d’Italia, tra cui quello di Modena, assieme a tante altre persone, per pregare e deporre un fiore o un altro segno sulle piccole tombe di questi nostri fratelli che già contemplano il Padre nei cieli. Sulla base delle vostre testimonianze, si può dire che negli ultimi anni sia cresciuta la sensibilità nel dare una sepoltura ai figli non nati?Non solo da madri o genitori che hanno vissuto il dramma di un aborto spontaneo,ma anche da donne che sono ricorse all’interruzione volontaria di gravidanza? C’è una sensibilità che sta crescendo moltissimo, sono nate anche varie associazioni che mettono in rete genitori che hanno vissuto l’esperienza del lutto prenatale o perinatale, cioè prima o in prossimità della nascita. E qualche volta anche mamme che hanno abortito volontariamente chiedono il seppellimento del proprio figlio. Già don Oreste Benzi nel2006 aveva celebrato il funerale di Maria salvatore, un bimbo morto aborrito al 4°mese di gravidanza di cui la mamma prima dell’aborto aveva chiesto il seppellimento: Anche negli anni seguenti sono arrivate altre richieste. Come quella di «Rita», che ha abortito cedendo alle pressioni del compagno, ma due giorni dopo è tornata in ospedale per poter rivedere suo figlio e si è molto consolata quando ha saputo che avrebbe potuto seppellirlo. Dopo il funerale andava tutti i giorni sulla tomba del piccolo per chiedergli la forza di andare avanti.

Nostro Tempo Modena

I resti dei bimbi morti prima della nascita meritano cura e dignità

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