Rituali familiari (B.Ferrero)

La nonna era sbigottita: «In municipio, solo con due testimoni? Voi giovani vivete come animali!». La nipote le aveva appena comunicato la decisione di non sposarsi in chiesa.  Oggi, non si dà l’addio solo alla marcia nuziale, ma anche al battesimo, alla cresima, all’acqua benedetta e alla processione verso il cimitero. Non ci sono più celebrazioni che caricano di senso simbolico la nascita, il matrimonio o la morte. Per questo alcuni celebri psicologi hanno lanciato un grido d’allarme: «La nostra società vive un periodo drammatico di “deritualizzazione”. Sono stati soppressi quasi tutti i rituali che scandivano la vita della gente». A quanto pare però non possiamo vivere senza di essi. I calciatori, entrando in campo, toccano il terreno e si fanno il segno della croce. Naturalmente sanno che la vit­toria non dipende da questo, ma è chiaro che questi rituali li aiutano a scongiurare la paura prima di una gara. Scolari e studenti hanno svilup­pato i loro rituali per contenere la paura prima di un esame. Alcuni dicono una preghiera, altri usano sempre la stessa bi­ro. Oggi, molte persone sono tormentate da pau­re diffuse, perciò i rituali che vogliono esorcizzare la paura hanno una grande importanza. Sono come le rotaie che costituiscono le linee guida della persona che cresce. Quando ricorrono regolarmente, danno sicurezza e forza, stabilizzano la personalità, hanno un effetto duraturo sulle azioni dei bambini e costituiscono un prerequisito essenziale per lo sviluppo cognitivo ed emotivo, permettendo di organizzare la data, l’anno, la vita secondo dei codici precisi e condivisi. E l’ordine della vita è uno di quei valori di cui si comincia ad avvertire la mancanza.

L’ideologia dell’autonomia esasperata e dell’individualismo ha provocato molta solitudine. Si è dimenticata una dimensione essenziale: quella dell’appartenenza: sentirsi solidali con i membri di un gruppo, percepire i legami con una determinata famiglia, avere la sicurezza di non essere abbandonato, ma di far parte di un gruppo capace di eliminare i sentimenti negativi, l’ansia e la depressione. Nessuno può “autoesistere”; un tempo si sentiva di appartenere alla “propria” famiglia, perché esistevano modi particolari di rivolgersi gli uni agli altri, di vestirsi, di mangiare, di salutarsi. I rituali aiutavano ad attraversare la soglia della vita. Ritrovarli, oggi, è impedire che la famiglia si trasformi in una conchiglia vuota. I riti devono essere piacevoli e non forzati, quindi sta ai genitori individuare quelli che meglio si adattano alla propria condizione familiare (inutile pretendere di fare colazione insieme, ad esempio, se tutti devono uscire a orari diversi).Molte mamme e molti papà si figurano il concetto di rituale come una serie complessa di azioni messa in atto con grande dispendio di tempo. Non è così. Per i bambini qualsiasi gesto che diventi abitudine può essere considerato rito: un massaggio al pancino, la lettura di un libro o il bacio della buonanotte!

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Rituali per iniziare la giornata. Il momento del risveglio per molti, bambini o adulti, non è un bel momento. Se teniamo conto dell’indole del bambino possiamo aiutarlo a svegliarsi senza troppa fatica. Una buona colazione con i cibi preferiti, due coccole dai genitori potrebbero diventare l’obiettivo per un risveglio più morbido. Un bigliettino di incoraggiamento o una sorpresina da niente nello zainetto possono girare in positivo qualunque giornata.

Rituali per i pasti. I pasti consumati in compagnia a orari regolari sono utili anche per scandire la giornata e stimolare unità familiare e senso di appartenenza. Certi piatti li sa fare solo la mamma! E saranno un ricordo indelebile. Come il modo di stare insieme a tavola.

Rituali per il tempo libero: particolarmente importante è stabilire momenti dedicati ai bambini, in modo che imparino ad accettare il tempo che i genitori dedicano ad altre attività. Sapere che, immancabilmente, arriverà un momento tutto per loro li aiuterà ad aspettare

Rituali per il sonno: la sera è bello avere abitudini rassicuranti che, ripetendosi sempre uguali, indicano che alla fine ogni cosa torna al suo posto. I rituali della sera servono anche per esorcizzare la paura di fronte all’inquietudine e all’ignoto che la not­te porta con sé. I bambini vogliono riascoltare di con­tinuo la stessa fiaba: hanno il presentimento che un comportamento sempre identico cacci la paura. Ad altri bambini occorre una fiaba o la pre­ghiera della madre o del padre per poter prendere sonno. È bello il rituale di porre la mano sulla testa del bam­bino pregando. In tal modo egli sente fisicamente che la preghiera apre uno spazio di protezione, nel quale egli si sente sicuro e protetto, e che nel sonno viene difeso dalla mano amorevole di Dio.

Rituali per occasioni speciali e feste. La festa è la sorpresa: nelle giornate festive è bello fare eccezioni alle abitudini quotidiane e permettersi cose che quotidianamente non si fanno. Il compleanno e l’onomastico sono necessari per far sentire il festeggiato veramente speciale, ricorrenze e anniversari possono diventare momenti unici di unione.

Rituali religiosi. La Messa della domenica, un pellegrinaggio tutti insieme, i sacramenti e naturalmente il Natale e la Pasqua. I rituali religiosi spalancano a Dio le porte della famiglia e fanno crescere quella dimensione spirituale che rimane il segreto di ogni vita riuscita.

Bruno Ferrero – Bolettino Salesiano