Quel silenzio che parla al cuore

vocesottile1Il tormento di una madre per una cicatrice che sembra cosa passata ma che continua a sanguinare nella vita e nelle relazioni di ogni giorno.
La voce sottile è un romanzo sul dramma post aborto. Si avete letto bene, non solo sull’aborto ma su quello che avviene dopo nell’animo di una donna.
Nessun riferimento a precetti religiosi, si parla della Sindrome post aborto (leggi qui) ben conosciuta dal mondo scientifico a di cui nulla si parla sui massmedia, se ne parla con un romanzo che parte dal dolore per arrivare al perdono.

Il nuovo libro di Antonella Perconte Licatese (La voce sottile – editrice YouCanPrint) ci racconta la storia di Anna,  una donna come tante: una vita scandita dai ritmi ordinari del paese in cui abita da sempre, un lavoro di insegnante, un marito, due figli.

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Eppure il ricordo indelebile di un aborto compiuto molti anni prima rischia di compromettere per sempre i delicati equilibri familiari e la sua stessa salute. Attraverso un sofferto ma necessario percorso di riconoscimento del volto umano di quel figlio mai venuto alla luce compiuto nella forma di un dialogo straziante e coraggioso, Anna riuscirà a sfuggire alla forza di gravità del male che vorrebbe trascinarla a fondo e a conoscere la potenza redentrice del perdono. Nel racconto della protagonista avviene un’esperienza interiore estrema, in cui il suo cuore di madre e donna ripercorreranno il passato ancora presente ascoltando quella voce sottile che non lascia pace.

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Non è un romanzo per sole donne, quasi che l’aborto fosse questione solo femminile, così scriveva Giovanni Paolo II: “A decidere della morte del bambino non ancora nato, accanto alla madre, ci sono spesso altre persone. Anzitutto, può essere colpevole il padre del bambino, non solo quando espressamente spinge la donna all’aborto, ma anche quando indirettamente favorisce tale sua decisione perché la lascia sola di fronte ai problemi della gravidanza:  in tal modo la famiglia viene mortalmente ferita e profanata nella sua natura di comunità di amore e nella sua vocazione ad essere «santuario della vita»”
Ecco, questo libro forse riguarda tutti noi: il dolore dell’aborto morde il cuore di milioni di donne e uomini intorno a noi che hanno bisogno di riconoscere il male per perdonare e perdonarsi e trovare pace come Anna.
Una voce sottile che entra ovunque come la voce di Dio che con dolcezza ci cerca per proporci la conversione e la pace del perdono.
Paolo Botti