Sindone tra Fede e Scienza

Che la Sindone non sia solo un antico lenzuolo funerario lo si può intuire dalla mole di studi ed esami cui è stata sottoposta.
Su quel telo per certi versi misterioso si vede l’immagine di un uomo che è stato percosso, flagellato, coronato di spine e crocifisso, battezzato prudentemente “Uomo dei dolori”. Ma per molti quel lenzuolo è realmente il sudario che avvolse il Cristo deposto dalla croce.
Il fatto che quell’immagine riproduca perfettamente quanto descritto nei Vangeli sulla passione di Gesù, ha generato il dubbio che si tratti di un ’falso’. Paradossalmente, è proprio la scienza a fornire indizi eloquenti che convincono del contrario. Vediamone qualcuno.
La datazione effettuata nel 1988 col metodo del radiocarbonio, che farebbe risalire la Sindone ad un periodo tra il 1260 ed il 1390 d.C., e stata ampiamente contestata. L’incendio di Chambèry del 1532, infatti, ha prodotto alterazioni tali da rendere inaffidabile quel tipo di esame.
Sul lenzuolo, poi, sono stati rinvenuti pollini che si trovano solo in Palestina e la sua fattura è certamente ebraica, perchè il tessuto è privo di fibre di origine animale, nel rispetto della legge mosaica (separazione tra lana e lino Dt 22,11). Sono presenti, inoltre, anche i pollini dei luoghi geografici in cui sappiamo era stata trasportata.
Inoltre, la tessitura del lino e quella a ’Z’, utilizzata nell’area siro – palestinese, al contrario della comune torcitura a ’S’, egiziana. In aggiunta, sono state riscontrate tracce di aloe e mirra, che venivano usate, in ambiente ebraico, per seppellire i cadaveri.
L’immagine dell’uomo della Sindone è ciò che disorienta maggiormente la scienza. Non è stata dipinta: non vi sono pigmenti di colore, le macchie di sangue sono ’reali’ e tutte dello stesso gruppo AB.
Ma come è stata impressa sul lenzuolo ? Gli studiosi hanno appurato che è frutto di una forte emanazione di un’energia (tuttora sconosciuta) che ha impresso il lino. Di quale ’energia’ si tratta? Mistero. Tutti i tentativi di riprodurla sono falliti. E se fosse la “prova” della Resurrezione?
Il calcolo delle probabilità ci dice che la possibilità che la Sindone sia un falso ben architettato è praticamente nulla. Vuoi vedere che quell’Uomo dei dolori ha un nome? Molti ne sono convinti ed il poter ’vedere’ l’immagine reale di Chi ha dato la vita per noi e quanto abbia sofferto dà una bella sferzata alla nostra tiepida fede.
Perchè dunque non sfruttare l’occasione offerta dall’anno giubilare, quando è stata programmata un’altra ostensione della Sindone, dal 26 agosto al 22 ottobre, per contemplare di persona il vero volto di Gesù Cristo?

Bibliografia

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Giulio Fanti – Emanuela Marinelli, “Cento prove sulla Sindone. Un giudizio probabilistico sull’autenticità”, Edizioni Messaggero, Padova 1999.
Emanuela Marinelli, La Sindone: un’immagine “impossibile”, Edizioni San Paolo, Cinisello B.mo (Ml) 1996.
Orazio Petrosillo – Emanuela Marinelli, La Sindone. Storia di un enigma, Rizzoli, Milano 1990.
Mario Moroni – Francesco Barbesino, Apologia di un falsario. Un’indagine sulla Santa Sindone di Torino, Maurizio Minchella Editore, Milano 1997.

di Alessandro Nicotra – “Il Timone” n. 4, Novembre/Dicembre 1999

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